Martina Conti racconta la sua idea di "farsi distante" ne Le Macchine

Musica

La giovane cantautrice mescola la leggerezza e le emozioni della sua età con freschezza e creatività, unendo sonorità indie ed elementi pop dalla forte influenza americana

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Dopo il suo debut single Ipnotica che ha conquistato importanti playlist editoriali e il successo di Questa notte piangerò, il racconto dell'amore ai tempi della generazione Z, Martina Conti torna con Le macchine: è solo il terzo singolo, ma la giovanissima cantautrice e musicista riconferma il suo inconfondibile stile indie pop che attinge dal sound oltreoceano e la propensione alla scrittura. Le macchine coglie con una metafora uno di quei difficili momenti di stop, quando si rimane paralizzati con i nodi in gola per la solitudine a causa delle insicurezze e dell'incertezza per il futuro. Il blocco emotivo può però rappresentare una occasione per ritrovare se stessi, una pausa riflessiva per pensare ai propri sogni e desideri in attesa di quel qualcuno o qualcosa che ci riaccenda e ci faccia ripercorrere emozioni e strade nuove ed elettrizzanti, oppure dimenticate e rassicuranti: "Le macchine è una canzone sui tempi sospesi, in cui la fine di qualcosa ci costringe a fermarci e ad aspettare che l’inizio di qualcos’altro ci rimetta in moto; proprio come le macchine parcheggiate lungo i bordi della strada di casa mia la domenica sera: ferme e impassibili ad aspettare che arrivi il lunedì mattina, con una nuova destinazione da raggiungere".


Martina Conti 
canta il bisogno di "farsi distante" ma anche la consapevolezza di non riuscirci. Il songwriting della giovane cantautrice mescola la leggerezza e le emozioni della sua età con freschezza e creatività, unendo sonorità indie ed elementi pop dalla forte influenza americana.

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