Where the Wind Comes From di Amel Guellaty vince il Milano Film Fest 2026

Cinema

Camilla Sernagiotto

Un frame del trailer del film (credits: YouTube)

La kermesse meneghina si chiude con un verdetto che concentra l’attenzione sul titolo destinato a segnare questa edizione, una pellicola targata Tunisia-Francia e uscita nel 2025. Il film si impone come miglior lungometraggio, portando a casa anche un secondo riconoscimento dalla giuria studentesca e diventando così l’opera più premiata del festival. Al centro della sua narrazione, un viaggio verso l’Europa che mette alla prova il legame tra due ragazzi

Where the Wind Comes From di Amel Guellaty ha vonto il Milano Film Fest 2026


L'edizione di quest'anno della kermesse meneghina si chiude con un verdetto che concentra l’attenzione su questo titolo destinato a segnare l'edizione, una pellicola targata Tunisia-Francia e uscita nel 2025.

 

Il film (di cui potete guardare il trailer nel video che trovate in alto, in testa a questo articolo) si impone come miglior lungometraggio, portando a casa anche un secondo riconoscimento dalla giuria studentesca e diventando così l’opera più premiata del festival. Al centro della sua narrazione, un viaggio verso l’Europa che mette alla prova il legame tra due ragazzi, trasformando un’amicizia in un percorso emotivo e fisico segnato dalla distanza e dalla prova del reale.

Un premio che incorona il lungometraggio di Amel Guellaty

L’annuncio dei vincitori è arrivato per voce del direttore artistico Claudio Santamaria, che ha ufficializzato l’esito delle giurie del Milano Film Fest 2026. Il premio per il miglior lungometraggio è stato assegnato a Where the Wind Comes From, confermando la centralità dell’opera all’interno della selezione.

Il riconoscimento, pari a 5.000 euro, è stato deliberato dalla giuria dei Lungometraggi presieduta da Valeria Bruni Tedeschi e composta da Vinicio Marchioni, Anna Ferzetti, Federico Cesari e Silvia D'Amico. La motivazione ufficiale ha sottolineato: "Un'opera al contempo semplice e sofisticata, libera e poetica, che impone una visione della vita originale e potente dal punto di vista cinematografico".

Accanto al premio principale, la giuria ha attribuito anche la menzione speciale “Futuro” agli interpreti Eya Bellagha e Slim Baccar, protagonisti del film, riconoscendone il contributo interpretativo all’interno della costruzione narrativa.

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Il doppio riconoscimento e il voto della giuria studentesca

Il successo di Where the Wind Comes From si è ulteriormente consolidato con l’assegnazione del Premio al Miglior Lungometraggio della giuria studentesca, che ha confermato la forte ricezione dell’opera anche tra i giovani giurati.

 

Il film di Amel Guellaty diventa così l’unico titolo a ottenere una doppia affermazione nella categoria principale.

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Il resto del palmarès: corti e interpretazioni

Accanto al trionfo del lungometraggio, la sezione cortometraggi ha premiato A Sisyphean Task di Gus Flind-Henry e George Malcher (Regno Unito, 2025), lavoro che affronta in chiave critica e originale il sistema scolastico. La giuria dei Cortometraggi, presieduta da Margherita Vicario e composta da Eduardo Scarpetta, Milena Mancini, Ludovica Rampoldi e Ludovica Nasti, ha inoltre assegnato due menzioni speciali a Concrete Kids di Saulius Baradinskas (Lituania, 2026) e Faux Bijoux di Jessy Moussallem (Francia, Libano, 2025).

 

Sul fronte delle interpretazioni, il premio per la miglior interpretazione maschile è stato conferito a Matthew Shear, anche regista di Fantasy Life (USA, 2026). Il riconoscimento per la miglior interpretazione femminile è andato invece a Sarah Pachou, Mélanie Laurent e Angelina Woreth per The Wonderers di Josephine Japy (Francia, 2025).

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Il quadro finale del festival

Il Milano Film Fest 2026 si chiude dunque con un palmarès che vede Where the Wind Comes From di Amel Guellaty come titolo di riferimento assoluto dell’edizione, capace di imporsi sia presso la giuria principale sia tra gli studenti.

 

Una centralità rafforzata da un racconto che, attraverso la dimensione del viaggio e della relazione personale, ha saputo catalizzare l’attenzione critica del festival.

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