Il brano parla di rinascita, di possibilità che resistono anche quando tutto sembra essersi disperso
IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA
Mi chiamo Antonio Sambalotti, in arte Gemini, sono un cantautore e uso la musica per raccontare emozioni che spesso fanno fatica a trovare le parole giuste. Universi” è il mio nuovo singolo e dà anche il titolo al mio album uscito il 21 novembre con l'etichetta FDAM. Questo brano nasce da una domanda molto semplice e allo stesso tempo enorme: cosa resta di noi quando sembra che tutto intorno esploda? Ho scritto Universi in un momento in cui cercavo un luogo interiore in cui ripararmi, ma anche una via per tornare a sentirmi parte di qualcosa. Le prime parole che io e il mio staff di produzione (Gerolamo Sacco e Giordano Spagnol) abbiamo messo su carta sono state “vorrei vivere sulla luna ma soffro di vertigini”, una confessione sincera che ha aperto la strada verso il resto della canzone. Sentivo il bisogno di raccontare quella fragilità che abbiamo tutti, quella tensione tra desiderio e paura che spesso ci accompagna quando proviamo davvero a cambiare. Universi racconta due anime che provano a sfiorarsi senza riuscire a farlo completamente. È una storia fatta di attese, silenzi e piccoli segnali che resistono nonostante la distanza.
Per trasformare questo immaginario in un linguaggio visivo, abbiamo scelto di ambientare il videoclip in aperta campagna, vicino a un lago che diventa una sorta di specchio emotivo. Le riprese sono state effettuate da Gianluca Rotondi e Fabio Viti e la regia curata da Serena D'Andrea. L’auto d’epoca, un MG B Spyder del 1962, al centro della scena è come un piccolo universo sospeso, un luogo in cui i due protagonisti vivono la sensazione di essere vicini e lontani allo stesso tempo. La protagonista è Michela Cardillo Stagno, modella e attrice, che ha saputo incarnare perfettamente quella delicatezza interiore di chi sta cercando di rimettere insieme la propria storia.
L’elemento simbolico più importante arriva attraverso la presenza dei bambini. Sono messaggeri, ma non nel senso tradizionale: non portano parole o lettere, portano pezzi di puzzle. Li vediamo avvicinarsi a Michela con quei frammenti, uno alla volta. Sono tasselli che lei raccoglie con cura, senza capire subito se appartengano a un messaggio per l’altra persona o se, in realtà, parlino di lei. Questo gesto semplice diventa il cuore della narrazione. I bambini aiutano la protagonista a creare una connessione con l’altra persona, ma soprattutto la accompagnano in un percorso simbolico di ricomposizione: pezzo dopo pezzo, Michela ricostruisce un puzzle che è il riflesso della sua identità, del suo passato, dei suoi universi interiori. Il momento più intenso arriva quando i tasselli iniziano a combaciare. Non è un vero incontro fisico tra i due protagonisti, ma un avvicinamento emotivo.
Universi è un brano che parla di rinascita, di possibilità che resistono anche quando tutto sembra essersi disperso. Il videoclip ne è lo specchio: un viaggio attraverso fragilità, connessioni e piccoli segni che aiutano a ritrovare se stessi. E forse, proprio come nel video, a volte abbiamo solo bisogno che qualcuno ci porga il pezzo che ci mancava.