Zucchero: "Discover è un album con le canzoni che hanno formato il mio gusto". VIDEO

Musica

Bruno Ployer

foto: Daniele Barraco

'Discover' ci racconta il mondo di Zucchero. "In questi pezzi ci sono i miei riferimenti musicali" ci dice il cantautore sul suo disco di cover. Se vi aspettavate tutto blues preparatevi a diverse sorprese

Con Discover entriamo nel mondo di Zucchero, musicista eclettico e internazionale che coglie spunti lontani tra loro facendoli propri con anima e stile. Quando ascoltiamo le migliori canzoni della carriera di Zucchero ci accorgiamo che vengono da lontano, ma le sentiamo fresche, attuali, come se fossero l’ultima generazione di una famiglia antichissima.  Nel nuovo album, pubblicato il 19 novembre,  troviamo soltanto cover: sono alcune delle canzoni preferite di Zucchero. Nella versione standard sono 13, in quella box sono 18.  "Discover - dice Zuccero - è un disco mio anche se le canzoni che contiene non sono state scritte da me.”

 

L’ intervista comincia proprio da qui. Perché un disco di cover e non di nuove canzoni?

D.O.C. non è uscito tanto tempo fa, poi dovevo partire in tour, ma lo abbiamo rimandato due volte perché ci hanno bloccato. Insomma, eravamo sospesi. Ho scritto alcune canzoni nuove, ma visto che stavo già lavorando da tre anni sul disco di cover ed era una delle cose che volevo fare, questo era il momento. Non era pianificato precisamente, ma mi sentivo di farlo. Sicuramente se fossi stato in tour l’avrei rimandato ancora.

 

In Discover troviamo tra l’altro le versioni di Zucchero di Follow you, Follow me dei Genesis; Lost Boys calling di Ennio Morricone  e Roger Waters (dalla colonna sonora di La leggenda del pianista sull’Oceano); Wicked game di Chris Isaak; Con te partirò, portata al successo da Andrea Bocelli.  

Zucchero, se queste sono le sue canzoni preferite, lei oltre al blues ha molti altri punti di riferimento musicali, in Italia e fuori. Ce ne parla?

Sono riferimenti che hanno in qualche modo formato il mio gusto musicale e le mie scelte. Sono partito dal rhythm and blues, dal soul, dalla musica afroamericana degli anni ’60. Poi però, con le varie band in cui ho suonato c’è stato il periodo progressivo dei Genesis, dei Pink Floyd, dei Jethro Tull, fino ad arrivare ai Rolling Stones e al cantautorato. Ci sono anche la melodia napoletana e le nostre romanze, quelle di Puccini, Verdi, Leoncavallo. Io sono cresciuto con questo bagaglio. Insomma, attingo ancora dalla musica afroamericana, ma questo non toglie che io abbia gusti un po’ più larghi, soprattutto quando faccio un disco di cover. In definitiva, come diceva Pavarotti, non esistono le etichette, ma la buona e la cattiva musica. Questo accade nel rock, nel pop, nella lirica.

 

Nell' album ci sono le collaborazioni con Mahmood per Natural blues e con Elisa per Luce; con Fabrizio De Andrè il duetto virtuale di Ho visto Nina volare. Due canzoni sono figlie del lockdown:  Canta la vita di Bono e Amore adesso di Michael Stipe. Perché ha deciso di registrarle e di farne due video, ambientati  durante il confinamento rispettivamente a Roma e Venezia, in monumentali piazze deserte?

Sono state combinazioni non pianificate. Nel pieno della pandemia, dopo averle scoperte su YouTube a distanza di un mese e mezzo l’una dall’altra, avevo chiesto a Bono e a Michael Stipe di poterle adattare in Italiano. In quel periodo mi hanno chiamato per l’Earth day a cantare davanti al Colosseo e in Piazza San Marco, posti completamente vuoti. Avendo appena realizzato queste due canzoni ho deciso di fare così, una cosa decisamente inedita.

 

Dalle piazze deserte all’Arena affollata. Il prossimo tour di Zucchero è programmato da aprile 2022 con 14 concerti a Verona, per poi proseguire in Europa.

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