Operazione Oro, un viaggio romanzesco nel doppio con Joan Thiele

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Operazione Oro  è il nuovo Ep di Joan Thiele  e lo si può incontrare su tutte le piattaforme digitali. E' anche il suo primo lavoro in italiano. Ha una storia fantastica. Il racconto in questa intervista all'artista

(@BassoFabrizio)

Al primo ascolto ti raggiunge un profumo selvaggio. Al secondo ritrovi i colori e l'umanità dei romanzi di Jorge Amado. Al terzo respiri la pianura in fiamme di Juan Rulfo. Ascoltare Operazione Oro di Joan Thiele, il suo primo ep in lingua italiana, è come entrare nella bottega di uno speziale e perdersi nelle mille sfumature cromatiche e olfattive. Perché quando si intraprende un viaggio alla ricerca di se stessi, fluttuando tra i marosi delle tante personalità che ospitiamo, a ogni sciabordio c'è un nuovo scenario. Ecco la mia chiacchierata telefonica con Joan Thiele.

Joan partiamo dalla scelta della lingua italiana come forma di espressione.
Per me è stata una esigenza il cambio ma lo vivo come una evoluzione e in futuro un idioma non esclude l’altro. Ci ho sempre molto tenuto ai miei testi ma scrivere in italiano è evocativo e ti porta in un sacco di mondi, mi ha dato una più forte padronanza mentale e di approccio alla musica. E poi i pezzi in italiano hanno fatto crescere anche quelli in inglese a livello linguistico.
Perché hai scelto come titolo Operazione Oro?
Tutto è nato un anno e mezzo fa quando ho trovato vecchie bobine di viaggi. Negli anni Cinquanta mio nonno ha venduto un brevetto e per i successivi vent'anni ha viaggiato. Li ho scoperto un mondo e a vedere quelle immagini mi è venuta l’idea di scriverne la colonna sonora.
Dici che bisogna trovare se stessi attraverso i conflitti: ti sei trovata?
Mi sto ancora cercando e voglio non trovarmi mai. Mi piace scoprire sempre. E' importante anche artisticamente, spinge alla ricerca della bellezza. Mai smettere di cercare.
Ho percepito due temi ricorrenti: il mare e il tempo.
Ci sono entrambi però io ho ragionato molto sul doppio.
Poi ci arriviamo. Iniziamo dal mare.
E' sempre stato importante, era nei miei viaggi. Ho vissuto a Cartagena, l'acqua per me è stata fondamentale. Sono cresciuta sul Lago di Garda e anche quella è acqua. Riconosco che ora l'impatto è più forte.
Il tempo?
Ho scritto l'ep vedendo film legati al dna della mia famiglia. Li rivivo e li riscrivo attraverso la mia vita. La cosa che mi ha stupito ultimamente è che ho sempre avuto l’ansia di perdere tempo mentre ora faccio subito quel che bisogna fare. Questo EP mi ha insegnato a non rimandare, a essere più concreti e viversi il presente. Vale nonostante nell’ep parlo del passato.
Nel brano Le Vacanze dici non ho più paura di me: vinta questa sfida?
Ci devo ancora pensare
Potessi viaggiare nel tempo?
Vorrei andare a Woodstock. Sono molto romantica e vorrei vivere la musica degli anni Sessanta. Un pensiero che avevo già da ragazzina. Mi sento un po’ di quel periodo.
In Puta parli di cambiare pelle.
Operazione Oro è un disco istintivo, ho raccolto i brani di un periodo. Puta è violenza soprattutto psicologica. E’ molto duro, è un racconto per me non facile. Puta mi fa pensare a un serpente per quante volte avrei voluto cambiare la pelle. La canto come un ricordo ma vive nel presente e ora sto bene nella mia pelle.
In Viso blu scrivi: mi sento diversa dall’altra me stessa. Chi è Joan e chi Joanita? A proposito di doppio...
Ognuno ha una parte di sé in conflitto. C’è una parte più fragile e una più forte. Giusto che ci siano entrambe, sono il mio balance. Siamo tante cose e vanno accettate. Stavo peggio quando non mi accettavo.
In Bambina parli dei giudizi della gente, dell’essere giudicata: lo vivi come un problema?
Me ne frego abbastanza, questa è una situazione che subivo molto prima. Qui ho raccontato quella fase da cui ne sono uscita, venivo fuori da un periodo dove avevo molto sofferto il problema del giudizio. Molte persone si trovano vittime di insicurezze. Mi piace raccontare anche le cose scomode.
La musica è salvifica?
La musica non salva il mondo ma può contribuire ad agevolare svolte culturali. La musica è la fotografia di un momento. C'è anche chi con la musica ha cambiato le cose: uno come John Lennon ha saputo dare input potenti, poi io credo che il cambiamento avviene se si uniscono gli astri. Non siamo medici, non siamo gli eroi di questo periodo, ma possiamo aiutare a fare stare meglio.
Dopo tanto nomadismo senti il bisogno di fermarti almeno un po’ o hai sempre la valigia pronta?
Va a momenti. Adesso sto bene in casa perché sto scrivendo. Avevo programmato un viaggio in Colombia per fare visita alla famiglia ma lo ho annullato. Ora si deve restare tutti a casa. Ci aggiungo che sto bene con me stessa e dunque sto bene a casa.
Chiudiamo pensando un po' all'estate?
Avrei i live da fine maggio e per tutta l’estate ma non so cosa accadrà. Navigo a vista. Sto comunque pensando a come sarà il concerto e lo vedo bene in italiano e in inglese. Questo ep è più delicato e avrà un arrangiamento più lieve. Stiamo studiando gli arrangiamenti per creare coesione con i momenti diversi della musica. Ma sono sempre io.