Ludovica Burtone, presenta il progetto Migration Tales con una playlist

Musica
Credit Stephen Want

Concepito in pieno solco contemporary jazz, dalle forti tinte free, avant-garde jazz, nonché impreziosito da pennellate assimilabili alla musica eurocolta, Migration Tales è un lavoro da cui emerge un profondo spirito di ricerca dal punto di vista timbrico, melodico, armonico e ritmico, che sottolineano l’estro e la sensibilità di questa artista unica

Ludovica Burtone - The Name

Questo brano rende omaggio a coloro che hanno cambiato il proprio nome per adattarsi a un nuovo paese, un atto profondamente personale che rivela l’intersezione tra migrazione e identità. Il brano riflette su come la lingua e i nomi plasmino il nostro senso del sé, ponendo la domanda: quali parti di noi stessi lasciamo indietro quando abbracciamo una nuova lingua o modifichiamo il nostro nome per integrarci? Attraverso la melodia e il testo, cerca di onorare queste trasformazioni, riconoscendone al contempo il peso emotivo.

 

Ludovica Burtone - Outside my window

Questo tema esplora le disuguaglianze che gli immigrati affrontano in base al passaporto e al paese di origine. Ho composto questo brano durante la pandemia, quando le restrizioni sui visti mi hanno costretta a restare a Brooklyn, lontana dalla mia famiglia e dagli amici. Questo periodo mi ha fatto riflettere su come non tutti gli immigrati vengano trattati allo stesso modo, alcuni si trovano ad affrontare ostacoli molto più duri semplicemente per via della loro provenienza. In quei mesi mi ritrovavo con amici dal Giappone, dall’Iran, dall’Argentina, dal Venezuela, solo per citarne alcuni. Ci incontravamo per condividere speranze, paure, cibo e risate, trovando conforto l’uno nell’altro nonostante le circostanze. Il brano cattura quel senso di unità e di famiglia che abbiamo costruito in quei momenti, sottolineando come, anche di fronte alla distanza e alle difficoltà, gli esseri umani trovino sempre un modo per sostenersi e comprendersi.

 

Dominguinhos - Lamento Sertanejo

Questo brano racchiude il sentimento nostalgico e struggente di chi lascia la propria terra natale. Il testo racconta il dolore di un uomo del sertão costretto a trasferirsi in città, dove si sente spaesato, fuori luogo, lontano dalle sue radici—una condizione che rispecchia quella di molti migranti, anche oggi. La musica brasiliana ha avuto, e ha tuttora, una grande influenza nella mia vita.

 

Meredith Monk - Ellis Island

Uno dei primi concerti a cui ho preso parte come violinista a NYC é stata proprio una rassegna curata da Meredith Monk per Roulette Intermedium. Suonai con la compositrice Missy Mazzoli, nel dicembre 2016. Questo brano mi colpisce per i suoi suoni evocativi, frammenti e silenzi che sembrano custodire memorie sospese. Come i migranti che arrivavano a Ellis Island pieni di sogni e incertezze, anche io portavo con me valigie cariche di speranza e identità. 

 

Bjork - The Anchor Song

Bjork é sempre stata una delle mie artiste preferite. In questo brano esplora il desiderio di radicarsi, di appartenere a un luogo dopo tanto movimento. È un brano che parla di scelta: quella di costruire un nuovo porto sicuro, ovunque ci si trovi. Nella mia esperienza migratoria, sento spesso questo bisogno profondo di ancoraggio, e questa canzone riesce a tradurlo in musica con sincerità.

 

Irving Berlin - Sang by Ella Fitzgerald Blues Skies

Il mio primo amore nel jazz é stata Ella. Per quanto i testi dei brani nel jazz non fossero sempre espliciti, il jazz di per sé é musica di migrazione, nasce dall'incontro forzato e doloroso di popoli e culture. É una musica che ha viaggiato, che si é trasformata, ribellata, adattata e non. É una musica di cambiamento cosí come é l'identitá di chi migra.

 

Deerhoof - Immigrant songs

Questo é un nuovo brano e sinceramente non so perché sia intitolato cosí. Ma l'ecletticitá di Deerhoof e i posti dove questa canzone ti porta musicalmente, rendono tangibile la sensazione di essere estranei in un nuovo mondo. La ripetizione e l’intensità del brano enfatizzano il continuo viaggio emotivo e fisico, la lotta per trovare una voce in un contesto che ti costringe a reinventarti, ma anche a mantenere intatta una parte di te stesso, sempre 

 

System of a Down - X

è una canzone potente che esplora temi di alienazione, violenza e resistenza, e la sua connessione con l’esperienza migratoria si fa sentire attraverso la sua intensità emotiva e il senso di disconnessione che trasmette. Per quanto i SoaD non siano stati una band che ha parlato esplicitamente di migrazione, la loro musica ha fatto parte del mio viaggio e questo credo sia il brano piú vicino al tema migratorio.

 

Vinicio Capossela - Ovunque proteggi

Questa canzone, con la sua atmosfera evocativa, parla di un viaggio non solo fisico, ma interiore, un cammino che si fa alla ricerca di protezione, di un luogo sicuro. Credo possa rappresentare quel desiderio universale di trovare rifugio, non solo nel senso materiale, ma anche emotivo. Era uno dei brani che ascoltavo in macchina con un caro amico che oggi non c'é piú.

 

Rocco Burtone - Radici

Eh, questo é il papá, il suo lato cantautoriale. Sono molti i brani che ha scritto, con cui sono cresciuta, a cui ho collaborato registrando delle linee di violino (la prima volta ero veramente una bambina) in cui i temi della solitudine, appartenenza, migrazione, le origini sono presenti. Come dice il titolo, questo parla di radici (e si sente una giovane Ludovica al violino ahah).

Spettacolo: Per te