Tatum Rush canta la femminilità "chiaroveggente" di Valentina: il video

Musica
Credit Theodor Guelat

Una musa portatrice di femminilità molteplici e di fortuna è la fonte di ispirazione di questa canzone dal sound seducente

 

IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA

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Avevo un biglietto di sola andata a Rio con l’intenzione di girare il video di Valentina, il mio nuovo singolo che anticipa l’uscita del mio primo album in italiano per Undamento, ma senza un’idea. Ho chiamato Theodor Guelat alla regia e Gianluca Oliva alla fotografia, squadra con cui abbiamo realizzato anche i video di Barbarella, Rosé e Sparring Partner. Trasportato dall’energia notturna del centro città e dall’atmosfera senza tempo della baia ho cominciato a immaginare le storie di marinai di passaggio per ventiquattr’ore, i giri a rotta di collo in moto, ricordi di gioventù, nuove avventure il cui ricordo forse riscalderà giorni in acque glaciali. Valentina è un’idea di femminilità multiforme, eternamente misteriosa, chiaroveggente. La figura del marinaio appartiene all’immaginario collettivo in un ruolo maschile quasi mitologico, eternamente solitario ma in cerca di avventure romantiche, come Dennis Hopper in Night Tide, spesso riappropriato dall’erotismo gay, come in Querelle di Fassbinder o nelle foto di Pierre & Gilles o diventato icona del profumo di Jean Paul Gaultier. La Sirena, simbolo di erotismo fantastico d’infanzia, viene osservata da lontano dai ragazzi, come la Saraghina in 8 ½ di Fellini. Attraverso il cannocchiale di Valentina il mio personaggio si sdoppia, si smaschera, casca il quarto muro. Per quanto riguarda la canzone, con la musica e le parole di Valentina volevo costruire un immaginario spensierato e leggero, fresco e seducente, che

portasse chi la ascolta a perdersi tra tramonti dorati, calici di sangria e danze sulla spiaggia. Insieme a Ceri, che ha prodotto il brano, abbiamo cercato di ricreare queste sensazioni attraverso un sound che si muove su raffinati ritmi latini in cui chitarre acustiche a cento all’ora incontrano sintetizzatori analogici, facendo schiantare tra loro sonorità Maracaibo e una sorta di rivisitazione in chiave Bollywood di Bob Sinclair, creando una commistione sonora originale, multisfaccettata, non catalogabile in un genere preciso. Questa idea di musica capace di attingere alle più svariate influenze e suggestioni artistiche è quella che ha sempre guidato il mio percorso artistico, fin dall’inizio. Penso sia anche frutto delle mie radici cosmopolite, che hanno incentivato il mio approcciarmi alla musica senza pormi confini o limiti, libero e in continua ricerca ed evoluzione. Sono nato infatti a San Diego, in California, e poi mi sono trasferito prima nella Svizzera italiana, e poi a Ginevra, dove ho conseguito una laurea in performance art. Da allora ho lavorato tra Losanna, Parigi,

Berlino e Milano, dedicandomi alla scrittura di brani - prima in inglese e poi dal 2020, quando sono entrato in casa Undamento, in italiano -, alla videoarte e alle figurazioni all’opera.

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