Ricky Martin entra a sorpresa nel cast di Hombre al agua, terzo film da regista di Gael García Bernal, che lo dirige e interpreta nei panni di Camilo, un bagnino cubano trascinato in una rete di potere e manipolazione. Il cantante portoricano è Roby, l’attore chiamato a interpretare Camilo in un biopic dentro il film, ed è anche produttore esecutivo. La pellicola debutterà a Venezia 83 nella sezione Spotlight e poi al Toronto Film Festival
Il primo trailer di Hombre al agua porta con sé una sorpresa rimasta finora lontana dai riflettori: Ricky Martin fa parte del cast del nuovo film diretto, co-scritto, prodotto e interpretato da Gael García Bernal. Non solo: il cantante e attore portoricano figura anche come produttore esecutivo della pellicola, attesa in prima mondiale all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Venezia Spotlight, prima di approdare al Toronto International Film Festival.
Commedia drammatica attraversata da venature surreali, Hombre al agua è il terzo lungometraggio da regista di García Bernal dopo Déficit e Chicuarotes. E il trailer svela finalmente anche il curioso ruolo affidato a Ricky Martin: un piccolo personaggio, almeno per minutaggio, che introduce nella storia un intrigante gioco di specchi tra vita e rappresentazione.
Ricky Martin è Roby, un attore che interpreta Camilo
Ricky Martin veste i panni di Roby, un attore assunto per interpretare Camilo in un film biografico dedicato proprio alla vita del protagonista e promosso dalla moglie di quest’ultimo. Insomma, un attore che interpreta un attore chiamato a interpretare il personaggio interpretato da Gael García Bernal: il metacinema entra così in una vicenda che già lavora sull’identità, sulle apparenze e sulle maschere sociali.
La partecipazione di Martin è rimasta segreta fino all'uscita del trailer. García Bernal ha raccontato di aver pensato a lui sin dall'inizio, pur considerando quasi impossibile riuscire a coinvolgerlo. Il ruolo richiedeva appena un giorno di riprese e, poco prima dell'inizio del set a Mérida, nello Yucatán, il regista riuscì a procurarsi il suo numero di telefono. La risposta di Martin fu pressoché immediata: «Qualunque cosa tu voglia».
Da quel giorno sul set è nata anche la partecipazione del cantante come produttore esecutivo. Secondo García Bernal, Martin ha colto immediatamente l'umorismo del personaggio ed è diventato uno dei più convinti sostenitori del progetto.
Hombre al agua, la trama
Al centro di Hombre al agua c'è Camilo, un bagnino cubano interpretato dallo stesso Gael García Bernal. La sua esistenza cambia improvvisamente quando salva dall'annegamento nel Mar dei Caraibi Abel, potente uomo d'affari messicano con ambizioni politiche.
Per riconoscenza, Abel offre a Camilo la possibilità di trasferirsi in Messico e diventare il suo braccio destro. Il bagnino sembra aver pescato il proverbiale biglietto vincente: entra in un mondo privilegiato, sposa Juana, la figlia dell'imprenditore, e con lei ha una bambina.
Ma la nuova vita, apparentemente perfetta, comincia progressivamente a mostrare le proprie crepe. Dietro l'ascesa sociale di Camilo si nasconde infatti un progetto di manipolazione e controllo, mentre il protagonista si ritrova intrappolato in un gioco di potere nel quale affetti, interessi economici e politica diventano sempre più difficili da distinguere.
Una commedia drammatica tra paternità, classe e appartenenza
García Bernal ha scritto la sceneggiatura insieme al drammaturgo argentino Mariano Pensotti, partendo anche da riflessioni nate dalla propria esperienza di padre. Il regista racconta di essersi interrogato su come la paternità modifichi il rapporto con il tempo, con la coppia e con gli amici e su quella particolare forma di solitudine che può insinuarsi quando ogni minuto della giornata sembra già appartenere a qualcun altro.
Da qui nasce Camilo, uomo lontano da Cuba e contemporaneamente sempre più estraneo alla propria famiglia e alla vita che credeva di essersi costruito.
Così quella che potrebbe essere semplicemente una commedia sulla fine di un matrimonio si allarga fino ad abbracciare temi come la mascolinità, le differenze di classe, l'immigrazione, la politica, l'amicizia e il senso di appartenenza, lasciando filtrare nel racconto elementi surreali e sequenze quasi oniriche.
Ricky Martin torna a recitare in spagnolo
Per Ricky Martin, Hombre al agua segna inoltre il primo ruolo sullo schermo interamente in lingua spagnola da oltre vent'anni. Prima di trasformarsi in una star mondiale della musica, Martin aveva iniziato giovanissimo anche come attore, lavorando tra musical e telenovelas.
Negli ultimi anni è tornato con maggiore continuità alla recitazione. Tra i suoi ruoli più importanti c'è quello di Antonio D'Amico in L'assassinio di Gianni Versace: American Crime Story, mentre più recentemente ha interpretato Robert Diaz, il barista dalla doppia vita della serie Apple TV+ Palm Royale.
In Hombre al agua la sua apparizione sarà breve, ma non necessariamente marginale: proprio la natura metacinematografica del personaggio sembra inserirsi perfettamente in un film interessato a capire quanto della nostra identità sia autentico e quanto, invece, sia il ruolo che abbiamo imparato a interpretare.
Gael García Bernal torna dietro la macchina da presa
Con Hombre al agua, Gael García Bernal torna alla regia sette anni dopo Chicuarotes, presentato nel 2019 al Festival di Cannes. Il suo esordio dietro la macchina da presa risale invece al 2007 con Déficit.
L'attore di Amores perros e della serie Mozart in the Jungle produce il film insieme all'amico e storico collaboratore Diego Luna, attraverso la loro società La Corriente del Golfo, con Fernanda de la Peza e Stacy Perskie.
Nel cast figurano inoltre Esmeralda Pimentel, Débora Nascimento, Natalia Oreiro, Anna Díaz, Manuel García-Rulfo e Jorge Salinas.
Dopo l'anteprima mondiale a Venezia, Hombre al agua sarà presentato anche a Toronto. L'uscita nelle sale messicane è prevista per il 24 settembre. Intanto il primo trailer scopre finalmente la carta rimasta nascosta durante la lavorazione: Ricky Martin. Un'apparizione di un solo giorno di riprese che, tra cinema nel cinema e identità in prestito, sembra decisamente più di un semplice cameo.
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