Morta a 97 anni l'attrice francese Claire Maurier
Cinema
È scomparsa una delle interpreti più riconoscibili del cinema francese, volto amatissimo tra Nouvelle Vague e grandi successi popolari. Attrice versatile tra teatro, cinema e televisione, ha attraversato decenni di storia dello spettacolo lasciando un segno in film iconici
È morta all’età di 97 anni Claire Maurier, pseudonimo di Odette-Michelle-Suzanne Agramon, attrice francese tra le più riconoscibili del secondo Novecento europeo. Nata a Céret il 27 marzo 1929, si è spenta domenica 3 maggio, come annunciato dalla famiglia. Interprete intensa e versatile, Maurier ha costruito una carriera lunga oltre sessant’anni, spaziando con naturalezza tra teatro, televisione e cinema, fino a superare le novanta apparizioni sul grande schermo. Il grande pubblico la ricorda soprattutto per ruoli emblematici come la madre severa del giovane protagonista in "I 400 colpi" (1959) di François Truffaut e la burbera proprietaria del café ne "Il favoloso mondo di Amélie" (2001) di Jean-Pierre Jeunet.
volto iconico del cinema francese
Figlia di un direttore di cinema sulla Croisette, Maurier si avvicinò giovanissima al mondo dello spettacolo. Dopo gli studi al Conservatorio di Bordeaux, dove ottenne riconoscimenti sia nella commedia sia nella tragedia, si trasferì a Parigi per perfezionarsi sotto la guida di René Simon. Il debutto avvenne a teatro nei primi anni Cinquanta, ma ben presto il cinema si accorse di lei. Dopo alcune commedie, la svolta arrivò nel 1959 con "I 400 colpi", dove interpretò una madre dura e distante accanto a Jean-Pierre Léaud. Quel ruolo le aprì le porte della notorietà internazionale. Negli anni Sessanta lavorò con alcuni dei nomi più importanti del cinema francese, tra cui Édouard Molinaro e Gilles Grangier. In "Cucina al burro" (1963) recitò accanto a due giganti della comicità come Fernandel e Bourvil, in un film che segnò un’epoca al botteghino.