Raphael Gualazzi su Sky Arte ci racconta il mondo della fisarmonica

Musica

Fabrizio Basso

(KIKA) - CARPI - Raphael Gualazzi, vincitore della categoria Giovani durante l'ultimo festival di San Remo, si   esibito a Carpi in occasione del Festival di International Music And Arts, conosciuto come IMARTs. Il jazzista ha inaugurato la seconda edizione della manifestazione con un concerto in Piazzale Re Astolfo. *** Local Caption ***

Questo strumento speciale è protagonista su Sky Arte (e su Now Tv) domenica 9 maggio alle ore 21.15. L'artista di Urbino è la voce narrante di un viaggio iniziato quarant'anni fa a Castelfidardo

Quattro decenni sono tanto o sono poco? La risposta, di solito, è soggettiva ma può diventare assoluta in alcune circostanze. Nel caso di questo viaggio di Sky Arte nel mondo della fisarmonica, in porgramma domenica 9 maggio alle ore 21.15, è un respiro. Perché i quarant'anni del Museo della Fisarmonica di Castelfidardo sono l'avamposto di una storia che, in quelle terre, ha quasi duecento anni. L'arte e l'industria della fisarmonica in quella zona delle Marche nascono con Paolo Soprani poco dopo la battaglia del 18 settembre 1860 tra gli eserciti del Regno di Sardegna e quello dello Stato Pontificio e tutt'oggi è una attività prospera e poetica, romantica e suggestiva.

A tessere le fila del racconto è Raphael Gualazzi, che ho raggiunto telefonicamente mentre sta lavorando al nuovo album. Ha subito sottolineato il valore del progetto di Sky Arte che "è interessante perché parte dalla storia dei grandi virtuosismi sia della bellezza dello strumento, sia dal punto di vista aziendale. Ho scoperto che un soldato fu ospitato da una famiglia e andando poi via dimenticò lo strumento e da lì sono state apportate migliorie fino a diventare una grande industria. Le fisarmoniche prodotte in quella zona sono state il tesoro di grandi artisti internazionali". Oltreché un generatore di musica e suggestioni, la fisarmonica è per Gualazzi uno strumento di seduzione: "La adoro per il grande senso drammatico e la grande sonorità che può produrre e anche per il ritmo.E’ uno strumento a mantice con grande forza percussiva. Mi fu donato un organetto diatonico qualche anno fa a Recanati con la promessa che se avessi imparato a suonarlo mi avrebbero regalato la fisarmonica. Non sono riuscito nella missione ma posso dirti che ho goduto nel sentirla suonare nel 2017 quando sono stato maestro concertatore della Notte della Taranta a Melpignano. Li ho compreso la sua grande capacità espressiva".

Raphael Gualazzi definisce la fisarmonica "la regina degli strumenti a mantice col suo valore armonico e percussivo. Ci sono tanti validi fisarmonicisti in Italia. Penso ad Antonello Salis che mi ha rubato il cuore col suo linguaggio personale. Penso a Renzo Ruggeri". Sulla difficoltà dell'apprendimento l'artista di Urbino spiega che "se si comincia da bambini si sviluppa una naturalezza e anche le cose più difficili diventano facili. In Salento, alla Notte della Taranta, ho capito che lo strumento diatonico e anche la fisarmonica nascono dalla popolarità e poi si sviluppano in maniera più articolata. E’ uno strumento del popolo che nel tempo ha raggiunto una versatilità immensa, penso al bandoneon nel Tango o all'utilizzo che ha nel jazz e nella musica classica. Mi sento di sostenere che sia uno strumento universale".

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