Lo speciale sulla Mostra del Cinema di Venezia
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Un po' di luce, la clip del film di Ali Asgari in concorso alla Mostra di Venezia

Cinema

Una giornata per dire addio alla vita può trasformarsi in una ragione per restare. Un po' di luce (Kami Nour, titolo internazionale A Bit of Light) è il nuovo film del regista iraniano Ali Asgari, in concorso alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia e nelle sale italiane dal 1° ottobre con Teodora Film. Protagonista Misagh Zareh nei panni di un medico che, dopo l'arresto e la chiusura del suo ambulatorio, decide di togliersi la vita. Gli incontri con il fratello, le sorelle e la madre finiranno però per incrinare la sua certezza. Ecco una clip sottotitolata del film

Una giornata per congedarsi dal mondo. E forse per scoprire che nel buio è rimasto ancora qualcosa da vedere. Si intitola significativamente Un po' di luce il nuovo film di Ali Asgari, in concorso alla 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e nelle sale italiane dal 1° ottobre, distribuito da Teodora Film. Il titolo originale è Kami Nour, mentre quello internazionale è A Bit of Light.

Del film è ora disponibile una clip sottotitolata, in vista della presentazione ufficiale al Lido.

Il lungometraggio, della durata di 87 minuti, è una coproduzione tra Iran, Svizzera, Italia, Canada e Turchia. Nel cast figurano Misagh Zareh, Sadaf Asgari, Forouzan Jamshidnejad, Ramtin Daghigh e Mina Rahimzadeh. La sceneggiatura è firmata da Ali Asgari insieme a Shadmehr Rastin, mentre la fotografia è di Iman Tahsin. Tra le società italiane coinvolte nella produzione figurano Zoe Films e MeMo Films.

La proiezione ufficiale di Un po' di luce alla Mostra è in programma venerdì 11 settembre alle 17.15 in Sala Grande.

Un po' di luce, la trama

Al centro della storia c'è un medico iraniano che, dopo essere stato arrestato e aver visto chiudere il proprio ambulatorio, perde ogni fiducia nel futuro. Decide così di togliersi la vita.

Prima di farlo vuole però trascorrere un'ultima giornata con le persone che gli sono più vicine: il fratello, le sorelle e la madre. Una sorta di addio anticipato, pensato per prepararli alla sua assenza. Ma sono proprio quei legami familiari, la compassione, le attenzioni e i gesti apparentemente minimi a incrinare progressivamente la sua decisione.

È qui che il titolo acquista tutto il proprio peso: non una luce abbagliante, non una facile promessa di salvezza, ma un po' di luce. Quanto basta, forse, per continuare a guardare.

Ali Asgari: «Cosa dà valore alla vita?»

Alla base del film c'è una domanda tanto semplice quanto vertiginosa: che cosa continua a dare valore alla vita quando la sofferenza diventa parte della quotidianità?

«Possiamo mai separare la nostra esistenza da quella degli altri?», si domanda Asgari nelle note che accompagnano il film. Il regista si interroga sul peso delle nostre scelte e sulle tracce che inevitabilmente lasciano «nei cuori e nei ricordi» delle persone che ci circondano.

Una riflessione che nasce direttamente dall'esperienza dell'Iran contemporaneo, segnato, sottolinea il cineasta, dalle difficoltà economiche, dall'incertezza politica e dall'ombra della guerra. Eppure, proprio dentro questo paesaggio, Asgari osserva persone che continuano «a resistere, a prendersi cura l'una dell'altra e a creare piccoli momenti di speranza».

Un po' di luce nasce così da un paradosso: non è necessariamente l'assenza della sofferenza a permetterci di andare avanti, ma la rete invisibile dei rapporti umani che ci lega agli altri.

Un film realizzato in circostanze difficili

Secondo le note di produzione, Un po' di luce è stato girato in circostanze particolarmente difficili, con l'inizio della guerra e la continua minaccia dei bombardamenti.

Un contesto che inevitabilmente conferisce un'ulteriore risonanza a una storia costruita proprio sull'incertezza del futuro, sulla fragilità dell'esistenza e sulla possibilità di trovare, anche nel momento più buio, una ragione per resistere.

Il film rappresenta il sesto lungometraggio di Ali Asgari, una delle voci più riconoscibili del cinema iraniano contemporaneo, da anni concentrato sul modo in cui le pressioni politiche, sociali e istituzionali penetrano nella vita privata delle persone.

Da La bambina segreta a Kafka a Teheran

Dopo gli esordi nel cortometraggio, Asgari ha costruito un percorso strettamente legato ai principali festival internazionali. More Than Two Hours è stato presentato in concorso a Cannes nel 2013, mentre The Baby è arrivato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2014. Nel 2016 The Silence, co-diretto con Farnoosh Samadi, è stato selezionato in concorso tra i cortometraggi del Festival di Cannes.

Nel 2017 Asgari ha debuttato nel lungometraggio con Disappearance, presentato in anteprima a Venezia nella sezione Orizzonti e successivamente selezionato al Toronto International Film Festival nella sezione Discovery.

Nel 2022 La bambina segreta (Until Tomorrow) è stata presentata alla Berlinale nella sezione Panorama. L'anno successivo Asgari ha firmato insieme ad Alireza Khatami Kafka a Teheran (Terrestrial Verses), selezionato al Festival di Cannes 2023 nella sezione Un Certain Regard e successivamente distribuito anche nelle sale italiane.

Al percorso del regista appartiene anche Higher than Acidic Clouds, opera dal carattere autobiografico selezionata all'IDFA, prima del ritorno al Lido nel 2025 con Divine Comedy, presentato nella sezione Orizzonti dell'82ª Mostra del Cinema.

Con Un po' di luce, Asgari compie adesso un ulteriore passo: per la prima volta entra nel Concorso principale della Mostra di Venezia.

Un po' di luce, le proiezioni a Venezia 83

La proiezione ufficiale di Un po' di luce è prevista venerdì 11 settembre alle 17.15 in Sala Grande, seguita alle 22.15 al PalaBiennale dalla proiezione per il pubblico.

Per stampa e industry sono inoltre in programma due proiezioni giovedì 10 settembre, alle 19.30 in Sala Darsena e alle 22 in Sala Perla.

Sabato 12 settembre alle 9 al PalaBiennale è prevista infine un'ulteriore proiezione aperta a tutti gli accreditati.

Dopo Venezia, Un po' di luce arriverà nei cinema italiani il 1° ottobre con Teodora Film.