Il capo perfetto, trailer del film con Javier Bardem in corsa per l'Oscar

Cinema

Camilla Sernagiotto

È uscito il video ufficiale che anticipa ciò che vedremo nella pellicola candidata agli Oscar per la Spagna. Un'opera in cui il divo ci offre una delle interpretazioni forse più convincenti della sua già ultra convincente carriera. Il film arriverà nelle sale italiane a partire dal 23 dicembre

È uscito il trailer de Il capo perfetto, il film con protagonista Javier Bardem che arriverà nelle sale italiane a partire dal 23 dicembre, portato sui nostri schermi da BIM Distribuzione.

Una pellicola attesissima poiché è il titolo candidato agli Oscar per la Spagna e per molti attesta una delle interpretazioni più convincenti della già ultra convincente carriera dell'attore spagnolo.

Il capo perfetto è diretto da Fernando León de Aranoa (Perfect Day, Escobar) e racconta la storia di Blanco (interpretato da Bardem).

Si tratta del proprietario di un'azienda spagnola storica che produce bilance industriali. Costui è caratterizzato da un'enorme umanità, motivo per cui è un capo molto amato dai suoi dipendenti.

La sua azienda è in gara per un premio di eccellenza locale e per questo motivo è disposto a qualsiasi cosa pur di risolvere i problemi che arrovellano la sua forza lavoro. Perché i dipendenti non riducano la produttività... Questo è infatti il motivo: si preoccupa dei dipendenti per far sì che la sua ditta si aggiudichi quel riconoscimento così ambito. Nel frattempo la tensione salirà notevolmente man mano che si avvicina il momento della visita di ispezione della commissione che deciderà a chi affidare il premio. Non mancheranno tanti errori e disastri comici che vedranno protagonista questo "capo perfetto"…

Potete guardare il trailer ufficiale del film “Il capo perfetto” nel video che trovate in alto, in testa a questo articolo.

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Il capo perfetto ha come protagonista assoluto Javier Bardem, affiancato sul set da Manolo Solo, Almudena Amor, Óscar de la Fuente, Sonia Almarcha, Fernando Albizu, Tarik Rmili, Rafa Castejón, Celso Bugallo, Francesc Orella, Martín Páez, Yaël Belicha, Mara Guil, Nao Albet e María de Nati.

Tutto ruota attorno al personaggio principale, il vero e proprio ago della bilancia per rimanere in tema…

Blanco è proprio l'uomo con il dito sulla bilancia, colui che tira le fila dei personaggi e di tutto quanto, in veste di vero e proprio burattinaio. È un personaggio carismatico e ama essere considerato magnanimo, motivo per cui si intromette nella vita personale dei suoi dipendenti. Nel farlo, oltrepassa di gran lunga ogni limite etico ma per lui il fine giustifica i mezzi: intende migliorare la vita personale della sua forza lavoro per migliorare di conseguenza la produttività della sua azienda.

Blanco è il motore di tutta la storia, il narratore anche di questo racconto tragicomico. Attraverso il riso, più che altro il sorriso, questa commedia cela una critica sociale molto nera, profonda e aspra. Viene analizzata un'azienda a conduzione familiare e si entra nel merito dei rapporti interpersonali e professionali.

Oltre alla figura cardine del protagonista, anche gli altri personaggi sono fondamentali, ciascuno un tassello a incastro perfetto di questa narrazione-puzzle. Il racconto si fa quindi corale e la narrazione si compone così di svariate storie che si intrecciano l'una con l'altra, sempre passando attraverso il personaggio di Blanco.

Non mero contorno ma semmai comprimaria del protagonista è la musica, prima donna del film.
Le musiche originali sono state scritte dal compositore Zeltia Montes (Fragile equilibrio, Il silenzio della palude, Traces of Sandalwood).

“La vertigine della macchina a spalla sostituisce l’orizzontalità delle immagini iniziali mano a mano che accompagna la deriva del nostro protagonista. Questo è un qualcosa che fa anche la musica del film: giocosa e amichevole all’inizio, apparentemente leggera, getterà la maschera nella stessa misura in cui lo fa Blanco. La colonna sonora di Zeltia Montes è una prodigiosa riscrittura musicale della mia sceneggiatura, una seconda pelle del film che cattura la complessità del suo tono, il suo complesso equilibrio”, ha affermato il regista Fernando León de Aranoa.

La bilancia, simbolo di tutto

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“L’immagine della bilancia, metafora universale della Giustizia, fa da cornice al tutto: Blanco cerca a tutti i costi di ripristinare l’equilibrio finanziario della sua società, anche se questo significa che deve armeggiare con i piatti”, ha affermato il regista Fernando León de Aranoa.


Oltre essere il simbolo della giustizia, la bilancia è anche l'emblema dell'equilibrio e, guardando questa pellicola, proprio l'equilibrio di toni, parti, personaggi e narrazione è quello che emerge.

Involontariamente o forse volontariamente, il regista è riuscito lui stesso ad armeggiare con una bilancia, esattamente come suo protagonista. Ne esce un film che diverte, incuriosisce ma anche commuove. La pellicola è qualcosa che intrattiene senza tralasciare lo spunto per riflettere. Equilibrio quindi, in una bilancia cinematografica che soppesa ogni cosa.

“Credo che sia possibile realizzare un cinema complesso ed artisticamente ambizioso, un cinema che lasci il segno di chi siamo, del momento storico in cui viviamo e che al contempo ci diverta, stuzzichi la nostra curiosità e ci commuova e lo faccia utilizzando l’umorismo, a volte magari anche a cuor leggero, con una certa durezza ma senza rinunciare all’impegno, alla verità o alla poesia. Il cinema che esamina le radici stesse di chi e cosa siamo alla ricerca dell’ipotesi di cosa diventeremo un giorno. Il cinema con una finestra aperta sull’esterno, che affronti quello che succede fuori, per le strade del paese in cui viviamo, nelle nostre case, nella nostra camera da letto, nel nostro luogo di lavoro. Il film diventa sempre più dark ad ogni decisione presa dai personaggi. E quindi, senza perdere il sorriso, l’ultimo atto di questa storia diventa un thriller e poi una tragedia”, ha dichiarato Fernando León de Aranoa.

Fernando León de Aranoa

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Il regista de Il capo perfetto, con cui la Spagna concorrerà ai prossimi premi Oscar, è Fernando León de Aranoa.

Sceneggiatore, regista e documentarista, ha scritto e diretto i lungometraggi “Familia” (1996), “Barrio’ (1998), “I lunedì al sole” (2002), “Princesas”(2005), “Amador” (2010), “Perfect Day” (2015), “Loving Pablo” (2017) e “Il capo perfetto” (2021).

Per quanto riguarda il suo lavoro come documentarista,  ricordiamo “Izbieglize” (1995), “Caminantes” (2001), “Buenas noches, Ouma” (“Invisibles”, 2007), “El país de los regfugiados” (2013) e “Politics, an Instruction Manual” (2016).

Tutte le sue pellicole sono state presentate ai festival cinematografici più prestigiosi del mondo, tra cui quelli di San Sebastian, Berlino, Sundance, Cannes, Venezia e Toronto.

Fernando León de Aranoa ha ricevuto nel corso della propria carriera dodici Premi Goya dall’Accademia Spagnola del Cinema, tre per Miglior Regista, due per Miglior Sceneggiatura ed uno per il Miglior Film.

Ha ricevuto la Conchiglia D’Oro al Festival del Cinema di San Sebastián per il Miglior Film e la Conchiglia d’Argento come Miglior Regista; è stato insignito di tre premi Fipresci da critici specializzati, di un premio Ariel dall’Accademia del Cinema Messicano, ha ricevuto due nomination al Donatello dall’Accademia Italiana e ha ottenuto il premio Luis Buñuel per il Miglior Film Ibero-Americano.

È attivo anche come scrittore: ha dato alle stampe i libri “Contra la hipermetropía” (Debate, 2010) e “Aquí yacen dragones” (Seix Barral, 2013).

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