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Sofia Sole, il singolo Carillon: "Sono una dreamer perché sognare è sinonimo di speranza"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

Credit Marco Damascelli

La giovanissima artista declina i sentimenti di una generazione e dimostra che anche attraverso i no si può crescere restandosse stessi. L'INTERVISTA

Carillon è un brano intimo e autoriale, che esplora la delusione nelle amicizie mostrando come il dare troppo agli altri possa portare a uno sfruttamento emotivo e riflettendo su quanto sia importante proteggersi. Sofia Sole racconta, attraverso una potente metafora, la sensazione di essere privata di tutto ciò che è prezioso e autentico, proprio come un carillon a cui sono stati sottratti i gioielli più belli. La ballerina all’interno, simbolo della cantante, rimane sola e spogliata tra pareti di velluto, racchiusa in un mondo in cui ogni gesto di generosità è stato sfruttato. Il pezzo nasce come sempre dalla camera dell’artista, questa volta a quattro mani con Cristiano de Vitis, con un piano e voce poi riportato in studio da Blame, con cui è stata realizzata la produzione. 

Sofia ovviamente partiamo dalla fine dunque da Carillon: cosa ti ha così deluso da dubitare sul valore del concetto di amicizia?
Arrivavo da un periodo in cui non avevo amici o molto pochi, poi soffrivo di super attacchi di panico e  ho iniziato a riempire il vuoto per non sentirmi fallita in ambito sociale, ma ho esagerato e quando devi dare qualcosa per avere qualcosa in cambio sfoci nell’opportunismo e mi sono trovata male, la situazione si è presa troppo di me. Quindi meglio attenti che male accompagnati, buoni ma non scemi.

“Piangerò i miei errori a fine estate” è una tappa obbligata per tutti? Un po’ come un romanzo di formazione?
Di crescita sicuramente, la ho scritta in passato ma vissuta quest’anno quasi avessi previsto, era carina e da romanzo, ho pagato i miei errori. Poi quando d’inverno fai altro ti passa quella voglia di stare a piangere il passato.

“Tu vuoi una storia ma io no/giochiamo giusto un altro po’”: dove è il confine tra la leggerezza e l’amore? E tu sai passeggiare su quel confine?
Vorrei stare in questo limbo e ho sempre pensato di farlo. Mai mi ero innamorata, sono sempre rimasta sul confine poi ci sono caduta e sono cascata male. Sono in ritardo sui tempi, il mio primo bacio è arrivato sui vent’anni. Il resto è successo con una persona che non mi aspettavo: non sono dura come pensavo, ci lavorerò.

Il tema di Carillon è la generosità emotiva: credi che le difficoltà relazionali siano legate al fatto che vorremmo l’altra persona per come la idealizziamo e non per quella che è la sua identità?
Assolutamente sì. Perché non la conosci finché non hai una delusione e poi io tendo al positivo e mi snaturo per tenere una persona accanto a me. Sono malleabile ed è un’arma a doppio taglio: ho scoperto la mia fragilità con gli altri, voglio esser me stessa.

Ti sei sentita unica e chic a giocare a tennis e stare sul trespolo del giudice con i sandali e un abito elegante?
Mi sento sempre chic, è il mio mood. Mi sono divertita, è stato il mio primo video, voglio trasmettere il senso di libertà e fare quello che voglio, essere padrona di me stessa.

A proposito di look, quale è il capo di abbigliamento cui non sai dire di no?
Le scarpe col tacco perché la mia statura non mi aiuta.

Una delle tue caratteristiche è essere una sognatrice: al tramonto di questo 2024 di guerre, disastri ambientali e crisi economica essere una sognatrice significa proteggersi dalla realtà o essere visionaria?
Non arrendersi, essere sempre realistici e guardare il mondo per quello che è, bisogna essere maturi. Sogno perché ce l’ho sempre fatta a superare molti ostacoli, dalla paura al fallimento sono una problem solving, trovo la soluzione sempre.

Posso considerare Un Giro di Troppo il tuo passaggio dall’esplorazione alla maturità artistica?
Il vero cambiamento è Carillon, per altro il mio primo brano in italiano: è il primo che ho fatto tutto da sola come per altro i prossimi.

E’ difficile, rischioso o emozionante oggi ballare sui tuoi tacchi?
Tutti e tre. Difficile perché sono testarda, rischioso perché sono positiva ma paurosa, emozionante perché così è la mia vita.

“Solo su un foglio non mi nascondo”: la tua scrittura è molto personale e intima, è difficile mettersi così a nudo a 22 anni? Penso proprio a Carillon: un brano che racconta un momento della tua vita difficile ma tu riesci a raccontarlo con emotività ma senza rabbia.
Mi piace quando ascolto i brani degli altri, quelli tristi e depressi, con la delusione che non compare nei testi. Io uso una cattiveria sottile, ho quel velo di vittimismo che fi fa stare tranquilla. Ma so essere arrabbiata se occorre.

Nei tuoi testi racconti molto della tua generazione, la Gen Z: ti senti portavoce di una generazione? Ti responsabilizza sapere che molti giovani si ritrovano nelle tue parole?
Mai pensata come responsabilità. Non bisogna sentirsi soli. Posso stare male per una amica o un ragazzo, ma spero di potere dare una mano. Sono l’amica che ti ascolta.

Hai vissuto un periodo a Los Angeles, hai frequentato scuole internazionali: quanto questo ha contribuito alla tua formazione musicale e a essere ricettiva di influenze artistiche d’Oltreoceano?
Prima di Los Angeles ero un’altra persona, timida e introversa. Tornata a Milano ero pronta a realizzare la musica che volevo fare. Le influenze mi hanno aiutato perché là ci sono più generei, tanto indie e cantautorato ma non pop cantautorale. Nel 2021 poi ho scoperto Gracie Abrams, che sarà in concerto in Italia a marzo 2025, una folgorazione.

So che sei una dreamer: per il mondo che la tua generazione ha ereditato è un segno di speranza oppure è una fuga dalla realtà?
Un segno di speranza. Ho ricevuto tanti no e affrontato fallimenti anche se sono giovanissima, mi considero la regina dei no e ne parlerò nel brano Collana d’Argento che avrà un featuring speciale: un verso dice “ho una collana d’argento piaccio a tutti ma nessuno si innamora di me, ho un posto fisso sul podio ma qualcuno arriva prima di me”. Vengo da famiglia di sognatori.

Sofia che accadrà nei primi mesi del tuo 2025?
A fine gennaio esce appunto un nuovo singolo con un featuring che non posso ancora rivelarti. Poi rilascerò singoli fino all’estate per tracciare il territorio e quindi un Ep per dopo l’estate. Per i live ancora non c’è un programma ma arriveranno, sono donna da palco, vorrei un live più suonato e più jazz: meno cassa dritta e più pop, un live identitario.

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