I 5 migliori film per trascorrere le vacanze in montagna

Cinema
L'hotel sulla cima di una montagna messo a titolo nel capolavoro di Wes Anderson: Grand Budapest Hotel
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L’estate non è solo cornice ideale di vacanze tra ombrelloni e snorkeling: per chi preferisce le vette meno affollate, di scelta ce n’è davvero… una montagna! Per scegliere la vacanza in cima ai monti più adatta al proprio io, ecco le pellicole più illuminanti. Da Shining a Grand Budapest Hotel fino ad arrivare ad Everest, avrete l’imbarazzo della scelta. Senza l’imbarazzo della prova costume!

di Camilla Sernagiotto

 

Un tuffo in montagna

 

In estate la parola “escursione” non indica solo quella termica, di solito riscontrabile nel brusco passaggio dall’interno polare dell’auto climatizzata all’esterno infernale.

C’è chi da giugno a settembre non sogna i tuffi, le granite sul lungomare e i castelli di sabbia ma preferisce mete più alte, quelle in cui l’escursione diventa la ciliegina sulla torta, anzi: sul Monte Bianco!

Stiamo parlando della montagna, il luogo in cui il turismo estivo è meno massiccio e, appunto per questo, garantisce al vacanziere una qualità di villeggiatura assai più elevata.

E se alla qualità elevata si aggiungono le temperature abbassate, il relax è garantito.

 

I migliori film ambientati sui monti

 

Per chi non fosse dell’idea “per quest’anno non cambiare, stessa pista stesso sciare”, variare è fondamentale per non annoiarsi tra le solite baite che si bazzicano sia d’inverno sia d’estate.

Qualche interessante spunto per scegliere la migliore meta per le ferie viene come al solito dal più grande bacino di idee e consigli turistici (e non solo) che ci sia: il grande schermo.

Oltre a ispirarsi a pellicole ambientate in montagna per ciò che concerne gli indirizzi alla volta dei quali partire - armati di scarponcini e bagagli - anche le attività da svolgere, le attrazioni da visitare e i passatempi con cui rilassarsi sono materie che trovano proprio nei film esempi pratici da prendere in considerazione.

Di seguito troverete i cinque titoli che meglio sapranno guidarvi sulle cime che tanto amate, alla faccia di chi trascorre il ferragosto gomito a gomito con i vicini di ombrellone delle affollatissime spiagge italiane.

 

Vacanze ad alte quote barocche: Grand Budapest Hotel

 

Chi non rinuncerebbe mai all’eleganza opulenta di un albergo di lusso frequentato dalla decadente nobiltà europea, lasci perdere i sopracitati scarponcini e opti piuttosto per delle scarpette di vernice con tacchetto da indossare in pan-dan con abiti sfarzosi ornati di pizzi e merletti.

Costui è il villeggiante perfetto per posti come Cortina D’Ampezzo o Courmayeur, mete che assicurano uno charme e uno stile tali da far passare per capi d’alta moda addirittura le solitamente buffe e goffe tute sciistiche.

Se siete soliti frequentare queste località assai rinomate per un livello di snobismo pari a quello di smog delle metropoli, il film che fa per voi è Grand Budapest Hotel, capolavoro firmato su più fronti (scritto, diretto e co-prodotto) da quel genio visionario che è Wes Anderson e ispirato alle opere di Stefan Zweig.

Con diversi flashback, lo spettatore si ritrova a varcare la soglia dell’Hotel messo a titolo, soglia che in ciascuna delle analessi cambia non poco d’aspetto: dalla decadenza in cui si ritrova negli anni Sessanta andiamo a ritroso fino agli anni Trenta, periodo d’oro per questo albergo al tempo prestigiosissimo e gettonato dalla crème de la crème.

E proprio come quella crème de la crème andrà in visibilio per la crème de la crème che cola dalle creazioni della pasticceria Mendl’s in cui lavora la giovane Agatha, così lo spettatore non riuscirà a trattenere il languore alla vista dei succulenti Courtesan au Chocolat preparati dalle mani della stessa ragazza, di cui il protagonista Zero Moustafa (il facchino dell’albergo) s’innamorerà perdutamente.

Amanti dei dolci pennellati come su una tela a olio, delle tele ad olio dolci come “Ragazzo con mela” di un fittizio Johannes Van Hoytl il Giovane, delle hall lussuose e retrò come quella in cui corre il lobby boy Zero, questa pellicola vi farà innamorare e vi permetterà di vivere la vostra vacanza in montagna in maniera ancora più charmant!

Non aspettatevi di vivere avventure dalle tinte gialle e rosa come quelle raccontate da Wes Anderson, però!

 

Lasciate a casa l’accetta, o voi che entrate: Shining

 

Tra le mete di montagna più celebri della settima arte c’è senza dubbio quella che la famiglia Torrance raggiunge a fine estate: l'Overlook Hotel, l'enorme albergo sperduto tra le montagne del Colorado e distante ore di viaggio da qualunque centro abitato.

Ciò che succede tra le pareti insanguinate dell’Overlook (della serie "se queste mura potessero parlare") è ormai leggenda ma non lasciatevi intimorire dagli ascensori grondanti cascate di sangue o dai ripetuti tentativi di Jack di accoppare moglie e figlio: anche Shining può farvi venire voglia di trascorrere le vacanze in montagna, guardare per credere.

Innanzitutto il pregio di questa pellicola (oltre a essere uno dei più grandi capolavori del Maestro Kubrick) è quello di darvi un’esatta idea di cosa non mettere in valigia prima delle ferie: no alla macchina da scrivere, via l’accetta, niente mazza da baseball e, per l’amor del cielo, lasciate a casa - se ancora ne avete - i dolcevita come quelli indossati da Wendy!

Oltre a farvi da Personal Image Consultant & Style Strategist indicandovi quali indumenti e accessori togliere dai bagagli, Shining vi farà apprezzare anche il fatto di non essere totalmente isolati dal mondo e soli soletti nel posto dove andrete a villeggiare: nonostante la presenza di altri vacanzieri spesso sia più un tormento che un piacere, dopo aver visto cosa accade a Jack in spazi ampi e in compagnia del suo ristretto nucleo familiare sarete invogliati a prendere su anche la suocera e il nonno.

 

Vacanze sulla neve (macchiata di sangue): Everest

 

I temerari che si annoiano addirittura durante un incontro di boxe e che sbadigliano pure quando stanno assistendo a un pestaggio coreografico di Wrestler provetti non possono certo prenotare una vacanza tra gite in mountain bike e passeggiate nei boschi.

Macchè, andrebbe a finire come in Shining e si ritroverebbero a rincorrere mogli e figli armati di accetta da boscaiolo!

Questa tipologia di vacanziere necessita di ferie al limite, qualcosa per cui al ritorno i colleghi non parleranno d’altro. Sempre che il ritorno avvenga…

La pellicola che meglio risponde alle esigenze di questo turista hard core è Everest, film del 2015 diretto dal regista islandese Baltasar Kormákur e interpretato da un Jake Gyllenhaal da chapeau.

Il cappello in questione è una cuffia di lana ben calata sulla testa, parola del cast che ha rischiato di buscarsi non poche bronchiti durante le riprese ad alta quota.

La pellicola racconta dell’avventura al cardiopalma di un gruppo di amanti della montagna che si accinge a scalare niente po’ po’ di meno che l’Everest. Ma la vacanza non finirà certo con la proiezione delle diapositive a casa degli amici, anzi…

Se siete in procinto di una scarpinata assai avventurosa, ricordatevi di guardare Everest prima di partire. Vi darà tantissimi consigli per la sopravvivenza. Tra cui quello di non partire.

 

Vacanze fedifraghe tra i monti: Cinque giorni un’estate

 

Anche nell’ormai classico Cinque giorni una estate, film del 1982 diretto da Fred Zinnemann con protagonista Sean Connery, l’escursione non finisce bene.

Pure qui ci scappa il morto ma, dato che noi non spoileriamo nemmeno le uscite datate anni Ottanta, spetterà a voi scoprire di chi si tratta.

La differenza tra mare e montagna è che quando dalla spiaggia vedete uno fare il morto significa che sta galleggiando a faccia in su beatamente mentre se lo vedete dalla cima di una montagna… beh, allora si tratta quasi sempre di uno a faccia in giù tutt’altro che beato.

È quel che capiterà a Douglas e Kate, rispettivamente un medico scozzese e una bella ragazza molto più giovane di lui che decidono di raggiungere una baita isolata circondata dalle maestose montagne dell'Engadina, ideale per chi mastica neve e alpinismo.

Spacciandosi per marito e moglie (quando in realtà sono amanti, addirittura legati da un rapporto incestuoso tra lo zio sposato e la giovane nipote, scusate il gustoso gossipoiler), si mettono nelle mani di una guida locale, il giovane maestro di scuola Johann che si perderà negli occhioni di lei.

Ma l’escursione si rivelerà una scalata verso l'insuccesso.

Perché guardare questo film? Semplice: per capire che la migliore compagna di ferie è sempre la legittima moglie. Anche se Wendy di Shining potrebbe pensarla diversamente, di sicuro guardando Cinque giorni un’estate vi ricrederete. Quando la moglie è in vacanza… è bene essere assieme a lei!

 

Vacanze selvagge: Un tranquillo weekend di paura

 

Se l’essere stato candidato a tre premi Oscar tra cui "miglior film" del 1973 non fosse già un motivo sufficiente per godersi tutto d’un fiato Un tranquillo weekend di paura, lo è senza dubbio l’avvicinarsi di una vacanza tra monti boschivi selvaggi.

La pellicola con Jon Voight e Burt Reynolds racconta di quattro amici di Atlanta che decidono di passare un fine settimana nei boschi dei monti Appalachi, discendendo il fiume Cahulawassee in una zona che presto verrà inondata d'acqua per la costruzione di una diga.

Tutto quello che accadrà avrà dell’incredibile e procurerà a qualsiasi spettatore strati e strati di pelle d’oca ma se siete in procinto di partire assieme agli amici per una vacanza a stretto contatto con la natura questo titolo non può mancare sulle mensole della vostra videoteca virtuale, quella che custodite nel vostro cranio insomma.

Guardate Un tranquillo weekend di paura con estrema attenzione, magari prendendo appunti su come discendere delle rapide a bordo di una canoa o uccidere un daino armati di arco e frecce. Insomma, fate incetta di consigli su come sopravvivere adattandosi alla natura selvaggia.

E magari infilate nello zaino una Bibbia che non si sa mai.

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