Paul McCartney: «I Rolling Stones? Sono una cover band blues»

Musica

Camilla Sernagiotto

©Getty

L’ex Beatles riapre l'antica rivalità tra i suoi Fab Four e la band capitanata da Mick Jagger. Durante un'intervista rilasciata al periodico statunitense "The New Yorker", il cantautore e polistrumentista britannico diventato celeberrimo come bassista del gruppo di Liverpool ha voluto riconfermare ciò che più volte ha dichiarato. "Non sono sicuro di doverlo dire, ma loro sono una cover band blues”. “Sono fantastici. Amo gli Stones”, aggiunge. Ma poi: “Però i Beatles erano migliori"

Paul McCartney ha dissotterrato l’ascia di guerra, rilasciando una dichiarazione che rinverdisce l'antica rivalità tra i Beatles e i colleghi connazionali capitanati da Mick Jagger: «I Rolling Stones? Sono una cover band blues».

Queste le parole pronunciate dal cantautore e polistrumentista britannico diventato celeberrimo come bassista del gruppo di Liverpool, parole che per lui non sono nuove.

Durante un'intervista con il periodico statunitense The New Yorker, quello che i fan chiamano affettuosamente Macca l’ha fatta grossa nei confronti dei fan che mai lo chiamerebbero affettuosamente Macca, ovvero i seguaci degli Stones.

Perché la storia musicale della rivalità tra Fab Four e band di Jagger, Keith Richards & Co. è un po' come una storia calcistica di tifoseria da derby: i fan degli uni non possono proprio vedere i fan degli altri.
Ma, come per il parallelo calcistico, qui si parla soltanto degli “ultrà” di Beatles e Rolling Stones. Perché i meno fanatici, i più equilibrati - nonché coloro che più si intendono di musica - sanno bene che si sta parlando di due mostri sacri delle sette note, da rispettare in quanto tali, entrambi.

Non che Paul McCartney non abbia rispettato i colleghi: oltre alle parole caustiche che stanno riecheggiando sulle testate giornalistiche di tutto il mondo (per non parlare dei social network), che sono anche quelle messe a titolo in questo articolo, il baronetto del pop-rock si è soffermato sulle tante indubbie qualità della band storicamente rivale della propria. Ma le parole-bomba “Sono una cover band blues” riuscirebbero a mettere in ombra qualsiasi altra sua considerazione.

Ombra o non ombra, a onor di cronaca ma anche a onor di Paul McCartney (e soprattutto a onor degli Stones), le altre parole del musicista vanno riportate.
Dopo averli definiti alla stregua di una cover band, dopo aver rimarcato che a suo avviso i Beatles avrebbero avuto una platea ben maggiore, ecco il “contentino”: “Gli Stones sono un gruppo fantastico, vado a vederli ogni volta che si esibiscono perché sono una grande band e Mick Jagger si può permettere il canto, le mosse e tutto, e Keith, Ronnie e Charlie (Charlie Watts, il batterista del gruppo, scomparso lo scorso agosto, ndr.) sono fantastici: li amo. La loro roba è radicata nel blues, mentre noi abbiamo avuto un po' più di influenze. Keith una volta ha detto: 'Sei fortunato ad avere quattro cantanti nella tua band, noi ne abbiamo uno’. Amo gli Stones ma i Beatles erano migliori”.

Prima di questo papello, McCartney, oggi 79 anni, aveva lanciato il suo j’accuse (“loro sono una cover band blues”, lo ripetiamo anche a costo di dirlo all'infinito) e mentre lo faceva si è reso conto che forse la stava per fare grossa. Infatti le parole esatte sono state:

"Non sono sicuro di doverlo dire, ma loro sono una cover band blues. È un po' quello che sono gli Stones".

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È da svariate generazioni di fan delle due band che non scorre buon sangue tra i rispettivi pubblici, a riconferma di una rivalità che non potrà mai sopirsi del tutto. Roba che in confronto gli Oasis e i Blur vanno d’accordo come fratelli (ah no, stiamo parlando degli Oasisi quindi questa regola non vale proprio).


L'ennesima provocazione di Paul per adesso è rimasta senza risposta ma forse perché vale come sempreverde quella che Mick Jagger ha offerto a lui, McCartney, e un po’ a tutti i suoi detrattori qualche mese fa.


In riferimento a un'altra intervista in cui Paul McCartney aveva sgranato il solito rosario di commenti negativi nei confronti degli Stones, l'ugola di “Angie”, “(i Can't Get No) Satisfaction”, “Paint It Black”, “Gimme Shelter” e via dicendo ha voluto dire la sua, non senza toni caustici e tagliente ironia.
Commentando ciò che il collega aveva dichiarato (in maniera del tutto simile a quello che torna a ridire oggi, ma per completezza vi riportiamo anche la sua vecchia intervista nel prossimo paragrafo), il frontman delle “Pietre Rotolanti” ha sottolineato come la sua band sia ancora abbastanza “fortunata” da poter esibirsi negli stadi. A differenza dei Beatles, che si sono sciolti nell'ormai lontanissimo 1970.

 

“Ovviamente non c'è concorrenza. Lui (Paul McCartney, ndr.) è un tesoro. Io sono un politico. La grande differenza, però, è che i Rolling Stones sono una grande band che ha fatto concerti per diversi decenni e in diverse aree del mondo quando i Beatles non hanno nemmeno hanno fatto un tour in un'arena. Si sono lasciati prima che l'attività dei tour iniziasse per davvero. I Beatles hanno fatto quel concerto allo stadio (Shea, ndr.) nel 1965. Ma gli Stones sono andati avanti. Abbiamo iniziato a suonare negli stadi negli anni '70 e li facciamo ancora adesso. Questa è la vera grande differenza tra queste due band. Una band incredibilmente fortunata suona ancora negli stadi e l'altra band che non esiste”, queste le parole di Mick Jagger durante un'intervista con Apple Music per il lancio del nuovo singolo. Sì, perché i Rolling Stones nel 2021 lanciano ancora nuovi singoli.

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L'anno scorso, nel dicembre 2020, Paul McCartney aveva rilasciato dichiarazioni che più o meno suonavano uguali a quelle di oggi.
Allora le aveva fatte in occasione di un'intervista radiofonica del programma di Howard Stern.
C'è da dire che, in quel caso, è stato il conduttore statunitense a dare il la all'ex Beatles, affermando lui stesso di preferire la band di Liverpool a quella londinese. A quel punto Stern ha chiesto a McCartney cosa ne pensava. Ed ecco quanto.

 

“Gli Stones erano radicati nel blues. Quando scrivono qualcosa ha sempre a che fare con il blues. Noi abbiamo avuto più influenze. Ci sono un sacco di differenze tra di noi e amo gli Stones, ma penso che i Beatles fossero migliori”.

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