Dal 24 aprile al 3 maggio torna il Trento Film Festival con la 74ª edizione: 130 film da 38 Paesi, 150 eventi e oltre 100 appuntamenti dedicati ai giovani con T4Future. Un’edizione che guarda al futuro attraverso il dialogo tra generazioni, tra cinema, letteratura e cultura della montagna. In programma anteprime, incontri con ospiti internazionali e focus sulla Corea del Sud, tra i nuovi poli creativi del cinema mondiale
Trento Film Festival 2026, il cinema sale in quota tra memoria e futuro
C’è qualcosa di profondamente politico — nel senso più nobile del termine — nel guardare una montagna. Non è solo paesaggio: è tempo, resistenza, stratificazione. Ed è proprio da qui che riparte la 74ª edizione del Trento Film Festival, in programma dal 24 aprile al 3 maggio, con un’ambizione dichiarata: diventare uno spazio di dialogo tra generazioni, culture e visioni del mondo.
Un festival che non rincorre il presente, ma lo mette in discussione. Che non semplifica, ma complica — e per fortuna.
130 film e 150 eventi: il programma 2026
I numeri sono quelli delle grandi occasioni: 130 film provenienti da 38 Paesi e 150 eventi tra cinema, letteratura, arte e incontri. A questi si aggiungono oltre 100 appuntamenti di T4Future, la sezione dedicata alle nuove generazioni, sempre più centrale nella costruzione dell’identità del festival.
Il cuore resta il Concorso internazionale con 19 titoli in gara — tra lungometraggi e corti — che raccontano le Terre Alte con linguaggi sempre più sperimentali, lontani dal semplice racconto alpinistico.
Cinema che non si limita a mostrare, ma chiede allo spettatore di ascoltare, di entrare in relazione con ciò che vede. Un cambio di passo che riflette anche una nuova consapevolezza ecologica e culturale.
Le anteprime e i film più attesi
Ad aprire il festival sarà Per silenzio e vento di Marco Zuin, un documentario che esplora il rapporto spirituale tra uomo e montagna, andando oltre l’idea di conquista per abbracciare quella dell’ascolto.
In chiusura, invece, Climbing for Life di Junji Sakamoto, dedicato alla straordinaria storia di Junko Tabei, prima donna a scalare l’Everest.
Nel mezzo, un mosaico di storie che attraversano continenti e culture: dalla Patagonia ai Balcani, dall’Iran al Canada, passando per l’Europa e l’Asia. Perché la montagna, qui, non è mai solo un luogo: è una condizione esistenziale.
Ospiti, incontri e dialoghi tra generazioni
Il Trento Film Festival non è solo cinema, ma un laboratorio culturale aperto. Tra gli ospiti di questa edizione figurano artisti, alpinisti, esploratori e intellettuali come Giada Colagrande, Mauro Corona, Paolo Mieli e Andrea Pennacchi.
Particolarmente significativo il tema del passaggio generazionale, che attraversa tutto il programma: dai dialoghi tra padri e figli fino agli incontri con giovani autori e nuove voci della cultura contemporanea.
Un festival che si interroga su chi ha tracciato i sentieri e su chi, oggi, prova a reinventarli.
Focus Corea del Sud e nuove geografie del cinema
Tra le sezioni più attese, “Destinazione… Corea del Sud”, dedicata a una delle cinematografie più vitali degli ultimi anni.
Un focus che non è solo geografico, ma anche simbolico: racconta un mondo in trasformazione, dove nuovi immaginari si affermano e ridefiniscono il linguaggio del cinema globale.
MontagnaLibri e il racconto delle Terre Alte
Compie 40 anni MontagnaLibri, la sezione dedicata alla letteratura di montagna, che continua a essere uno dei cuori pulsanti del festival.
Tra presentazioni, incontri e nuove voci under 35, la montagna diventa racconto, memoria, identità. Non solo spazio fisico, ma archivio emotivo.
Un festival “ostinato e contrario”
In un tempo che corre veloce e consuma tutto, il Trento Film Festival sceglie una direzione diversa: fermarsi, osservare, dubitare.
Come sottolineato dagli organizzatori, l’obiettivo non è offrire risposte facili, ma stimolare domande.