Sanremo 2020, con Andromeda entriamo nella galassia This is Elodie

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This is Elodie è il disco della consapevolezza di una artista che sa misurarsi con più generi musicali. Molti i featuring presenti nel progetto musicale di Elodie, da Gemitaiz a Fabri  Fibra da Lazza Ernia e Margherita Vicario, altrettante le collaborazioni con alcuni dei produttori più quotati del settore, come Dardust, Takagi & Ketra, Michele Canova e Big Fish. Sarà a Sanremo con Andromeda: L'INTERVISTA

Sanremo 2020, abbiamo ascoltato in anteprima le canzoni: le nostre pagelle

 

(@BassoFabrizio)

Mai persa di vista, nel tempo, Elodie. Poi faccio il pre-ascolto di Andromeda, il brano che porterà alla 70ma edizione del Festival di Sanremo, e la canzone appare affascinante ma è come se qualcosa mancasse. Finché non ascolto, in anteprima, l'intero album e allora mi si apre un mondo, quello della galassia This is Elodie. Un album che è un viaggio coraggioso in più generi, un album che racconta la caleidoscopica personalità di una artista che adesso si rivela nella sua pienezza artistica. Ci siamo incontrati poco prima della sua partenza per Sanremo.

A Sanremo vai con Andromeda.
Il mio amico Dario Faini ovvero Dardust ha deciso di scrivermi il pezzo per il Festival. Lo ha scritto sulla mia personalità e la mia vita. Parla di un momento preciso.
Un lavoro ancora più rischioso.
Dardust mi conosce e dunque sa che amo la dance anni Novanta e tanto degli anni 70.
Ce la presenti?
Un incontro tra tradizione e modernità. Parte come ballad e con un testo forte per poi crescere costantemente.
E il disco This Is Elodie?
E' un lavoro lungo due anni. Ho esposto il desiderio di fare qualcosa vicino alla mia personalità. Cresco in strada, al Quartaccio, e per questo conosco molti rapper e infatti ci sono molti rapper in me e con me. Poi facendo l’interprete si presta il ruolo delle collaborazioni, mi piace giocare, sperimentare nella vita.
Questa è Elodie?
C’è personalità ma non mi prendo sul serio, sono donna e bambina. Il disco è una playlist coerente, non è schizofrenico. Grazie a un team che crede in me stiamo seguendo una strada, voglio aumentare la mia riconoscibilità.
Cosa intendi per riconoscibilità?
Essere riconosciuta quando parte la musica, prima che arrivi la voce.
Margarita era già riconoscibilità.
E' un brano tra i più importanti della mia carriera: riconoscibilità è freschezza. Nel disco trovi sia cose che rispecchiano il mio inizio di percorso, tipo In fondo non c'è scritta da Levante con la quale ci conosciamo da poco. E tifo per lei a questo Sanremo.
Altre?
Vado a ballare da sola è cruda, racconta la necessità di stare con se stessi. In Lontano parlo di non essere convenzionalmente donna, parlo di me in modo quasi trucido. Non parlo di amore come sofferenza ed essere lasciati. E’ di rottura dal punto di vista sonoro, il mio è un Pop che si apre a generi diversi.
In tanti lo hanno già ascoltato.
Il disco è uscito il 31 gennaio in versione digitale e senza il pezzo di Sanremo.
Il primo passo?
La costruzione di un team. Ho scelto persone che credono nel progetto come fosse il loro. Il primo è stato il discografico Jacopo Pesce poi sono arrivati tutti gli altri. Ha chiuso il cerchio il mio manager Max Brigante.
L'obiettivo?
Voglio che immagine e musica siano una brand come all’estero.
Sai che le aspettative sono alte? Anche nei video.
Cerco di alzare l’asticella: il video per me è veicolare altre suggestioni, Margarita è semplice e femminile, sono innocente e ammicco, c’è un linguaggio del corpo. In Non è la fine sono più dura e va in secondo piano la bellezza. Andromeda, che vedrete, è ricercato non nell’inquadratura ma nel messaggio.
Mi ha colpito la collaborazione con Margherita Vicario in Sposa.
Lo abbiamo registrato insieme in studio. Lei è una amica consigliera, devi ascoltarla e svolta la canzone. Le ho dato più spazio.
Sarà un futuro singolo?
Lo decideranno gli streaming. Per me è importante la condivisione.
Come stai vivendo l'attesa di Sanremo?
Ci sono stati giorni che mi sono sentita molto sicura e altri che ero piena di dubbi. Ho grandi aspettative su me stessa e non voglio deludere chi mi sta intorno. Penso a loro. Intendo ripagare il lavoro che è stato fatto. Vocalmente mi preparo. Non fumo e non bevo. E non vado in palestra perché non ho tempo.
Il tuo direttore d’orchestra?
Silvia Catasta: ci tenevo che fosse una donna. Ho una band femminile e in futuro vorrei un produttore donna.
Per ora, oltre agli instore, hai annunciato due live: il 16 aprile a Milano e il 18 a Roma.
Ho aspettato il repertorio giusto. Altri ne arriveranno, non ho fretta mi muovo piano piano.