Domenico Modugno: le canzoni più famose

Domenico Modugno
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Le canzoni di maggior successo all’interno dello sterminato archivio del padre della musica italiana

È uno dei padri della musica leggera italiana. Domenico Modugno ha scritto pagine indelebili della nostra canzone. In una carriera irripetibile, ripercorsa di recente da un cofanetto pubblicato a novembre 2018, l’artista ha interpretato qualcosa come duecentotrenta canzoni, vincendo quattro volte il Festival di Sanremo e regalandoci brani entrati di diritto nella tradizione culturale italiana. Ne ripercorriamo la carriera con le sue dieci canzoni più famose:

  1. Nel blu dipinto di blu
  2. Tu sì ‘na cosa grande per me
  3. Piove (Ciao, ciao bambina)
  4. La lontananza
  5. Meraviglioso
  6. Dio, come ti amo
  7. Vecchio frack
  8. Malarazza
  9. Questa è la mia vita
  10. Addio… Addio

Nel blu dipinto di blu

La canzone italiana più famosa di tutti i tempi, senza se e senza ma. Un successo non solo in patria ma anche a livello internazionale, avendo venduto decine di milioni di copie fuori dai nostri confini, restando in vetta alla classifica americana per cinque settimane. Fu la canzone che gli consentì di vincere il Festival di Sanremo nel 1958, scritta e composta in toto da Modugno, che così diventò anche il primo cantautore in gara nella manifestazione. La parola “Volare”, che domina il ritornello della canzone e con la quale viene spesso identificata, è stata registrata alla Siae come titolo alternativo.

Tu sì ‘na cosa grande per me

Altro celeberrimo brano della discografia di Modugno, che nell’occasione abbraccia la tradizione della musica napoletana. Composto con Roberto Gigli, il brano uscì nel 1964 come primo estratto dal disco “Modugno” e nello stesso anno vinse il Festival di Napoli nell’interpretazione in coppia con Ornella Vanoni.

Piove (Ciao, ciao bambina)

La canzone che bissò il successo di “Nel blu dipinto di blu” a Sanremo 1959. Il brano venne composto da Modugno in seguito alla torunée americana del 1958 e vide la collaborazione di Dino Verde. Curiosamente, il brano ebbe maggiore successo in Olanda che in Italia: nei Paesi Bassi rimase in vetta alle classifiche per nove settimane, nel Bel Paese “solo” per sei.

La lontananza

Uno dei brani della seconda parte della carriera di Modugno. Datata 1970, nacque dalla collaborazione artistica con Enrica Bonaccorti, coautrice del pezzo. Con questa canzone il cantautore tornò al Cantagiro nel 1970 e lo rilanciò in vetta alle classifiche italiane dopo diversi anni.

Meraviglioso

Certo, la cover dei Negramaro ha dato nuova vita a questa canzone ma l’originale di Modugno è un classico intramontabile. Incisa nel 1968, segna il suo ritorno alla Rca Italiana, la casa discografica che aveva lasciato nel ’56. Il successo, però, arrivò con la riedizione del ’71: tre anni prima, infatti, la canzone fu scartata dal Festival di Sanremo, probabilmente perché il brano parla di suicidio e a solo un anno di distanza dalla scomparsa di Luigi Tenco venne ritenuto non opportuno.

Dio, come ti amo

Con questa canzone, interpretata sul palco dell’Ariston insieme a Gigliola Cinquetti, Modugno trionfò a Sanremo 1966. La grandezza del brano, però, non ebbe altrettanta fortuna a livello commerciale: la canzone restò in cima alla classifica dei singoli per una sola settimana, travolta dall’uscita di “Nessuno mi può giudicare” di Caterina Caselli.

Vecchio frack

Uno dei brani che venne riscoperto dopo il successo di “Nel blu dipinto di blu”. Inciso nel 1955, ebbe anche dei problemi con la censura: il verso finale «Ad un attimo d'amore che mai più ritornerà», che gli fu fatto trasformare in «Ad un abito da sposa primo ed ultimo suo amor», poiché la commissione di censura sosteneva che parole che alludessero a contatti fisici erano da considerarsi immorali. In seguito, però, Modugno tornò a interpretare il brano nella versione iniziale.

Malarazza

Brano controverso dello sterminato repertorio del musicista. Il pezzo è tratto da un sonetto di un poeta siciliano anonimo, che era stato pubblicato nel 1857 con il titolo “Lamento di un servo ad un Santo crocifisso”. Nel 1973 Dario Fo inserì il sonetto in un suo spettacolo teatrale, mentre tre anni dopo Modugno ne pubblicò la sua versione. Fo finì addirittura per citare Modugno per plagio.

Questa è la mia vita

È il brano col quale Modugno partecipò a Sanremo nel 1974, piazzandosi al secondo posto alle spalle di Iva Zanicchi e la sua “Ciao Cara, Come Stai?”.

Addio… Addio

Con “Addio… Addio” Modugno vinse il suo terzo Sanremo nel 1962. Il brano lo vide salire sul palco dell’Ariston insieme a Claudio Villa.