I 30 anni de Il Gobbo di Notre Dame, 15 cose da sapere sul classico Disney
Il 21 giugno 1996 usciva al cinema negli Usa il 34esimo film dello studio d’animazione hollywoodiano. Considerato uno dei più cupi e maturi, ottenne grandissimo apprezzamento risultando il quinto maggior incasso dell’anno. La colonna sonora di Alan Menken e Stephen Schwartz fu candidata all'Oscar e al Golden Globe
Il Gobbo di Notre Dame, 34esimo Classico Disney, considerato tra i più cupi e maturi dello studio di animazione americano, compie 30 anni. Basato sul romanzo Notre-Dame de Paris di Victor Hugo e uscito negli Usa il 21 giugno 1996, ottenne un grandissimo successo di critica e pubblico. Con introiti superiori ai 325 milioni di dollari nel mondo, divenne il quinto maggior incasso dell’anno. Ma sono diverse le curiosità attorno allo sbarco sui grandi schermi di Esmeralda e Quasimodo.
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La ricerca dei set tra i palazzi reali - La ricerca dei set iniziò già a ottobre 1993 con un viaggio a Parigi di dieci giorni in cui i due registi, il direttore artistico e altri professionisti coinvolti nel progetto esplorarono minuziosamente Notre-Dame avendo accesso a un tour privato di siti poco visitati come passaggi reali e una camera nascosta in cui Hugo ambientava le sue azioni. Incluse nel giro anche le visite al Palazzo di Giustizia e alla posizione originale della Corte dei miracoli.
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Demi Moore e Mietta sono Esmeralda - I doppiatori dei personaggi, sia nella versione originale che in quella italiana, sono nomi noti al grande pubblico. Esmeralda ha la voce di Demi Moore nella versione Usa e di Mietta in quella nostrana, mentre Quasimodo è rispettivamente Tom Hulce e Massimo Ranieri.
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I temi - Differenziandosi dai canoni tradizionali dell’epoca, Il Gobbo di Notre Dame affronta temi impegnativi come l’infanticidio, la lussuria, la dannazione, il genocidio e il peccato. La trama è incentrata su Quasimodo, il deforme campanaro della cattedrale parigina, e sulla sua lotta per farsi accettare nella società. È considerato il settimo film del cosiddetto Rinascimento Disney.
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Una colonna sonora (quasi) da Oscar - La colonna sonora è stata scritta da Alan Menken, in collaborazione per le canzoni con il paroliere Stephen Schwartz. Proprio le musiche ricevettero una doppia candidatura sia agli Oscar che ai Golden Globe, pur non riuscendo a ottenere i prestigiosi riconoscimenti.
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Quasimodo ed Esmeralda, una mancata storia d’amore - Originariamente la sceneggiatura si sarebbe dovuta basare su una storia d'amore tra Quasimodo ed Esmeralda, successivamente l’idea è stata modificata con la scelta di rendere Febo più eroico e centrale per la storia (nel romanzo è invece un uomo superficiale e meschino). Da qui la storia si è trasformata in una sorta di triangolo tra Quasimodo, Esmeralda e Febo.
Cosa c’è dietro alla folla della Festa dei Folli - Per ottenere scene di massa su larga scala, in particolare per le sequenze della Festa dei Folli e del culmine del film, fu usata l’animazione al computer tramite la quale sono stati creati sei tipi di personaggi – uomini e donne di tre stazze diverse – programmati per compiere 72 movimenti specifici che andavano dal saltare all'applaudire. La tecnologia digitale ha inoltre fornito i movimenti che Quasimodo compie per andare alla Festa dei Folli e per salvare Esmeralda dal rogo.
I Neri per Caso - Menken e Schwartz scrissero Someday, che originariamente era stata pensata per essere cantata durante il film, ma i registi suggerirono che nella cattedrale sarebbe dovuto esserci un canto religioso, e la canzone fu spostata nei titoli di coda. La canzone è eseguita dal gruppo R&B All-4-One per la versione nordamericana, dagli Eternal per quella britannica, da Luis Miguel per quella spagnola (intitolata Sueña) e dai Neri Per Caso per quella italiana (intitolata Quando).
Cyndi Lauper scritturata e poi lasciata a casa - Cyndi Lauper era stata scritturata per interpretare la gargoyle Quinn. L’idea iniziale era chiamare i tre personaggi Chaney, Laughton e Quinn, dagli attori che erano stati Quasimodo nei precedenti adattamenti cinematografici. La possibilità che gli eredi potessero sporgere querela fece cambiare i nomi in Victor e Hugo (dall’autore del romanzo) e Laverne, come una delle Andrews Sisters. Diventata doppiatrice di Laverne, Lauper fu ritenuta troppo giovane e liberata dal ruolo.
Il regista dà voce a un personaggio - Il Vecchio Eretico de Il Gobbo di Notre Dame ha la voce del regista Gary Trousdale.
Gli incassi e il budget - Il 34° Classico Disney è costato circa 70 milioni di dollari, ma ne ha incassati più di 325 in tutto il mondo. Nel suo primo weekend, il film esordì al secondo posto al box office, incassando 21,3 milioni di dollari. Nei mercati esteri, entro dicembre 1996, il film era diventato il quindicesimo di quell'anno a incassare oltre 100 milioni superando l'incasso lordo nazionale, e arrivò ad accumulare 200 milioni.
Il sequel - Nel 2002 è uscito un sequel direttamente per il canale home video, intitolato Il gobbo di Notre Dame II. Il film ha sempre come protagonista Quasimodo che ha stabilito un’amicizia speciale col piccolo Zefiro, il figlio di Esmeralda e Febo. Nel tentativo di alcuni circensi di rubare la campana di Notre Dame, il bambino viene rapito. E il Gobbo si mette sulle sue tracce.
Il remake in live-action mai fatto - Nel 2019 venne annunciato il progetto di un remake live-action. Il film avrebbe tratto elementi sia dal film d'animazione che dal romanzo di Hugo. Nel 2023, il musicista Alan Menken che avrebbe dovuto scrivere la musica anche di questa pellicola ha spiegato che lo sviluppo si era arenato.
Gli adattamenti tra fumetto e teatro - Per promuovere il film, nel giugno 1996 venne realizzato un adattamento a fumetti pubblicato negli Usa dalla Marvel Comics. In Italia il fumetto fu pubblicato in due parti su Topolino. Il film ha poi generato altre 18 storie a fumetti con una trama originale, 10 delle quali di produzione brasiliana. Il film è stato adattato in un musical teatrale più cupo e gotico, ri-scritto e diretto da James Lapine e prodotto dalla Walt Disney Theatrical.
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Il videogioco e il merchandising - Nel 1996 la Disney Interactive ha distribuito per Pc e Game Boy The Hunchback of Notre Dame: Topsy Turvy Games, una raccolta di mini-giochi basata soprattutto sulla Festa dei Folli. Dopo la distribuzione, Il gobbo di Notre Dame fu accompagnato da una campagna di marketing da più di 40 milioni di dollari che includeva tie-in commerciali con Burger King, Nestlé e Mattel. Nel 1997 la Disney aveva guadagnato circa 500 milioni dai prodotti spin-off basati sul film.
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