L’attore, volto di Ridge in “Beautiful”, è ospite del Biografilm Festival di Bologna dove presenterà “Soap Fever” di Inka Achté, in concorso internazionale. Moss ha parlato del successo globale, del legame con l’Italia e di un episodio con migliaia di persone ad Atene
Ronn Moss è a Bologna per il Biografilm Festival, dove presenta Soap Fever, documentario diretto da Inka Achté e ambientato nella Finlandia degli anni ’90, durante il collasso economico. Il film è in concorso internazionale, dopo essere stato presentato come progetto a Bio to B – Industry Days.
L’attore e musicista statunitense, accolto da una folla di fan, è noto per il ruolo di Ridge Forrester in Beautiful, interpretato dal 1987 al 2012, per 25 anni.
"Quando iniziai Beautiful — racconta — pensavo che sarebbe durato forse due anni e poi sarebbe finito. Mai avrei immaginato che per me sarebbe andato avanti così a lungo. Bisognava essere davvero “dediti” per questo tipo di lavoro: non era il solito film da girare in tre mesi, ma 50 settimane l’anno".
Il film e il contesto
"Soap Fever", diretto da Inka Achté, è ambientato nella Finlandia degli anni ’90, durante il collasso economico. Il documentario è in concorso internazionale al Biografilm, dopo essere stato presentato come progetto lo scorso anno a Bio to B – Industry Days. Tra gli elementi citati, anche la diffusione delle soap opera in diversi Paesi.
Moss ha ricordato un suo viaggio nel Paese: "La prima volta che sono andato in Finlandia arrivai con una persona che chiamavamo "Super Henry" (Henry Riesermann). Fu un viaggio meraviglioso, durato circa dieci-dodici giorni, tutto alla scoperta di Helsinki".
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Il successo globale di Beautiful e il rapporto con il pubblico
"Beautiful", con quasi 10 mila puntate e una distribuzione in oltre 100 Paesi, è tra le soap più diffuse a livello internazionale ed è stata girata anche in Italia, con una sfilata sul Lago di Como.
Moss ha sottolineato il rapporto con il pubblico: "Tutto ciò che facevamo davanti alle telecamere era dedicato al pubblico e, per noi, il pubblico era fondamentale. All’epoca ricevevamo montagne di lettere da tutto il mondo e ci impegnavamo sinceramente a rispondere a ognuna, perché quei fan contavano davvero!".
E aggiunge: "È stata una piacevolissima sorpresa scoprire come sia stato accolto e si sia diffuso in tutto il mondo".
Sull’Italia: "Vengo in Italia da oltre 45 anni. Qui ho vissuto esperienze meravigliose con tante persone. Nutro grande amore e rispetto per questo Paese".
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Il racconto dei fan e l’episodio di Atene
L’attore ha ricordato un episodio del 1990 che segnò la percezione del successo globale della serie: "Nel 1990, tre anni dopo l'inizio, ero in viaggio da solo ad Atene e mi organizzarono una sessione di autografi in un grande negozio di articoli sportivi. Dopo dieci minuti, i responsabili vennero da me preoccupati e mi dissero: "Mr. Moss, abbiamo un problema. Sotto c'è una calca immensa".
Rimasi sconvolto: c'erano persone ovunque, a perdita d'occhio, in ogni singola strada. C'era gente persino sui tetti delle auto e delle pattuglie della polizia pur di vedere qualcosa. Chiesi alla guardia accanto a me se fosse arrivato il Papa. "No, sono tutti qui per lei". Fino a quel momento non avevo compreso l'impatto reale che il nostro lavoro, svolto fino ad allora solo davanti a una telecamera, avesse sulla vita delle persone".