Amarga Navidad, il trailer del film di Pedro Almodóvar

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Segue le storie di Elsa e Raúl, in una riflessione sull'autofinzione. Sarà presentato in Concorso alla 79ª edizione del Festival di Cannes e uscirà in Italia il 21 maggio 2026

È uscito il trailer del film Amarga Navidad, la nuova opera scritta e diretta dal regista spagnolo Pedro Almodóvar che sarà presentata in Concorso alla 79ª edizione del Festival di Cannes e che uscirà in Italia il 21 maggio 2026 distribuita da Warner Bros. Pictures.

 

Il film sviluppa due linee narrative. La prima, ambientata nel 2004, segue una regista di spot pubblicitari, Elsa, alle prese con un momento delicato della vita durante le festività nel mese di dicembre. La seconda, ambientata invece nel 2026, ha come protagonista Raúl, uno sceneggiatore e regista che sta scrivendo un copione proprio sulla storia di Elsa, del suo compagno Bonifacio e delle sue amiche Patricia e Natalia. La pellicola racconta quindi lo stretto legame su realtà e finzione: Elsa diventa infatti l’alter ego di Raúl, che ricorre all’autofinzione per risolvere un lungo periodo di aridità creativa.

 

Prodotto da Agustín Almodóvar, il fratello del regista, con le musiche di Alberto Igleasias e la forografia di Pau Esteve Birba, il film include nel cast anche Bárbara Lennie, Leonardo Sbaraglia, Aitana Sánchez-Gijón, Victoria Luengo, Patrick Criado, Milena Smit e Quim Gutiérrez.

 

Nato il 25 settembre 1949 a Calzada de Calatrava, in Spagna, Pedro Almodóvar è considerato il regista più popolare della storia del cinema spagnolo. Dopo essersi trasferito a Madrid nel 1967 per studiare Cinema, nel 1974 ha iniziato a produrre i primi corti in formato Super 8 con una cinepresa acquistata con i risparmi guadagnati lavorando presso la compagnia di telecomunicazioni Telefónica. Nel 1978 ha realizzato il primo film, sempre in formato Super 8, intitolato Folle, folle, fólleme, Tim. Nel 1980 ha esordito con la pellicola Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio, la storia di tre donne molto diverse tra loro ma accomunate dagli stessi disagi nella Spagna post franchista. Hanno fatto seguito i film Labirinto di passioni (1982), dove una cantante ninfomane si innamora di un principe omosessuale, L’indiscreto fascino del peccato (1983), incentrato su una ragazza in fuga in un convento di suore anticonformiste e presentato alla 40ª edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, e Che ho fatto io per meritare questo? (1984), la storia di una famiglia disfunzionale nella periferia madrilena. Sono seguite ancora le pellicole Matador (1986) e La legge del desiderio (1987), tra melodramma e ironia: la prima racconta la storia di un torero (Antonio Banderas) che resta imbrigliato in una serie di omicidi compiuti da una misteriosa donna, mentre la seconda racconta un triangolo amoroso omosessuale dove si mischiano anche tematiche transgender. Grazie al film Donne sull’orlo di una crisi di nervi (1988), il regista ha ottenuto la consacrazione internazionale, coronata da una nomination ai Premi Oscar e da una lunga lista di riconoscimenti. Tra i titoli più celebri degli anni Novanta compaiono poi le pellicole Il fiore del mio segreto (1995), Carne trémula (1997) e Tutto su mia madre (1999), vincitore nel 2000 del Premio Oscar come Miglior film Straniero e con protagonista Penélope Cruz. Negli anni Duemila, Almodóvar ha poi girato, tra gli altri, il film Parla con lei (2002), che nel 2003 ha vinto il Premio Oscar per la Miglior sceneggiatura, e La Mala Educación (2004). Tra gli ultimi lavori c’è il film La stanza accanto con Julianne Moore e Tilda Swinton, che è stato presentato in anteprima mondiale all’81ª edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, dove ha vinto il Leone d’Oro per il Miglior film. Nel corso della sua carriera, il regista ha vinto tra gli altri due Premi Oscar, due Golden Globes e due Leoni d’Oro alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, compreso uno alla carriera nel 2019.