Stefano Saletti & Banda Ikona ci raccontano Canterrante: il video

Musica

Il brano racconta di chi è impaurito dalla notte nera mentre attraversano il mare, circondato dal rumore maestoso delle onde, aggrappato alla luce della luna come una piccola fiaccola di speranza. Il video è introdotto da un testo di Stefano Saletti

Sono partito da alcuni versi di Pier Paolo Pasolini per scrivere Canterrante. Perché

Pasolini, con la sua preveggenza, già negli anni Sessanta aveva raccontato il fenomeno della migrazione e della spaccatura profonda tra le due sponde del Mediterraneo: "Alì dagli Occhi Azzurri uno dei tanti figli di figli, scenderà da Algeri, su navi a vela e a remi. Saranno con lui migliaia di uomini coi corpicini e gli occhi di poveri cani dei padri sulle barche varate nei Regni della Fame". E ho immaginato Alì o i tanti Alì impauriti nella notte nera, mentre attraversano il mare, circondati dal rumore maestoso delle onde, aggrappati alla luce della luna come una piccola fiaccola di speranza. Il brano è cantato da Lucilla Galeazzi, una delle voci più intense della musica popolare italiana, la considero la nostra Amalia Rodrigues, e vede la partecipazione di musicisti di rara sensibilità come Riccardo Tesi all'organetto, Gabriele Coen al sax soprano, Giovanna Famulari al violoncello, il basso acustico di Mario Rivera e le percussioni di Arnaldo Vacca oltre, naturalmente, alla mia chitarra e al cavaquinho.

Il video è stato realizzato dagli Artigiani Digitali, Paolo Damiani e Laura Di Pietro e girato al Teatro Villa Pamphilj a Roma. E' un brano che ho scritto in italiano per far arrivare il significato in maniera diretta. Il resto del mio ultimo disco con la Banda Ikona Mediterraneo Ostinato (appena pubblicato per Finisterre), infatti è cantato in Sabir, la lingua dei marinai, dei pescatori e dei porti del Mediterraneo che da quindici anni usiamo nelle nostre canzoni. Il sabir era sorta di esperanto marinaro che univa insieme parole dallo spagnolo, dal francese, dall'italiano e dall'arabo e per secoli è stata la lingua franca che ha fatto dialogare i popoli del Mediterraneo. Popoli ostinati, forti, antichi e resistenti. Mediterraneo Ostinato diventa così una sorta di manifesto di un nuovo possibile Mediterranean Power nel nome di un passato fatto di arte, cultura, porti aperti, incontri, scambi che come una grande rete si sono intrecciati creando nuovi percorsi, storie condivise e una comune anima mediterranea.

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