Sanremo, Madame canta “Prisencolinensinainciusol" di Celentano. La storia del brano

Musica

Massimo Vallorani

Nella 71esima edizione del Festival di Sanremo non poteva mancare l’ormai tradizionale serata dedicata ai duetti e alle cover (giovedì 4 marzo). Tra le più attese quella di Madame, che porterà sul palco dell'Ariston una sua versione di "Prisencolinensinainciusol", singolo lanciato da Celentano nel 1972. Intanto scopriamo un po' di più sulla genesi di questo brano, uno dei più controversi della discografia del grande Adriano

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Ci sono brani, gli evergreen per intenderci, che sono impressi nella nostra mente e, che vuoi o non vuoi, ritornano ciclicamente alla nostra memoria. O forse non se ne sono mai andati, rimasti sospesi ma integri nel nostro subconscio musicale. Uno di questi è senz’altro “Prisencolinensinainciusol", singolo lanciato da Adriano Celentano nel 1972 e che verrà riproposto da Madame nella terza serata del Festival di Sanremo dedicata alle cover.

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Una vera e propria sfida quella della giovane rapper veneta, stella emergente dell'hip hop e talento musicale versatile, che in poco più di due anni ha dato prova di sapersi muovere con personalità fra contaminazioni di generi e sfide.


Ed è una bella sfida la sua, visto che si prende sulle spalle la responsabilità di cantare uno dei brani più controversi dell'intera discografia del grande Adriano. Intanto perché Celentano, con questo brano, inventa tout court il primo brano rap italiano, anticipando un genere musicale che sarebbe esploso soltanto 10 anni dopo. E poi perché la canzone è un vero e proprio "nonsense" a livello testuale.

 

Alcuni hanno anche azzardato che questa canzone porta dentro di sé i segni e le connotazioni del gramelot, che, ricordiamolo, è stato reso celebre in Italia soprattutto da Dario Fo. Si tratta di una tecnica recitativa che consiste nell’utilizzare suoni, onomatopee prive di significato, anche se Fo ad esempio contaminava alcuni suoni tipici del dialetto. Qui la contaminazione che propone Celentano riguarda un inglese maccheronico con parole inventate che ricordano almeno nei suoni le fonetiche tipiche delle canzoni anglo/americane (frequente il ricorso nel testo della canzone al verso ol rait, uguale come suono all'inglese All Right, cioè tutto bene) che comunque non formano alcuna frase di senso compiuto.

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Qualche anno fa fu lo stesso Celentano, in un’intervista ad un radio pubblica americana, a spiegare l’idea di questa canzone: "Da quando ho cominciato a cantare, sono stato influenzato dalla musica americana e da tutto ciò che gli americani avevano fatto. A un certo punto, visto che amo lo slang americano – che per un cantante è più facile da cantare rispetto all'italiano – ho pensato di scrivere un brano che avrebbe avuto come tema solo quello dell'incapacità di comunicare." "Abbiamo bisogno - continuava Celentano -  di capire solamente la  parola prisencolinensinainciusol che vuol dire amore universale".

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Per la cronaca, il brano non fu molto apprezzato dal pubblico italiano, forse a quel tempo non ancora pronto per una lingua “inventata”. Invece all’estero e soprattutto negli Stati Uniti incuriosì molto, tanto da entrare in classifica e raggiungere il 70esimo posto. La canzone ha avuto varie vite, nel 1974 fu rilanciata in due trasmissioni, "Formula Due" e "Milleluci" che diede la spinta definitiva, ma fu rifatta all'inizio degli anni '90 con un famoso remix di Molella, tra gli altri, fino a finire nell'ultimo album di Celentano, realizzato assieme a Mina, "Le migliori", il più venduto del 2016. Di "Prisencolinensinainciusol" è stato anche realizzato un video che ha come protagonista l'étoile italiana Roberto Bolle che potete vedere qui di seguito. Nel 2017 il brano compare nella terza stagione della serie tv Fargo, e nel 2020 diventa virale su Twitter, restando nei trend per parecchi giorni.

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