Compromessi sposi: l'intervista a Francesco Miccichè

Abbiamo incontrato il regista Francesco Miccichè in occasione dell’arrivo del suo ultimo film Compromessi Sposi in onda, in prima tv, su Sky Cinema Uno, lunedì 27 maggio alle 21.15. Leggi l’intervista

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Se c’è una cosa che diverte e molto in Italia, è la contrapposizione tra due realtà come quella del Nord e del Sud. Basta pensare alle tante commedie realizzate nel nostro Paese in cui questo “contro” è stato il centro narrativo di grandi successi al cinema: dal campione d’incassi Benvenuti al Sud diretto da Luca Miniero ad un classico della comicità di tutti i tempi come Totò, Peppino e la malafemmina di Camillo Mastrocinque.

Ripropone queste differenze ma con nuovi spunti marrativi anche il regista Francesco Miccichè con il suo Compromessi sposi, già distribuito nei cinema da Vision ed ora, in prima tv, lunedì 27 maggio alle 21,15 su Sky Cinema Uno. Ad arricchire questa pellicola due attori non da poco: due futuri consuoceri molto bellicosi, ovvero Diego Abatantuono e Vincenzo Salemme. Il film racconta di un colpo di fulmine, quello tra Ilenia (Grace Ambrose), giovane fashion blogger di Gaeta, e Riccardo (Lorenzo Zurzolo), ragazzo bergamasco che aspira a fare il cantautore. Basta una notte e i due ragazzi vogliono già sposarsi, ma i loro rispettivi padri non sono affatto d'accordo. Diego (Abatantuono), padre del ragazzo, è infatti un ricco imprenditore del Nord dall'anima spostata a destra mentre Gaetano (Salemme), padre di Ilenia, un più che corretto sindaco del Sud di fede grillina. Per i due consuoceri, e rispettive famiglie, c'è una sola mission: 'il matrimonio non s'ha da fare'. Nel cast anche con Dino Abbrescia, Rosita Celentano, Elda Alvigini e con la partecipazione di Valeria Bilello e con Susy Laude, Sergio Friscia e Carolina Rey.

Abbiamo incontrato il regista Francesco Miccichè: Ecco cosa ci ha raccontato su questo film:

La pellicola è uscita nei cinema il 24 gennaio di quest’anno. Cosa ricorda di questa recente esperienza?
Il film, sceneggiato da Michela Andreozzi, Alessia Crocini, Fabrizio Nardi è stato girato molto velocemente. Abbiamo iniziato a metà novembre e a lo abbiamo montato tra dicembre e gennaio in tempo per la sua uscita nei cinema. È stata un’esperienza affascinante soprattutto perché abbiamo girato tra Gaeta e Formia, due cittadine a cui sono legato anche affettivamente. 

Come mai?
Perché da ragazzo andavo molto spesso in quelle zone del litorale laziale e poi anche perché Gaeta in questi ultimi anni si è dimostrata molto accogliente, cinematograficamente parlando, dal punto di vista pratico e logistico. Abbiamo avuto anche un grande appoggio dai privati e da tutte le persone del luogo coinvolte. Una bella atmosfera degna di un film importante come Compromessi Sposi .

Lei ha avuto modo di dire che questo suo lavoro non vuole essere un film politico ma bensì mettere in evidenza le tante contrapposizioni che esistono nelle società italiana attuale (Nord/Sud, le famiglie, il rapporto padri e figli, la politica). E' così?
Sì, ho cercato di raccontare nel mio film le contrapposizioni di due famiglie, uno del Nord e l’altra del Sud, capeggiate da una parte dall’imprenditore “leghista “Diego Abatantuono e l’altra dal sindaco “grillino” Vincenzo Salemme. Insomma due mondi che si confrontano e si scontrano, usando principalmente le armi degli stereotipi. In fondo loro rappresentano un microcosmo di quello che siamo noi italiani. I quali riescono sempre a dividerci e a ironizzare sulle tante differenze regionali ma poi sono capaci di stare insieme e di sentirsi diversamente ma profondamente italiani.

Per interpretare i due personaggi principali ha scelto Diego Abatantuono e Vincenzo Salemme, che è un po’ un ritorno alla classica coppia che rispecchia il milanese ed il napoletano. Come mai questa scelta?
Innanzitutto ho scelto loro perché li trovo due attori semplicemente straordinari. Poi, pur avendo la stessa età non avevamo mai lavorato insieme. Quindi sono l'artecife della nascita di una nuova coppia comica.

Hai avuto modo di raccontare  che per questo film ha trovato ispirazione nel film di Mario Mattoli del 1960, Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi del 1960. 
Soprattutto sono stati i miei ottimi sceneggiatori a prendere spunto da questa commedia divertentissima e oramai un classico della comicità italiana. Io, pur amando tanto questo film, mi trovo più a mio agio con quel tipo di commedia che faceva ridere ma che ti induceva a riflettere, lasciandoti qualcosa di amaro in bocca. Per intenderci le commedia alla Monicelli, Scola e Risi.

Quando ha deciso che volea diventare un regista?
Forse era nel mio destino visto che mio padre era un critico cinematografico. Ho vissuto gran parte della mia infanzia nei cinema. Poi sono diventato fotografo, documentarista. Infine tantissima tv e in ultimo il cinema. Compromessi sposi è di fatto il mio terzo film all’attivo.

Ha seguito il Festival di Cannes e cosa ne pensa dell’esclusione da parte della giuria del film “Il traditore” di Marco Bellocchio.
Mi è dispiaciuto un po’ per Favino che conosco da quando ero un ragazzo. Ma sono sicuro che in questo film (che non ho ancora visto) Pierfrancesco sia bravissimo, diretto da un grandissimo maestro come Bellocchio. Un giorno mi piacerebbe proprio lavorare con Favino. Chissa, vedremo...