Al cinema da giovedì 30 aprile, il nuovo film di Pupi Avati racconta la storia di un conduttore televisivo, travolto da uno scandalo finanziario quando si trova all’apice della carriera
Il protagonista di Nel tepore del ballo - il nuovo film di Pupi Avati al cinema da giovedì 30 aprile - è Massimo Ghini. L'attore veste i panni di Gianni Riccio, celebre conduttore televisivo all'apice del successo, travolto da un'inchiesta per frode fiscale che fa crollare in un istante tutto ciò che ha costruito. Dietro il sorriso smagliante si cela un passato doloroso: orfano di madre dalla nascita, abbandonato dal padre, cresciuto grazie alle cure di una zia.
Nel tepore del ballo, trama e cast del nuovo film di Pupi Avati al cinema dal 30 aprile
Isabella Ferrari è Clara, il primo grande amore di Gianni Riccio, quello sacrificato sull'altare dell'ambizione e della carriera televisiva. Il suo ritorno nella vita del protagonista rappresenta la possibilità concreta di una seconda chance, un ponte tra il presente in macerie e un passato ancora capace di scaldarsi.
Giuliana De Sio è "la Morta", il personaggio più graffiante e provocatorio dell'intera pellicola. Conduttrice di quella televisione del dolore che Pupi Avati detesta e mette alla berlina, capace di passare dalla finta commozione all'invettiva volgare in una scena definita magistrale sia come scrittura che come prestazione recitativa.
Lina Sastri interpreta la zia che ha cresciuto Gianni dopo la morte della madre e l'abbandono del padre, colmando per quanto possibile il vuoto lasciato dalla sua famiglia.
Pino Quartullo è marito separato di Clara, figura che si inserisce nel triangolo sentimentale attorno al quale ruota il tentativo di rinascita di Gianni. Il suo personaggio rappresenta la realtà concreta che si frappone tra il protagonista e il sogno di recuperare l'amore perduto, aggiungendo al film quella dimensione di quotidianità che Avati sa sempre maneggiare con cura.
Raoul Bova interpreta il padre di Gianni, emigrato in Germania senza aver fatto fortuna e poi morto, lasciando il figlio con una ferita d'abbandono mai del tutto rimarginata. È una presenza che attraversa il film più come fantasma del passato che come figura attiva, ma il suo peso emotivo sulla traiettoria del protagonista è determinante.
Sebastiano Somma è Morè, l'amico di sempre, l'unico che non fa mancare il suo sostegno a Gianni nel momento più difficile, quando tutti - colleghi, ex moglie, conoscenti - gli voltano le spalle.