Dimartino e Colapesce, arrivano I mortali² dopo la Musica Leggerissima

Musica

Fabrizio Basso

La nuova edizione, al quadrato, del primo lavoro scritto interamente a quattro mani dai due artisti siciliani è un doppio album che contiene, oltre tutti i brani del precedente "I mortali", dieci nuove tracce tra cui il brano in gara al Festival di Sanremo 

Ora sono sulla bocca di tutti con la loro Musica Leggerissima, ma per molti, e mi ci metto anche io, non sono una scoperta sanremese. Colapesce e Dimartino sono due artisti che dopo un importante percorso personale hanno deciso di fare insieme I Mortali che ora sono diventati I mortali² (42 Records/Numero Uno), una nuova edizione, al quadrato, del primo album scritto interamente a quattro mani. Un doppio album che contiene, oltre tutti i brani del precedente I mortali cui si aggiungono dieci nuove tracce tra cui il brano in gara al Festival di Sanremo Musica leggerissima, la cover di Povera Patria di Franco Battiato e un nuovo inedito, la title-track I mortali. A completare la tracklist de I mortali² anche un adattamento in italiano di Born to Live di Marianne Faithfull dal titolo Nati per vivere e sei brani tratti dalla discografia da solisti del duo che Colapesce e Dimartino ripresentano in versione inedita: Copperfield, Non siamo gli alberi, Totale, I calendari, Amore sociale e Decadenza e panna. Sono entrato (di nuovo) nel loro mondo accompagnato da una giovane fan, Vittoria Natale.

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Vi aspettavate un ritorno così importante da Sanremo?
Ammettiamo che è stato inaspettato, sapevamo che il nostro brano per noi era valido ma quello che è sucesso ci ha stupiti.
I social si sono subito appropriati di Musica Leggerissima.
Il testo ha profondità, ce lo siamo detti anche prima di andare all'Ariston, e ci piacerebbe suonarlo anche tra trent'anni. Ora ne abbiamo quasi 40 e dobbiamo capire quanto influirà sulle nostre vite, sappiamo bene quanto è effimero il meme. E’ una conseguenza ma noi siamo altro.
Cosa vi emoziona?
I messaggi che arrivano sono di gente che si identifica nelle nostre parole ed è quello che a noi fa più piacere, più dei meme e della popolarità. Tanti si sentono parte della canzone, se vai a scavare dentro il tormentone c’è il tormento delle persone. Ha spalle larghe Musica Leggerissima.
Come avete scelto i sei brani da solisti inseriti in I mortali² e come ci avete lavorato?
Li abbiamo selezionati in base al gusto reciproco. Ci piaceva l'idea di rimettere in gioco in modo nudo, in acustico alcuni pezzi del nostro percorso indivuale. Abbiamo registrato a Bologna da Fonoprint, lo storico studio di Lucio Dalla, e ne è venuto fuori un suono molto reale, siamo soddisfatti della resa del sound.
Perché avete scelto il simbolo matematico al quadrato?
Oltre al ritorno de I Mortali ci sono dieci pezzi in più, una cosa che non è scontata per un repackaging.

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La Povera patria di oggi è ancora più povera di quella descritta da Franco Battiato?
Forse la canzone ha un peso ancora maggiore oggi, è stata scritta trent'anni fa e ora  fa più male perché quella miseria si è sviluppata, altri tre decenni di disagio e miseria che si aggiugono. La miseria culturale si è aggiunta a quella sociale ed economica e dunque è ancora più attuale di quando è stata scritta.
Al di là dei tempi state ragionando sul tour? Come vi approccerete ai brani singoli?
Non sappiamo come ragionare sul tour, è comunque in fase di produzione. Ma il quesito è: si farà?
La vostra etichetta è la Numero Uno: siete dei numeri uno?
Ha avuto Lucio Battisti come numero uno e basta. Va bene essere secondi.
La vostra pandemia (tutto sul coronavirus) come sta andando?
Lavoravamo e poi non abbiamo lavorato più. Essendo autori siamo stati fortunati, poi siamo riusciti a fare un po' di date la scorsa estate ma tanti dei nostri tecnici hanno cambiato mestiere, un nostro amico ora fa il magazziniere. C'è una professionalità che va riformata, mancheranno molte figure professionali nei prossimi tour. Non siamo stati presi in considerazione, hanno proposto cifre umilianti ai lavoratori.
Immagine e musica sono simbiotici o scindibili?
L'mmagine fa parte della musica, non va specificato: da Elvis in poi l'immagine è parte integrante del progetto. Non ci piacciono quelli senza direzione estetica, è spettacolo quello che noi facciamo. Noi e tanti altri cerchiamo contenuti ma va sottolineato che l’immagine che ha fatto implodere il mercato.
Come vi ha accolto la Sicilia?
Non ci siamo ancora tornati ma dall’eco che ci giunge c’è molto fermento!

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