Ditonellapiaga, prima Camouflage poi a Sanremo con Chimica in coppia con la Rettore

Musica

Fabrizio Basso

Anticipato dal singolo Non ti perdo mi, l'album esce il 14 gennaio 2022 in forma digitale per Dischi Belli/BMG Italy. A febbraio arriverà la versione in cd e vinile. Il lavoro dell’artista romana arriva dopo una serie di singoli e due EP, Morsi e la sua variante in chiave elettronica d’autore Morsi Remix. L'INTERVISTA

Non è una scoperta, almeno per me. Saperla al Festival di Sanremo, in coppia con Donatella Rettore con il brano Chimica, è l'ennesimo segnale che c'è tanta musica buona che sta germogliando. Invito a essere impazienti e iniziare a prendere confidenza con Margherita Carducci, alias Ditonellapiaga, fin dal 14 gennaio ascoltando il suo album Camouflage. E chi non vuole attendere può andare sulle piattaformi digitali o su Youtube e lasciarsi trasportare in mille mondi dai suoi ritmi ipnotici e dalle sue parole contemporanee ma universali. I suoi racconti siamo noi. Ho ascoltato in anteprima Camouflage e ho condiviso delle riflessioni con questa giovane artista romana, classe 1997.

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Margherita partiamo dal disco: una bella iniezione di Morphina per chi lo ascolta. Come lo hai costruito? E perché hai scelto proprio Morphina per aprire l’album?
Quel brano si presta ad aprire il disco perché ha una intro forte e misteriosa, non sai cosa accadrà dopo l’intro. La chiusura è con Carrefour Express perché mi piaceva salutare con un messaggio vocale che è la fine di un ciclo. Il resto non ha ordine.
Il titolo e la cover che storia hanno?
Il titolo racconta me come camaleonte, per me mimetizzarmi è utilizzare vesti diverse e non nascondersi. Alla cover stavo pensando da tempo e volevo evitare il didascalico: ho pensato alle amiche di mia nonna che ho incontrato al suo compleanno, le conosco realmente. In quel gruppo di ultraottantenni mi mimetizo io, ultraventenne!
Tra Non Ti Perdo Mai e Carrefour Express sono racchiusi tutti i sentimenti: abbiamo oggi una Margherita sobria o al sesto gin tonic?
Sono molto sobria, la follia è stata messa da parte dalla pandemia. Ora mi sento emotivamente stabile. Ma tornerà un giorno più forte di prima.
Tolto il finale tragico, Altrove è una favola 2.0?
Credo di sì, una fuga dagli schemi, dalle responsabilità dettate dall’alto a noi giovani.
Che cosa sono gli anni e cosa ne rimane?
In tutta onestà per come è andata con la persona di cui parlo la memoria lascia bei ricordi ma nel caso specifico è una provocazione verso chi è andato avanti dimenticando i valori dell'insieme.
È possibile fidarsi di nuovo?
Ti dico di più, è necessario altrimenti è una vita buttata.
Pensi che oggi il mondo della musica e dell’arte in generale, per come viene trattato, sia uno spreco di potenziale?
Non uno spreco, ma una ricerca spasmodica di potenziale. In termini politici sì, siamo sacrificati. Spero che il dramma finisca.
Tra i 4 bourbon di Vogue, i 4 drink di Tutto Ok, la Peroni di Parli e la Tennent’s che sale di Carrefour Express, Camouflage è un disco da prova del palloncino?
No ho la patente però riconosco che nelle canzoni c’è molto alcol. Mi torna utile perché raccontare cosa si magia o si beve descrive già il contesto.
A proposito, il Carrefour ti ha chiamato per fare la testimonial?
No ma spero ancora. Quando vedo numero sconosciuto sul cellurare vorrei fossero loro.
Abbiamo capito che non ti incantano i cliché: cosa ti incanta al primo sguardo?
Se lo sapessi vivrei con meno sorprese, ma posso dirti che sono da colpo di fulmine o quasi, sono da scintilla!
Possiamo definire Camouflage un album d’amore un po’… maledetto?
Se vuoi sì, io ci sono troppo dentro per definirlo.
A Sanremo anche col quarto regionale?
Ci metterei 80 ore da Roma ma per la gloria e la storia ok!
Cosa puoi dirmi dell’incontro con la Rettore? Eri fiduciosa del fatto che Amadeus avrebbe puntato su di te?
Ero speranzosa ma sai, sono scosciuta seppur consapevole di quello che avevo: sono soddisfatta del mio lavoro. Chimica l'ho scritto ispirandomi a Donatella, l’etichetta se ne è accorta, ci siamo incontrate e lo abbiamo rivisto insieme. Lei è una icona dolce, l'esatto contrario di come appare nei suoi brani.
Che pensi del cast sanremese?
Un giusto mix, equo e aperto al pubblico giovane.
Hai già idea di come ti vestirai? Per andare dalla terra all’universo c’è la scala dell’Ariston?
Se è così sto a posto perché non è lunga: lo spero ma è lontano l'universo, per me è già un miracolo esserci all'Ariston. Non so ancora come mi vestirò, sono nella mani di Susanna Osoni.
Cosa accadrà nella tua vita artistica dopo il Festival?
Lavoro a un tour, ho voglia di suonare. Ho la fortuna di suonare live in formazione composta da quattro persone di cui una sono io e due sono i miei produttori. Mi diverte allestire i live, c’è margine per osare di più. Stiamo pensando agli arrangiamenti, sui pezzi dance voglio vedere la gente ballare.

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