I "Seven Days Walking" di Ludovico Einaudi. L'intervista

Musica

Nicoletta Di Feo

©Getty

“La natura ci insegna molto più di quanto possono fare gli uomini.” Ci spiega Ludovico Einaudi in un lunga intervista in occasione della presentazione di “Seven Days Walking” in edizione Deluxe.

 

E’ la natura con la sua perfezione e con il suo errore l’essenza di ‘Seven Days Walking’, forse il più ambizioso progetto musicale di Ludovico Einaudi che ora esce in edizione limitata Deluxe: sette cd, da day 1 a day 7, due vinili da 12 pollici presentati in veste di prove di stampa e diverse chicche. Un cofanetto in edizione limitata pensato con l’intenzione, come ci ha spiegato il pianista e compositore torinese di "restituire il senso di quello che è sato il mio lavoro entrando un po' nel mio cassetto". 

 

'Seven days walking', sette variazioni di un unico tema

'Seven Days Walking’ raccoglie i 7 album usciti a cadenza mensile nati camminando tra i sentieri delle sue Langhe. Sette variazioni su un unico tema musicale, una camminata mentale facendo sempre la stessa strada ma scoprendo ogni volta nuovi dettagli e dove il dubbio della scelta è diventato percorso musicale.

Temi, alternative e varianti perché “la musica, se la si lascia respirare, ha in sé la capacità di cambiare in modo eterno.”

Ludovico Einaudi: durante il lockdown sono entrato ancora più dentro me stesso e ho lavorato moltissimo

Un progetto nato dall’esigenza di rimanere più a contatto con la natura, perché in essa ci racconta Einaudi, c’è una lezione talmente bella, ricca e infinita che vale la pena starci insieme.

Un progetto pensato e ideato in tempi non sospetti. E ora, con la pandemia e il conseguente lockdown, acquista ancora più peso.

“Siamo costretti a questo isolamento”, ci dice Einaudi, “ma per quanto mi riguarda questa solitudine mi ha aiutato ancora di più ad entrare dentro me stesso. Ho approfittato di questo periodo per approfondire, pensare e andare avanti con il mio lavoro.”

E proprio in questo lungo periodo di lockdpown Ludovico Einaudi ha tenuto un diario, di parole e note, da cui è nata moltissima musica.

“L’ho iniziato nel mese di marzo, ogni giorno scrivo qualcosa e adesso sto cercando di dare un ordine a tutto questo lavoro musicale perché da esso sono nati circa circa 600 brani. Devo catalogarli, dargli un ordine, capire che cosa ho fatto e cosa farne. Un lavoro molto bello che mi sta dando tanta soddisfazione. Sicuramente materiale per un nuovo progetto.”

 

La musica è un'ancora di salvezza per le nostre anime, dobbiamo darle più valore

Era ormai tradizione che Ludovico Einaudi chiudesse l’anno con i concerti milanesi al teatro dal Verme. Causa pandemia però, anche appuntamenti con il celebre pianista torinese non sono in calendario.

Si è fatto abbastanza, gli chiediamo, per il settore della musica e della cultura in generale che a causa di questa difficile situazione sta soffrendo moltissimo?”

“La mia impressione”, ci risponde,  “è che la musica sia vista in Italia come un fanalino di coda e che non sia nemmeno considerata come un lavoro. Io credo invece che in un periodo come questo diventi un’ancora di salvezza per le nostre anime. La musica eleva, porta altrove e mi dispiace sempre constatare come in Italia alla musica e alla cultura sia data così poca importanza.”

 

Ludovico Einaudi: La mia musica è un mix di elementi, questa è la sua ricchezza

Artista classico più ascoltato in streaming di tutti i tempi.  Un vero record con un milione di stream al giorno, per un totale di 2,4 miliardi di stream. Ma, Ludovico Einaudi non ama che la sua musica venga classificata in una rigida categoria. “Cosa vuol dire musica classica?” Ci chiede. “Io”, ci spiega, “la considero come la musica di un periodo storico che non è quello che stiamo vivendo oggi. Per me tutte le musiche hanno valore. Il mio background affonda le radici in una formazione classica ma nello stesso tempo si è nutrito dell’ascolto di tante musiche, storie, viaggi, ascolti trasversali e proprio per questo è diventata ricca. Quando c’è apertura verso altri linguaggi, altre culture, altre storie è lì che si accende una scintilla creativa che può portare a un gradino più alto e può parlare anche a un pubblico più vasto.”

E allora, proprio per la sua forte vicinanza con la natura, gli chiediamo, aldilà di definizioni di genere a che elemento naturale paragonerebbe la sua musica.

E’ un mix di elementi”, ci risponde, “che rendono il tutto così sfuggevole. E’ l’insieme che mi porta un giorno ad essere più vicino al fuoco, un giorno più vicino alla luce, un giorno più vicino all’acqua e a volte queste cose si mescolano insieme e il tutto diventa ancora più bello.”

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