Sealow, un esordio tra le Onde

Musica

Fabrizio Basso

sealow

L’artista romano, fortemente influenzato dal movimento Afrobeat, propone sonorità in una sua personale chiave: tende a giocare molto sulle immagini, con una vena quasi cantautorale, ma nei termini di un non ancora trentenne. Tra i produttori figurano anche GuIRIE e Tommaso Colliva

Onde è un concept album con brani scritti negli ultimi due anni, fino allo scorso lockdown. Ognuno rappresenta una emozione diversa, dato che sono

sempre le emozioni a dettare legge. Per Sealow è importante ricercarle sia quando creiamo musica che quando la ascoltiamo perché solo così si può creare un ponte. 


Partiamo dall’album?

Onde è un album di 11 canzoni scritto nell’arco di due anni, racconta molto del mio vissuto. Questo album è una miscela di tutte le sonorità che raccontano il mio percorso. Dalle sonorità caraibiche a quelle afro che si fondono con la scuola del cantautorato italiano.
In Lolita si parla di rapporti amorosi con tanti accenni alla tecnologia, come vivi le relazioni ai tempi dei social?

Bel tema! Ci sono vari substrati che vanno a interferire in un mondo fittizio. Io sono un po’ più vecchia scuola penso all’amore e alle relazioni alla vecchia maniera. Il brano vuole proprio essere una critica a queste relazioni online.
Olanda, Spagna, Ryanair ti piace viaggiare? C’è un posto nel mondo nel quale desideri fare un viaggio?

Io ho avuto la fortuna di viaggiare molto con la mia famiglia, il viaggio è una componente importante di tutto il mio percorso. Vorrei andare in tantissimi posti, non sono mai stato in Jamaica. Sono già stato in Messico ma ci vorrei tornare. Il viaggio di cui si parla in Ryanair non è per forza un viaggio fisico ma un viaggio mentale, c’è molta ironia in quel brano.

Cosa ti ha fatto avvicinare alla musica?

Sono state le mie prime serate con gli amici, le dancehall romane che frequentavo con loro. Situazioni dove avevi gente come te intorno. Mi ha fatto sentir parte di qualcosa. Mi ha avvicinato alla musica in modo viscerale.

Suoni strumenti?

Strimpello sia chitarra che piano. La chitarra la suona mia madre, ne avevo una in casa e ho imparato a suonarla. Quando ho iniziato a produrre ho messo le mani sul piano.

Sealow: come hai scelto questo nome?

Nasce tutto da quello che era il mio soprannome, mi hanno sempre chiamato Cello da Simone che diventava Simoncello. Quando ho iniziato con la mia prima crew mi facevo chiamare cosi. Un’errore di pronuncia mi ha portato a Sealow, mi è piaciuto e ho deciso di tenerlo così.
Sealow, Onde... tanto mare nella tua musica, come lo colleghi con Roma?

Sono tantissime le componenti, è una cosa un po’ astratta la continua ricerca di qualcosa che intorno a te non c’è. È un concetto che anche io faccio fatica a esprimere! Più sul luogo in cui vivo riguarda la perdizione che possiamo provare davanti a un mare come a una canzone. Onde proprio perché queste 11 canzoni sono 11 onde che hanno una vita propria.

Questo è l'album d’esordio: cosa ti aspetti dal futuro?

Tanti altri album. Nel futuro imminente spero di suonarlo presto live, è una cosa che ho sempre fatto, non ho intenzione di fermarmi, non vedo l’ora di portarlo live. Mi sto concentrando nell’arrangiarlo per lo show.

Quale è il singolo dell’album al quale sei più legato?

Difficile come domanda perché sono tutti figli miei. Todo El Mundo è una produzione tutta mia. Tutte le persone con cui ho collaborato hanno abbracciato la mia visione, quindi è stato facile creare questo album proprio come volevo.
L’album è stato scritto pre lockdown, durante quel periodo hai lavorato ad altri progetti?

Durante il Lock ho scritto Oggi perdonami, ho continuato a lavorare sulle onde in quel periodo. Eravamo in una fase di produzione durante il lock. Abbiamo lavorato con musicisti bravissimi: il brano riassume come ho vissuto quel periodo. Distanti come onde regolari avviciniamoci.
Essendo anche produttore quale è la parte che preferisci della creazione di un brano?

Sicuramente quando capisco che sto scrivendo qualcosa che va in una direzione che mi piace. É un momento che ritrovo sia quando produco per me che per gli altri.

Con chi sarebbe la tua collaborazione del sogni?

Tantissimi, le più grandi ispirazioni da quando sono bambino sono Pino Daniele che continua a ispirarmi moltissimo, Bob Marley. Per una collaborazione più realizzabile ci sono tanti artisti che io rispetto tantissimo, uno è Frah Quintale che mi ispira molto sotto tanti punti di vista.

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