Sanremo 2023, Will: "Lo Stupido della canzone sono io. E sono pronto per l'Ariston"

Musica

Fabrizio Basso

Il brano che il giovane artista di Vittorio veneto porta all'Ariston anticipa l'album in uscita nei prossimi mesi. A maggio parte lo Stupido Tour Venti23. L'INTERVISTA

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Considerato una delle penne più originali, fresche e carismatiche della nuova scena pop urban contemporanea, Will, all'anagrafe William Busetti, classe 1999, approda al Teatro Ariston (GUARDA LO SPECIALE SANREMO) col brano Stupido, dopo avere superato le selezioni di Sanremo Giovani con Le Cose più Importanti. Passata la maratona sanremese, Will lavorerà sul nuovo album mentre sono già state annunciate le prime date dello Stupido Tour Venti23 organizzato e prodotto da Magellano Concerti: il debutto sarà il 3 maggio a Milano.

William quali sono le emozioni che si provano a saltare da Sanremo Giovani all’Ariston in gara?

Già essere arrivato a quella finale è stato un traguardo importante in più ci sono arrivato con un pezzo diverso dalla mia tradizionale discografia, Le cose più Importanti. Devo ancora realizzare, comunque andrò a Sanremo sapendo che ci sarà da soffrire ma anche da divertirsi...spero. Rispetterò quel palco arrivandoci più preparato possibile.

Come e quando nasce Stupido?
Nasce alla fine della sofferenza covid. E’ un brano al quale ho lavorato molto, non volevo fosse una cosa per teen ma che parlasse d’amore per tutti. All’inizio era talmente diverso dal mio percorso che lo abbiamo abbandonato poi lo abbiamo ripreso. Non nasce per il Festival ma dal lavoro quotidiano. Lavorare su questo pezzo mi ha fatto crescere. Ora spero di cantarla bene, voglio arrivarci pronto e l’idea di cantare con l’orchestra è una sfida che mi gasa. Non voglio sembrare impreparato, sono fiducioso.
Chi è lo stupido?
Sono io! Di stupidaggini ne ho fatto parecchie,. Alcune non le posso dire ma se ne vuoi conoscere una ti racconto questa: Dopo un litigio con la mia fidanzata, ora ex, ho decisio di prendere l'auto e andare a parlarle però mi sono addormentato in auto sotto casa sua e lei mi ha trovato al mattino sul sedile. Brutta figura però mi ha aiutato a sistemare quel rapporto.

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Cosa ti ha spinto a essere nella musica?
In pandemia mi stavo annoiando e cercavo la forza nella scrittura. In un secondo tempo è diventata anche musica e il riscontro è stato buono. Lo faccio per il bisogno di esprimermi, nella musica mi sento libero e lontano da giudizi.
Cosa ascolti?
Sono partito con la trap e quando poi ho iniziato a informarmi di più sulla musica ho allargato gli orizzonti recuperando il cantautorato italiano e approfondendo Sanremo. Grazie a mia mamma, che è di Manchester, sono arrivati gli ascolti inglesi.
Chi vuoi incontrare?
Giorgia. Mi ha trasmesso tanto anche dal punto di vista famigliare. Credo che mia madre tiferà più per lei che per me. E' una artista fantastica.
Parlami del tuo processo creativo.
E’ intuitivo. A volte sono frasi scritte sul telefono, altre c’è un incipit strumentale. Di solito scrivo da solo e poi in seconda sessione vado a perfezionare. Scrivo molto, ci sono cose che finisco gettate via e altre che ripesco, come è accaduto con Stupido.
Cosa hai attinto dalla cultura anglosassone di tua madre e da quella italiana di tuo padre?
I miei genitori sono molto diversi. In casa si parlano due lingue. I Beatles sono una religione, poi i Queen e gli Oasis. Mi padre è innamorato di Zucchero, Lucio Dalla e Fabrizio De Andrè. Io mi colloco in mezzo, che è il pop di oggi.
In che cosa ti senti inglese e in che cosa italiano?
Mi sento inglese, stranamente, nei gusti culinari e nella libertà di fare le mie cose stupide. Mi sento italiano nel calcio, ne sono pazzo, ho giocato a lungo e anche a buoni livelli. Sono italiano nella visione calcistica. E sono interista.

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Parliamo dello Stupido Tour Venti23 che parirà a maggio.
Ho, a oggi, fatto quattro date e ho capito l’importanza della dimensione live, quello è il passaggio che ti rende artista. Con l’aiuto di Universal e dei mei collaboratori ho preparato uno spettacolo che mi vedrà, anche grazie a Sanremo, più rodato ed esperto. Sarà un mix di vecchio e nuovo.
Uno dei temi di Stupido è fare cose enormi ma poi cercare la bellezza nelle cose piccole soprattutto in ambito di rapporti umani.
Parecchi canzoni d’amore possono sembrare banali ma è così; Stupido esprime concetti che possono sembrarlo ma non lo sono, io faccio fatica a raccontarmi a parole e spero che in musica mi venga meglio.
Senti la competizione?
Arrivo dallo sport e il peso lo sento ma sono orgoglioso di tutto quello che mi ha insegnato calcio. Cercherò di fare del mio meglio, conscio che la musica non è solo Sanremo e dunque ho un mio viaggio da fare. Ovviamente non ignoro la classifica.
Puoi anticiparmi qualcosa sul duetto?
Non posso dire nulla se non che sono fiero ed emozionato. Nel mondo dei sogni avrei voluto duettare con Fabrizio De André. Posso aggiungere che è una delle canzoni più amate nella mia famiglia. Valeriano Chiaravalle sarà il mio direttore d’orchestra e ci aggiungo che suonare con l’orchestra ti fa capire tutto il lavoro fatto per arrivare lì.
Cosa è la musica per te?
E’ espressione allo stato puro. A chi inizia oggi dico che bisogna presentarsi nella maniera più semplice e trasparente.
Senti pressioni?
Quella di sentirmi stupido rispetto a chi canta prima e dopo di me.
Scrivi anche in inglese? Che accadrà dopo il Festival?
Assolutamente sì anche se ora sono concentrato sulla scrittura in italiano. Se le cose vanno bene magari magari usciranno…anzi un giorno, senza avvisare nessuno, qualcosa in inglese uscirà. Intanto penso al nuovo disco, un lavoro maturo che parla di me: lascerò che sia la musica a parlare.
Seguirai il FantaSanremo?
Ne sono fan da prima che diventasse mainstream. Starò al gioco e in questo momento mi sembra più in hype del Festival stesso. La musica è anche divertimento e FantaSanremo ce lo ro ricorda.

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