Paul McCartney: "No ai voucher per concerti annullati. Sì al rimborso"

Musica

Denise Negri

Con una nota sulla sua pagina Facebook la star dichiara "scandalosa" la decisione del Governo italiano di assegnare voucher al posto del rimborso ecomomico. La replica di D'Alessandro e Galli, i promoter che hanno organizzato le sue date italiane e del ministro Franceschini secondo cui il parlamento potrà intervenire per fare chiarezza 

Le polemiche c'erano già state nelle scorse settimane e ora anche Paul McCartney dice la sua sui voucher per i concerti annullati. Anche l'ex Beatles, il cui tour estivo lo avrebbe portato a Napoli il 10 giugno e al Lucca Summer Festival il 13, si oppone alla decisione del Governo italiano su indicazione di Assomusica di non procedere con il rimborso per i live mancati. "E' veramente scandaloso - scrive Mc Cartney sul suo profilo Facebook- che coloro che hanno pagato un biglietto per uno show non possano riavere i loro soldi. Senza i fan non ci sarebbe musica dal vivo. Siamo fortemente in disaccordo con cio' che il governo italiano e Assomusica hanno fatto". Nel tardo pomeriggio, sul tema è intervenuto anche il ministro Franceschini.

 

LA REAZIONE CODACONS

 

Dello stesso parere il Codancos che rifacendosi alle parole del baronetto di Liverpool dice: "Dopo Commissione Ue e Antitrust, arriva anche un importante esponente del panorama musicale (Paul McCartney, ndr) a darci ragione- afferma il presidente Carlo Rienzi-. Anche noi eravamo subito scesi in campo per contrastare lo strumento del voucher come rimborso per eventi annullati. Obbligare gli utenti ad accettare voucher per biglietti relativi a spettacoli diversi da quelli acquistati, e il rifiuto degli organizzatori a restituire agli spettatori i soldi versati, è a tutti gli effetti una truffa, legalizzata dai provvedimenti del Governo che hanno autorizzato tale sistema" conclude.

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Concerti annullati e rinviati, rimborso dei biglietti solo con voucher

 

Così con l'emergenza sanitaria che ha annullato concerti negli stadi, festival rock o jazz, o eventi celebrativi, la questione rimborsi rimane all'ordine del giorno, almeno per i consumatori. Al momento infatti non è prevista la restituzione dei soldi spesi per l’acquisto, ma soltanto la conservazione del biglietto per gli eventi rinviati al 2021 o in alternativa l’emissione di voucher da utilizzare per l’acquisto di nuovi ticket. Una soluzione che non ha soddisfato numerosi fan, soprattutto quelli che avevano acquistato il ticket per un determinato concerto che non avrà più luogo, gli stessi probabilmente che volevano vedere Paul McCartney, che a sua volta ha ora speso parole importanti a loro favore.

Al momento però le linee guida sono queste.

 

IL VOUCHER HA VALIDITÀ 18 MESI

 

Già il decreto legge del 17 marzo 2020, all’articolo 88, aveva previsto l'emissione di voucher di pari importo al titolo di acquisto. Il decreto Rilancio, all'articolo 183, ha previsto delle modifiche. In primo luogo ha esteso da 12 a 18 mesi la possibilità di utilizzare il bonus a partire dal giorno di emissione. Il dl Rilancio ha inoltre esteso la possibilità di avere un rimborso agli eventi in programma fino al 30 settembre 2020.

 

QUANDO E COME PRESENTARE LA RICHIESTA DI RIMBORSO

 

Il voucher, se non già prodotto in precedenza, può essere richiesto entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto Rilancio o comunque fino a un mese dopo la comunicazione della cancellazione dell’evento. Il decreto Rilancio dà indicazioni sulle modalità di richiesta di rimborso che va presentata “al soggetto organizzatore dell’evento, anche per il tramite dei canali di vendita da quest’ultimo utilizzati, allegando il relativo titolo di acquisto”.

 

 

 

LA REPLICA DI D'ALESSANDRO E GALLI E L'INTERVENTO DEL MINISTRO FRANCESCHINI

 

Abbiamo preso visione delle dichiarazioni di Paul McCartney da lui rilasciate questa mattina.

Comprendiamo pienamente l’amarezza dell’Artista che teneva a questi due concerti che avrebbero segnato il suo ritorno in Italia così come comprendiamo il suo dispiacere di fronte al disagio che i suoi fans dovranno sostenere non ricevendo un rimborso diretto bensì in voucher.

 

Questa formula di rimborso è una misura straordinaria di cui lo staff di Paul Mc Cartney era  perfettamente a conoscenza da prima della cancellazione e che, come è noto, è stata istituita dal Governo Italiano per far fronte a una crisi senza precedenti che rischiava di dare un colpo fatale all’industria della musica dal vivo e ai circa 400,000 lavoratori che ne fanno parte e che rischiano di non poter lavorare per un anno.

Crediamo che il Governo abbia identificato nel voucher lo strumento che garantisse il corretto bilanciamento tra la legittima delusione del fan che non potrà assistere ad un determinato concerto e l'esigenza vitale di sostenere l'intera filiera dello spettacolo.

Da parte nostra, per ridurre al massimo il disagio degli spettatori, a cui non faremo mai mancare il nostro rispetto, ci siamo già impegnati per il 2021 a recuperare quasi tutti gli spettacoli programmati pr il 2020 e stiamo lavorando per aggiungerne altri, per offrire la più ampia scelta a coloro che dovranno spendere il voucher a seguito di un concerto cancellato.

Il ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo arriva a smorzare toni e polemica: "E' evidente che la ratio della norma è che il voucher valga solo per un concerto dello stesso artista e che se questo non si terrà lo spettatore avrà diritto al rimborso. Il Parlamento credo potrà intervenire in conversione per togliere ogni dubbio interpretativo sulla norma". L'intervento di Franceschini era stato chiesto anche dalle associazioni dei consumatori che avevano accolto con favore la presa di posizione di McCartney (da Codacons a Unc, passando per Aduc e Federconsumatori). Si era detto d'accordo sulla restituzione dei soldi anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

 

Assomusica rimanda al mittente ogni accusa: "Paul McCartney ha sbagliato obiettivo - dice il presidente Vincenzo Spera, scaricando sul cantante inglese le responsabilità - E' lui che ha annullato il tour, sapendo quale fosse la situazione in Italia e quali sarebbero state le conseguenze della decisione di non riprogrammare le date nel nostro Paese in un altro momento. Non accetto lezioni da lui. Se teneva al suo pubblico avrebbe potuto accettare la richiesta di una nuova data, come sta facendo il 99% degli artisti". Assomusica ribatte anche all'accusa di aver in qualche modo "condizionato" il governo sulla scelta dei voucher. "Falso. E' lo Stato a decidere in autonomia le leggi più opportune. E poi la norma non è stata fatta per Assomusica ma per il settore del turismo, per i musei, per gli spettacoli dal vivo in generale. Per evitare il collasso".

 

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