La Gioia, trama e cast del film con Valeria Golino e Jasmine Trinca in sala il 12 febbraio
CinemaIntroduzione
Arriverà nelle sale italiane giovedì 12 febbraio 2026, distribuito da Vision Distribution, La Gioia, il nuovo film diretto da Nicolangelo Gelormini.
Con una trama che parla di un amore oscuro, tra solitudine e ossessione, questo titolo segna un ritorno al noir per Gelormini.
Produzione italiana del 2025, della durata di 108 minuti, l’opera si inscrive nel genere drammatico e riporta il regista in territori narrativi segnati da una tensione sotterranea e persistente. Protagonisti Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca, Francesco Colella e Betti Pedrazzi. Il progetto è stato presentato in anteprima in Concorso alle Giornate degli Autori, nell’ambito della 82° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2025.
Con un impianto che richiama esplicitamente una vicenda di cronaca e una costruzione drammaturgica di matrice teatrale, il film sviluppa una storia di relazione proibita, squilibrio emotivo e aspirazione al riscatto, muovendosi in un’atmosfera claustrofobica e spenta, enfatizzata dalla fotografia di Gianluca Palma.
Scopriamo di seguito tutto quello che bisogna sapere sul film La Gioia, dalla trama al cast. Nel frattempo, potete guardare il trailer ufficiale della pellicola nel video che trovate in alto, in testa a questo articolo.
Quello che devi sapere
La trama: un legame fragile e necessario
Nel film La Gioia, al centro del racconto si colloca Gioia, interpretata da Valeria Golino, una donna di mezza età che insegna francese in un liceo. La sua quotidianità è segnata da un’esistenza monotona e priva di slanci. Vive ancora con i genitori e sopporta un rapporto soffocante, in particolare con la madre, presenza costante e invadente. Nella sua vita non c’è mai stato spazio per un amore autentico. Lei stessa, in un momento cruciale, confessa ad Alessio: “Sono stata lenta per tutta la vita”, parole che risuonano come una presa di coscienza tardiva, proprio quando il destino sembra offrirle una possibilità di cambiamento.
Dall’altra parte c’è Alessio, studente del liceo, interpretato da Saul Nanni. È un ragazzo privo di ambizioni scolastiche, concentrato unicamente sull’idea di accumulare denaro. Per raggiungere questo obiettivo sfrutta il proprio corpo, arrivando a travestirsi da donna pur di ottenere qualche centinaio di euro. A sostenerlo in questa doppia vita è Cosimo, parrucchiere e amico della madre di Alessio, Carla, cassiera in un supermercato. Carla, interpretata da Jasmine Trinca, condivide con il figlio una condizione economica precaria che rende il bisogno di denaro una costante.
L’incontro tra Gioia e Alessio avviene quando il ragazzo inizia a frequentare la casa dell’insegnante con la scusa di prendere ripetizioni di francese. Da questo rapporto apparentemente innocuo prende forma un legame proibito, fragile e al tempo stesso indispensabile per entrambi. Per Gioia rappresenta l’occasione di una rinascita, la possibilità di vivere finalmente un sentimento totalizzante. Per Alessio, invece, il rapporto è attraversato da un’ambivalenza profonda: il desiderio di riscatto sociale e umano agisce come un “veleno silenzioso” che gli impedisce di abbandonarsi completamente alla dolcezza disarmante di Gioia. L’esito è distruttivo: Alessio finisce per annientare tutto, cancellando l’unica persona che lo abbia mai amato.
Il cast
A sostenere l’impianto drammatico di La Gioia è un cast di primo piano. Valeria Golino interpreta la protagonista Gioia, restituendo con intensità il ritratto di un’insegnante segnata da un’esistenza sospesa e da un bisogno d’amore rimasto inascoltato.
Accanto a lei Saul Nanni veste i panni di Alessio, lo studente ambiguo e inquieto che incrocia il destino della donna, mentre Jasmine Trinca dà volto a Carla, madre del ragazzo e cassiera in un supermercato, figura accomunata al figlio da una costante precarietà economica.
Francesco Colella interpreta Cosimo, il parrucchiere amico di Carla che affianca Alessio nelle sue scelte più controverse. Nel film compare inoltre Betti Pedrazzi, completando un ensemble che contribuisce a definire il tono teso e introspettivo dell’opera diretta da Nicolangelo Gelormini.
L’ispirazione dalla cronaca e la matrice teatrale
La figura di Gioia, protagonista del film La Gioia, trae ispirazione da Gloria Rosboch, insegnante di Castellamonte, in provincia di Torino, assassinata a 49 anni nel gennaio 2016 da un suo ex-studente con la complicità di un’altra persona. Prima dell’omicidio, Gloria Rosboch era stata convinta a investire 187.000 euro in una falsa società immobiliare, somma che le era stata estorta con l’inganno.
La vicenda è stata successivamente rielaborata anche in ambito teatrale con Se non sporca il mio pavimento di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori. Il film di Nicolangelo Gelormini risente in modo evidente di questa matrice scenica, soprattutto nella costruzione di spazi chiusi e opprimenti. La dimensione claustrofobica si riflette anche nelle tonalità grigie e spente della fotografia firmata da Gianluca Palma, che contribuisce a rendere l’ambiente domestico un luogo di prigionia emotiva.
Dal silenzio di Fortuna alla sospensione di Gioia
Con La Gioia, Nicolangelo Gelormini torna a esplorare territori narrativi già lambiti nel precedente film, intitolato Fortuna. Se nel primo lungometraggio del regista una bambina sceglieva il silenzio, qui la protagonista appare come sospesa in una forma di non-vita. Non si tratta soltanto di una donna infelice: è come se non avesse mai realmente abitato la propria esistenza.
La tensione noir, che in Fortuna rimaneva più trattenuta, emerge ora con maggiore evidenza, insinuandosi nel tessuto psicologico dei personaggi e nell’ambiente domestico che li circonda.
Qui, il volto di Valeria Golino, già protagonista di Fortuna, subisce una trasformazione radicale. L’attrice appare trascurata, con uno stile che non è uno stile, un outfit sempre umile e dimesso. Il suo personaggio è segnato da un look privo di concessioni estetiche, con quegli occhiali spessi che accentuano l’isolamento del personaggio, diventando anche qualcosa di altamente simbolico.
Una sceneggiatura liberamente ispirata a un fatto di cronaca
La sceneggiatura del film La Gioia, liberamente ispirata a un fatto di cronaca e vincitrice ex aequo del Premio Franco Solinas 2021, è firmata da Giuliano Scarpinato e Benedetta Mori in collaborazione con Chiara Tripaldi e con la collaborazione alla sceneggiatura di Nicolangelo Gelormini.
Il testo trae origine proprio dall’opera teatrale Se non sporca il mio pavimento scritta da Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori. Il montaggio è curato da Chiara Vullo, mentre le musiche sono composte da Tóti Gudnason. La produzione è affidata a HT Film e Vision Distribution.