Coma Cose al Concerto del Primo Maggio: le canzoni famose

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I successi del duo milanese che salirà sul palco di Piazza San Giovanni

Un paio d’anni ed un paio di ep alle spalle, i Coma Cose sono saliti alla ribalta come una delle novità più frizzanti della musica italiana. Fausto Lama (reduce da una certa notorietà nell’underground con il progetto Edipo) e Francesca (già dj con il nome d’arte di California) hanno una lunga militanza nel sottobosco della musica indipendente, ma con questo progetto hanno finalmente trovato la via del successo. Di seguito le dieci canzoni più famose dei Coma Cose.

  • Anima lattina
  • Post concerto
  • Jugoslavia
  • Pakistan
  • Deserto
  • Mancarsi
  • Granata
  • Nudo integrale
  • Via Gola
  • Cannibalismo

Anima lattina

Il citazionismo è una delle chiavi della musica dei Coma Cose, che in “Anima lattina” tributano il loro omaggio al Lucio Battisti di “Anima latina”. Uscita ad ottobre 2017, con circa 2 milioni di visualizzazioni su YouTube è una delle canzoni di maggior successo del duo. L’atmosfera nostalgica e vagamente latineggiante di quel Battisti resta serpeggiante nell'hip hop desolato di Fausto e Francesca.

Post concerto

L’altro grande successo del duo, uscito il 2 marzo 2018. Il brano, come dice la band, «parte dal breakbeat degli anni '80 e si veste di quel british acid che rimanda ai Kula Shaker o al primo Beck. Il post concerto dei Coma Cose è tornare da una serata di notte cantando una canzone in macchina, è qualcosa che ti rimane dentro e che non ti togli dalla testa, è finire a casa di qualcuno alle cinque di mattina. Ma è anche molto altro».

Jugoslavia

Non fatevi ingannare dal titolo: c’è più Milano che Jugoslavia in questo brano dei Coma Cose datato giugno 2017, uno dei primissimi successi del duo. Scritta su un beat dei Mamakiss di Dargen D’Amico, è una canzone che parla di riscatto: “Vengo dal niente, voglio tutto” è il mantra dell’ironico testo che cita pure Venditti e Gaetano.

Pakistan

“Pakistan” è uno dei tre brani contenuti nell’ep “Inverno ticinese” del quale fanno parte anche “Anima lattina” e “French fries”. Un ep diventato tale anche se in origine doveva essere una canzone soltanto. Questa “Pakistan” cita il De Gregori di “Rimmel” e poi lo affoga in un po’ di sano cinismo: “Avevo le farfalle nello stomaco, Poi ho bevuto l’Autan ed è finito tutto”.

Deserto

Uno dei primissimi brani pubblicati dal duo, nel maggio 2017. “Metti una sera sui Navigli, mettici due birrette e una frittura di calamari, mettici il rap e l’elettronica, mixa tutto e buttatelo nelle cuffiette”, così introducevano il pezzo all’epoca. E metteteci anche i Joy Division, citati sia nel brano che nel video della canzone.

Mancarsi

“Mancarsi” è la traccia numero 2 dal primo vero album dei Coma Cose, “Hype Aura” uscito il 15 marzo 2019. Un pezzo che segna una svolta soprattutto a livello compositivo per il duo, che sembra strizzare l’occhio al pop dopo i testi cinici e citazionisti degli esordi.

Granata

Il brano che apre “Hype Aura” e che è stato lanciato come primo singolo lo scorso 8 marzo. L’emblema dei Coma Cose maturi, con una base solare ed un flow polleggiato. Il video del pezzo, come gli altri del duo, sono firmati dai torinesi Crooner Films.

Nudo integrale

Il brano più sui generis della loro discografia, il più intimista e dimesso. “Nudo integrale” è uscito il 21 maggio 2018 e ha visto i Coma Cose tornare a citare Battisti, in una sorta di avanti-indietro che la loro musica continua a delineare.

Via Gola

Uno dei brani contenuti nell’album “Hype Aura”, quello scelto come singolo di lancio lo scorso gennaio. Il titolo della canzone fa riferimento a una via di Milano che si trova tra il Naviglio Pavese e il Naviglio Grande in cui il fenomeno dello spaccio e quello delle occupazioni abusive sono particolarmente esasperati. 

Cannibalismo

Il brano col quale tutto iniziò, il 23 febbraio 2017. I beat duri e i testi taglienti sembrano così’ lontani oggi, ma all’epoca erano la sintesi perfetta delle origini da cui provenivano Fausto e Francesca. “Chi s’accoltella gode”, non lasciava presagire niente di buono. E invece…