Coma Cose presentano il nuovo album Nostralgia: recensione di Sky TG24

Musica

Fabrizio Basso

Il nuovo album dei Coma_Cose, pubblicato da Asian Fake/Sony Music, è un libricino dal linguaggio futuristico che racchiude un mondo di significati che tornano dal passato. LA RECENSIONE

Tu dimentica quello in cui credi davvero e nel bosco non seguire il sentiero e sentirai l'ululato dei lupi. La seconda canzone di Nostralgia, il nuovo album dei Coma_Cose, è quella che, a mio avviso, più rappresenta la libertà artistica e umana di Fausto e Francesca, due nomi quasi danteschi, che racchiudono amore e sofferenza, che sono la summa del viaggio di questi due ragazzi che dopo avere rischiato di perdere per strada la musica, la hanno invece consacrata a loro musa. Guardate i loro occhi, sono due occhi in fiamme e che si cercano, per altro lo sguardo è uno degli elementi più caratterizzanti della Divina Commedia. L'album si apre con Mille tempeste e le sue distese di hamburger che ci fanno fluttuare nella sospensione della vita ma non ci abbandonano, perché la realta è...immanente. Se spegnete il navigatore e accendete i ricordi, girando liberi per l'Emilia Romagna, troverete tanti scheletri in cemento di quelle che una volta erano le balere. Se spostando i rovi ci passeggiate dentro sentirete ancora la fisarmonica e l'ocarina, testimoni eterni di un epoca evaporata: Fausto e California ci prospettano periferie ancora più periferiche con Discoteche abbandonate e le melanconica elettronica che fa loro da cornice. 

approfondimento

Nostralgia, il nuovo album dei Coma_Cose

Si ammorbidiscono, i Coma_Cose, con Fiamme negli Occhi, senza però rinunciare all'elettronica che sfuma in toni vintage. Seguendoli da tempo, da prima dell'ultimo Sanremo che li ha resi "pop(olari)", conosco le loro pupille dardeggianti di luce calda. In questo brano c'è una vittoria che si sublima nel progetto di vita comune. E il pezzo più tormentone di Nostralgia grazie a un refrain (a proposito di balere...) ipnotico. Sanno fare poetica di un amore sfumato. Il finale, prima dell'Outro che chiude questo itinerario-nostalgia, è la visionaria Zombie al Carrefour che poi è quello che siamo quando entriamo in luoghi dove c'è tutto tranne l'identità. Ma anche tra gli anonimi scaffali Francesca e Fausto riescono a preservare il brillio dello sguardo.

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