Addio a Milva, la "rossa" della musica italiana

Musica

Fabrizio Basso

Ilvia Maria Biolcati aveva 81 anni, viveva a Milano, con la segretaria Edith e la figlia, Martina Corgnati, critica d’arte. IL RICORDO

Milva se ne è andata. La notizia è giunta in un sabato mattina mite, quasi estivo, di quelli che nella sua Goro si prende la bicicletta e si pedala nella bellezza selvaggia del Delta del Po. Da dieci anni si era ritirata. Era stanca fisicamente ma anche umanamente, stanca di un mondo nel quale non si riconosceva più. Nel 1961, non ancora Rossa ma già Pantera, a Sanremo fece innamorare l'Italia, in coppia col mitico Gino Latilla, cantando Il mare nel cassetto: arrivarono terzi. La leggenda narra che lei indossasse gli abiti della mamma. Si narra anche, e non è leggenda ma è storia, che dopo quel Festival cominciò a fare spettacoli in giro per l'Italia ricevendo un compenso di 200mila lire a serata, per quell'epoca una cifra iperbolica ma in linea con quella che un altro grande artista, Edoardo Vianello, parlando degli anni Sessanta definì "una estate durata dieci anni". Fu ribattezzata la Pantera di Goro, proprio in quel periodo, in contrapposizione a Mina, la Tigre di Cremona, Iva Zanicchi, l'Aquila di Ligonchio, e Orietta Berti, l'Usignolo di Cavriago. Prima di tingersi di rosso (in nome anche di una appartenza politica che più volte ha rivendicato) e graffiare adottò il nome di Sabrina esibendosi nelle balere dell'Emilia Romagna per mantenersi gli studi lirici a Bologna. E infatti col tempo il suo repertorio, così come la sua voce, si è spostato verso un genere più complesso, al punto di diventare la musa di Giorgio Strehler che la introdusse nel complesso, stratificato mondo di Bertold Brecht. E' stata la signora di tante prime volte Milva: basti pensare le sue serate-milonga con Astor Piazzolla, il suo mettere in musica i versi di Alda Merini, la poetessa dei Navigli, ma anche, riavvolgendo il filo del tempo, quando si improvvisò attrice di musical in coppia con Gino Bramieri. Era il 1969 e lo spettacolo si chiamava Angeli. 

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Il suo ultimo lavoro risale al 2010 ed era il completamento della triologia con Franco Battiato iniziata con Milva e dintorni del 1982, proseguita con Svegliando l’amante che dorme del 1989 e completata, appunto, con Non conosco nessun Patrizio. Un viaggio artistico lungo oltre mezzo secolo quello di Ilvia Maria Biolcati (il nome di Maria fu imposto ai genitori dal parroco di Goro dell'epoca perché la neonata necessitava di un santo protettore in quanto Ilvia e Milva erano nomi spretati) che le ha regalato, oltre alla musica e all'arte, la nomina a Cavaliere della Legion d’Onore in Francia e la Croce al merito a Berlino. Nel 2018 le fu assegnato il Premio alla Carriera del Festival di Sanremo, dove fu protagonista ben 15 volte. Ha venduto nel mondo oltre 80 milioni di dischi ma sono miliardi le persone (qui il ricordo di alcune) cui ha donato emozioni attraverso i suoi dischi, la sua voce, le sue opere.

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