Sara Zaccarelli aspettando di mostrarsi Nudha è il giovane talento MEI

Musica

Fabrizio Basso

Sara Zaccarelli (vocals).Sara Zaccarelli Nu Band @ Sierre Blues Festival, Sierre, Switzerland, 05.07.2018.(c) Christophe Losberger

Finalista nazionale di MEI Superstage, vince Giovani Talenti dell’Emilia Romagna 2020 a cura del MEI grazie al sostegno della Legge sulla Musica della Regione Emilia -Romagna. Grazie a tale vittoria realizzera’ un vinile e un singolo digitale in uscita per il MEI in occasione della sua premiazione ed esibizione al MEI di Faenza sabato 3 ottobre al Teatro Masini Estate

Il viaggio è di quelli che lasciano il segno. Il MEI la ha premiata ma il talento di Sara Zaccarelli è sbocciato ben prima. La sua voce, che lei lancia dal suo eremo in quell'Appenino selvaggio e sensuale che va da Bologna a Firenze, attraversa le valli e le vette e arriva al cuore, all'anima. La sua nuova sfida è in italiano, è intima, autobiografica, coraggiosa. Con quella acca nel titolo Nudha che è muta solo per l'alfabeto italiano perché nei suoi testi è carica di significati. Ci siamo parlati al telefono. Una inattesa scoperta. La scelta di muoversi tra soul e r'n'b è affascinante e controcorrente. E non è di nicchia, è vincente.

Sara è stata una estate difficile?

Ho lavorato come le altre estati. Tutti concerti a ritmo di soul e r’n’b, un repertorio non da mainstream ma portato in ambienti dove sono conosciuti. Tanto in acustico, spesso eravamo in due ma anche in sei a volte. Ho fatto serate in elettrico col trio. A volte solo pianoforte e voce, altre solo chitarra e voce.
Ogni sera una scaletta diversa?
Il repertorio varia di formazione in formazione, quando i brani coincidono l’arrangiamento cambia, ho lo stesso pezzo in più arrangiamenti. Mi da sempre molta soddisfazione l’acustico perché si possono creare atmosfere interessanti a livello dinamico: a volte anche il silenzio è musica, mi piacciono le dimensioni minimal. Ovviamente mi trovo bene anche con le formazioni più grandi dove tutto è più calibrato: l’importante è che ci sia feeling e il progetto sia strutturato.
Ascolti cose che ti piacciono?
In rete è difficile trovare progetti in italiano che mi smuovano emotivamente, se non accade non riesco ad appassionarmi: ciò nontoglie che ci siano tanti progetti che non sono di mio gusto ma sono fatti bene. Invece ci sono molti progetti stranieri che mi emozionano. Ma ti assicuro che il pubblico italiano quando gli fai sentire una cosa fatta bene lo capisce.
Con Nudha hai vinto  il premio Giovani Talenti dell’Emilia Romagna 2020 indetto dal Mei.
Mi ha fatto molto piacere, è una bella notizia perché quest’anno non c’erano grandi premesse. Un riscontro positivo sul mio primo progetto in italiano.
Un titolo curioso.
Nudha sta per nudità artistica, è la prima volta che ho messo su carta e in musica vita ed emozioni, una bella sfida, ci ho messo quasi otto mesi a scrivere il primo testo. Anche perché ho sempre scritto in inglese. Qui ti costringi ad andare dentro le emozioni in modo più autentico.
Cosa rappresenta la h?
Quello che non si vede. La H è la parte di emotività che non si vede nel disco ma è in me.
C’è qualche momento del tuo passato che la musica non ti ha ancora aiutato a superare?
In realtà qualche cosa c’è e vive nella parte più profonda di me. Invece alcune scritture mi sono servite per superare determinate cose. C’è qualcosa che verrà approfondito. Mi reputo una neonata come autrice, che è poi quello che sono. E’ un processo che sta avvenendo, io cerco la formula che tocca più persone possibile. Questo album nasce dalla grande necessità di poter finalmente dire cose che mi sono successe e avevo bisogno di liberare. La musica ci fa narrare cose che non si riesce in altro modo. I miei testi non lasciano spazio all’interpretazione. Le reazioni le vedremo quando uscirà. La pausa covid ha scombussolato l’agenda e punto all’uscita tra fine 2020 inizio 2021.
E’ un taglio netto col passato.
A livello di sound e radici melodiche è abbastanza vicino a quanto realizzato finora. Il Blues è nato per denunciare una schiavitù reale. Noi siamo schiavi di emozioni e situazioni traumatiche. Credo che mi segue da tanto sia curioso anzi lo so per certo. Quella è la mia strada…
Come te la sei cavata con la grammatica?
Con le tronche non è stato facilissimo. Il processo era mettere giù il flusso di pensieri ed emozioni e dargli un ordine. Prima le melodie e poi i testi.
Nel periodo del lockdown è nata una collaborazione con Danny Handley, cantante degli Animals.
Il brano è in produzione, c’era una grande bisogno di esprimersi. Appena sciolto il lockdown tutti sono ripartiti e il progetto si è un po’ arenato. C’eravamo conosciuti in Sardegna a un Festival e siamo rimasti in contatto, abbiano spesso espresso il desiderio di fare qualcosa insieme e ora è successo. Il brano non ha nulla a che vedere con Nudha, è storia a sé.

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Come convinceresti un adolescente ad ascoltare la tua musica?
Dipende dal suo vissuto musicale. Un adolescente può ascoltarmi, non siamo così distanti, ho trent’anni. Parlo anche di cose della mia adolescenza, provo a dire loro di non fare i miei stessi errori. Le cose che mi sono successe e le emozioni che ho provato se gli ritornano possono aiutarli a non circondarsi di persone negative, questo si può, si deve evitare.
In che epoca vorresti fare una passeggiata?
Negli anni Sessanta o Settanta per la musica nera, per lo stile di vita in America.
Dal coronavirus usciremo migliori?
Durante la quarantena ho avuto la speranza che ne uscissimo sensibilizzati ma quello che vedo non mi conforta. Non ho visto grandi cambiamenti.
I duetti dei sogni?
Mi sarebbe davvero piaciuto duettare con Sam Cooke e Otis Redding. Pensando più al moderno ho comunque tanti artisti con cui mi piacerebbe fare un duetto: se si può sognare in grande ti direi Lizzo, Childish Gambino e Labirinth. Se poi si può sognare l’impossibile allora il nome è quello di Stevie Wonder. Dicono che tutto è possibile volendolo…chissà!
Chiudiamo con Nudha. Chi è al tuo fianco in questo progetto così importante?
Da circa tre anni collaboro con Giovanni Versari, col quale sto lavorando a nuovi progetti. Questo mi ha portata a incontrare Giulio Ragno Favero con cui ho dato inizio a un nuovo progetto, in italiano, che coinvolge Adriano Viterbini, Luca Bottigliero e Raffaele "Rabbo" Scogna. I testi delle canzoni sono miei e adattati, in alcuni casi, con l’aiuto di Giulio e di parolieri quali Davide Toffolo e Appino. Le musiche sono scritte assieme ai musicisti. Anche Tommaso Colliva e Marco Fasolo fanno parte di questo team nei ruoli di mixing e produzione del suono. Abbiamo registrato il disco a dicembre 2019: è nato da persone che ci credono perché hanno fiducia nel progetto. E questo è impagabile.

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