Persepolis, perché riguardare il film di Marjane Satrapi che ha raccontato l'Iran al mondo
Cinema ©WebphotoIl film d'animazione nominato agli Oscar 2008 torna al centro dell’attenzione non solo come una delle opere più incisive degli ultimi anni, ma anche come tassello chiave della carriera di Marjane Satrapi, spentasi il 4 giugno a 56 anni. La sua scomparsa riporta al film da lei co-diretto con Vincent Paronnaud, vincitore del Premio della Giuria a Cannes nel 2007. Riguardarlo significa confrontarsi con un racconto che attraversa la rivoluzione iraniana del 1979, l’esilio e la formazione della protagonista
La morte di Marjane Satrapi, avvenuta il 4 giugno 2026 all'età di 56 anni, riporta inevitabilmente lo sguardo su Persepolis, l’opera che più di ogni altra ha definito il suo profilo internazionale. La notizia della dipartita della fumettista, regista, sceneggiatrice e illustratrice iraniana naturalizzata francese, diffusa dal suo entourage e accompagnata da una dichiarazione della famiglia all’AFP che parla di una scomparsa “di dolore” dopo la morte del marito Mattias Ripa (avvenuta l’8 aprile 2025) aggiunge una risonanza ulteriore al film co-diretto da lei con Vincent Paronnaud e presentato a Cannes nel 2007, basato sull'omonimo romanzo a fumetti autobiografico della stessa Satrapi, il titolo è un riferimento all'antica città storica di Persepoli.
Riguardare oggi Persepolis significa tornare a un’opera che non ha mai perso potenza espressiva: un film che racconta la crescita di una ragazza iraniana dentro e contro la storia del proprio Paese, trasformando un vissuto autobiografico in una chiave di lettura dell’Iran contemporaneo.
Un racconto personale che attraversa la storia collettiva
Il cuore di Persepolis è il percorso di formazione di Marjane Satrapi, dall’infanzia a Teheran negli anni della rivoluzione islamica del 1979 fino all’età adulta segnata dall’esilio e dai ritorni. La narrazione si sviluppa come un continuo intreccio tra esperienza individuale e trasformazioni storiche, in cui la grande politica entra nella vita quotidiana senza mai essere ridotta a sfondo astratto.
La caduta dello Scià e la nascita della Repubblica Islamica rappresentano lo snodo centrale di questo passaggio. Le promesse iniziali di libertà e cambiamento, percepite dalla protagonista bambina come un orizzonte di possibilità, si trasformano progressivamente in un sistema più rigido e oppressivo. Riguardare il film Persepolis oggi significa tornare a questa dinamica di disillusione progressiva, raccontata attraverso uno sguardo che cresce insieme agli eventi.
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Perché riguardarlo: uno sguardo ancora attuale
Uno dei motivi principali per cui il film Persepolis (così come il romanzo a fumetti di Marjane Satrapi da cui è tratto) conserva intatta la sua rilevanza è la forza con cui affronta il tema dell’identità. La protagonista non appartiene mai completamente a un solo luogo: né all’Iran in trasformazione, né all’Europa in cui si trasferisce da adolescente. L’esilio in Austria e il successivo ritorno a Teheran non risolvono questa frattura, ma la rendono strutturale.
Riguardare questa pellicola significa entrare in una narrazione che non offre risposte definitive, ma mette in scena la complessità di una formazione identitaria segnata da continui spostamenti geografici e culturali. È proprio questa instabilità a rendere Persepolis ancora oggi leggibile come racconto universale sullo spaesamento e sulla costruzione del sé.
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Il valore del linguaggio visivo e della semplicità espressiva
Il bianco e nero essenziale di Persepolis non è un semplice stile, ma un dispositivo narrativo che contribuisce a rafforzare la chiarezza emotiva del racconto. Le immagini, costruite su contrasti netti e forme sintetiche, restituiscono la percezione di un mondo diviso tra opposti: libertà e controllo, apertura e chiusura, memoria e repressione.
Riguardare la pellicola oggi permette di riscoprire come questa scelta visiva non impoverisca la narrazione, ma la renda più diretta e incisiva. La semplicità del segno grafico amplifica infatti la portata emotiva degli eventi, evitando mediazioni superflue e lasciando spazio alla forza del racconto autobiografico.
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Ironia e leggerezza dentro la tragedia storica
Un ulteriore elemento che giustifica la rilettura di Persepolis è la sua capacità di alternare toni drammatici e momenti di ironia. Anche nei passaggi più duri, il film non rinuncia mai a una dimensione di leggerezza che non attenua la gravità degli eventi, ma li rende più complessi e umani.
La crescita della protagonista è accompagnata da una voce narrativa che evolve, passando dall’immediatezza infantile a una consapevolezza adulta segnata da nostalgia e perdita. In questa evoluzione, la musica e le piccole forme di ribellione quotidiana assumono un ruolo centrale come strumenti di resistenza personale.
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Un’opera che mantiene viva la memoria dell’autrice
Prodotto nel 2007 e tratto dalla graphic novel pubblicata tra il 2000 e il 2003, Persepolis ha segnato l’ingresso di Marjane Satrapi nel panorama internazionale del cinema d’animazione, ottenendo il Premio della Giuria a Cannes e una candidatura all’Oscar come miglior film d’animazione.
Riguardare oggi questo film significa anche confrontarsi con il punto d’origine di un percorso artistico che ha attraversato cinema e graphic novel, mantenendo sempre al centro la riflessione sull’Iran, sull’esilio e sulla libertà di espressione. La scomparsa della sua autrice - avvenuta il 4 giugno 2026 - restituisce all’opera una dimensione ulteriore, ma non ne cambia la funzione principale: quella di racconto vivido e diretto di una crescita individuale dentro la storia.
Persepolis rimane un’opera che non si limita a raccontare il passato, ma continua a interrogare il presente attraverso la memoria di una vita personale intrecciata con la storia collettiva. Rivederlo oggi significa ritrovare uno sguardo capace di tenere insieme identità, esilio e formazione, senza ridurli a categorie rigide. La morte di Marjane Satrapi ne rafforza inevitabilmente la risonanza, tuttavia il valore del film resta ancorato alla sua capacità di raccontare, con chiarezza e intensità, cosa significa crescere dentro una rivoluzione e fuori da ogni appartenenza stabile.