West Side Story, la recensione del film di Steven Spielberg

Cinema

Paolo Nizza

Tra Broadway e Hollywood, il regista americano firma una straordinaria versione cinematografica del celebre musical, già portato sul grande schermo nel 1961

“Colui che danza cammina sull’acqua e dentro una fiamma”. Sono versi del poeta spagnolo Garcia Lorca. L’esergo perfetto per introdurci nel mondo di West Side Story. Il nuovo film di Steven Spielberg, nelle sale cinematografiche dal 23 dicembre, è la cronaca di un incontro/scontro tra opposti. Il regista americano trasforma il libretto di Arthur Laurents, le parole di Stephen Sondheim e le musiche di Leonard Bernstein in una potentissima e struggente storia d’amore e di morte ambientata nell’estate del 1956. Un’opera che aggiorna la pellicola del 1963, premiata con dieci Oscar, ma senza alterità l'integrità di quella che è viene considerata la più grande partitura musicale mai scritta per il teatro.

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“Si tratta probabilmente del film più arduo della mia carriera”. Se a pronunciare queste parole è Steven Spielberg uno dei più importanti e influenti registi della storia del cinema, significa che questa versione di West Side Story datata 2021, è davvero una pellicola da non perdere. Al netto della perfezione delle coreografie, capaci di affascinare e abbacinare persino chi non ha mai visto un musical in vita sua, l’opera ha la forza del cinema classico della Hollywood dei tempi d’oro, impreziosita da uno sguardo fresco e originale. Insomma, antico e moderno si mescolano in questa sorta di Giulietta e Romeo in stile newyorchese. Una tragedia recitata e danzata sulle strade di due quartieri confinanti dell'Upper West Side, ovvero Lincoln Square e San Juan Hill. 

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Il casting ha giocato un ruolo fondamentale per la riuscita del film. Gli Shark, da Maria ad Anita, da Bernardo a Chino, sono tutti attori e attrici di origine latinoamericane. Per quanto concerne i Jets, Spielberg ha scelto Ansel Elgort Il cardellino, Baby Driver – Il genio della fuga (grazie a cui ha ottenuto una candidatura al Golden Globe® come miglior attore) e Colpa delle stelle) per il ruolo di Tony e Mike Faist per quello di Riff. Al di là dell’indubbio talento per la danza, le attrici e gli attori di West Side Stori hanno i volti e le Physique du rôle per essere i protagonisti di questa vicenda in cui si intrecciano feroci rivalità e giovani amori. E la genialità del regista americano la si riscontra nell’idea vincente di sostituire il personaggio del droghiere con la sua vedova, Valentina una premurosa donna portoricana interpretata dalla veterana Rita Moreno che figura anche in qualità di produttrice esecutiva. Per la parte di “Anybodys, il maschiaccio che si aggrega continuamente ai Jets con la speranza di venire accettato da gruppo, è stata scelto l’attore non binario Iris Menas.

 E l’altra grande protagonista del film è la città di New York. Non a caso Spielberg ha scelto di girare il più possibile tra le strade della Grande Mela. Un'altra scelta virtuosa che conferisce all’opera un realismo perfettamente in sintonia con la partitura musicale.

I colori e le musiche di West Side Story

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I colori freddi sfoggiati dai componenti dei Jets (un’epifania di blu, verdi, e grigi) contrapposti ai cromatismi indossati dagli Sharks (un caleidoscopio di oro, rosso, ruggine e arancione) fanno da preziosa cornice a una delle colonne sonore più famose della storia del cinema. Una musica che racconta un mondo pieno di luce e di ombra. Amore e odio, guerra e pace, vita e morte, razzismo e tolleranza, speranza e disperazione danzano vertiginosamente sulle note di pezzi immortali come “America”, “Somewhere, “Maria”, “Tonight”, “‘A Boy Like That; I Have A Love’ “The Rumble” “Cool”.

E quindi non resta che sposare appieno le dichiarazioni di Steven Spielberg.

“Il messaggio di West Side Story vivrà per sempre. Oggi sembra anche più attuale che nel 1957, quando fu rappresentato per la prima volta a Broadway. Ancora più attuale rispetto al ‘61-‘62, quando venne realizzato il film. Parla delle esperienze che stiamo vivendo oggi nel nostro paese: un tragico periodo di divisione e sfiducia, e lo spreco della vita umana attraverso il razzismo, la violenza e la xenofobia. E pur essendo una tragedia, West Side Story (come tutte le grandi tragedie, tra cui Romeo e Giulietta) suggerisce che la speranza può nascere in mezzo alla devastazione e alla disperazione: le canzoni di Bernstein e Sondheim ci mostrano che l'amore può trascendere tutto il dolore e la bruttezza del mondo. Quindi non arrendetevi mai! È per questo che volevo raccontare questa storia in questo momento. Parla più di oggi che di ieri.

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