Ritorno al crimine, sequel citazionista direttamente su Sky. La recensione del film

Cinema sky cinema

Di Alessio Accardo

Arriva su Sky Cinema, in prima assoluta in tv, lunedì 12 luglio e in streaming su NOW, l'atteso sequel di "Non ci resta che il crimine". Alla regia nuovamente Massimiliano Bruno. Nel cast, accanto a Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo e Gian Marco Tognazzi, questa volta ci sono anche Carlo Buccirosso, Giulia Bevilacqua, Massimiliano Bruno e Gianfranco Gallo, con la partecipazione di Loretta Goggi

Dopo una travagliata vicenda distributiva, causa pandemia, il 12 luglio 2021 arriva direttamente sugli schermi di Sky Cinema, "Ritorno al crimine", sequel del fortunato "Non ci resta che il crimine", mentre già sono iniziate le riprese del terzo episodio della saga, "Finché c’è crimine c’è speranza".

approfondimento

"RItorno al Crimine", l'atteso sequel è su Sky

Per capire il senso più riposto e profondo di questo originale franchise, si deve partire dai tre titoli appena elencati: si tratta infatti, in tutta evidenza, delle parafrasi di tre titoli iconici: "Non ci resta che piangere" diretto e interpretato nel 1984 da Roberto Benigni e Massimo Troisi; il cult-movie girato nel 1985 da Robert Zemeckis "Ritorno al futuro" (cui si deve in buona sostanza l’idea centrale del soggetto che dà la stura all’intera saga); e "Finché c’è guerra c’è speranza", diretto e interpretato nel 1974 da Alberto Sordi.  L’indizio rinvenibile nei tre titoli svela la cifra stilistica dell’intera operazione, che è la parodia; niente di nuovo nella storia del nostro cinema, che proprio grazie ai “film-parodia” fece la fortuna del genere comico degli anni dell’immediato dopoguerra da Totò in giù. 
 

Il regista Massimiliano Bruno, e il gruppo di sceneggiatori di cui si avvale tra cui si segnala l’ottimo Alessandro Aronadio, svolgono il compito con smaccata impudenza, dotta competenza e soprattutto con un ingrediente che è spesso assente dalle ricette di casa nostra: la giocosa autoironia. Infatti, in questa sguaiata ed esilarante sarabanda di citazioni, gli autori mettono il meglio e il peggio della cultura pop del presente e del passato prossimo.

Vediamo.

Detto che l’espediente del viaggio nel tempo è un furto dichiarato della saga di "Ritorno al futuro"; trovano qui spazio le serie cult di Sky, "Romanzo criminale" e "Gomorra", entrambe volte in burletta. L’archetipo dell’“heist-movie” comico all’italiana I soliti ignoti e il “maffia-movie” comico e grottesco del cinema di Roberta Torre; che giunge fino a produzioni più recenti come il dittico dei Manetti Bros. "Song’e Napule" e "Ammore e malavita"

La citazione sbeffeggiata dell’artista astrattista de "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino, la violenza ironica e parossistica del cinema pulp di Tarantino e persino un calco del film più ricco di sempre, "Avengers: Endgame", col riferimento alla dissoluzione in CGI di Thanos. Il fenomeno dei neomelodici visti in mille film “camorristi” (di recente anche in "La mafia non è più quella di una volta" di Franco Maresco), insieme a una cover struggente di una delle più belle ballate di Pino Daniele, e al rap di Frankie hi-nrg mc che funge da colonna sonora dei titoli di coda. Oltre ai camei di miti del calcio come Bruno Conti e Antonio Cabrini. 

Insomma, un frullato iper-pop e stra-cult in cui si mischia alto e basso, cinema classico e contemporaneo, d’autore e di genere, Italia e Hollywood. Cinema, musica e sport. 

Anche il casting è interessante, proprio in questa chiave citazionista. Intanto la banda che è composta dal meglio del panorama maschile italiano, da Alessandro Gassmann a Gianmarco Tognazzi, da Edoardo Leo a Marco Giallini; ognuno dei quali mette in scena non solo la propria capacità performativa ma anche le rispettive biografie artistiche e private. A questi si aggiunge uno degli attori comici più efficaci di casa nostra, Carlo Buccirosso, che più passano gli anni e più si avvicina alle vette irraggiungibili di un mostro sacro come Peppino De Filippo. 

Quanto al cast femminile, per un’Ilenia Pastorelli che lascia (ma dovrebbe tornare nel terzo episodio) ci sono due pezzi da novanta come Giulia Bevilacqua, che sa accordare il sex-appeal stordente di un corpo statuario con il sense of humour che lo stempera e quasi lo mette tra parentesi; e Loretta Goggi, che si porta dietro la memoria storica della sua allure immortale da icona pop anni ’80. 

Anni ’80 che sono, dopotutto, il tempo rimpianto da autori e attori del film (quasi tutti cresciuti in quel decennio), la loro arcadia nostalgica, la loro (e nostra) sgangheratissima spoon-river. Infatti, benché sia fatta di moltissimi elementi di seconda mano, che non potranno lasciare insensibili gli spettatori di più di una generazione, "Ritorno al crimine" è proprio per questo (e paradossalmente) una commedia davvero originale. 
 

Menzione speciale ad Alessandro Gassmann, il quale affina qui il personaggio del “bello ma imbranato”, già messo in scena con successo nell’originale. Un “tipo” che, se coltivato con buona perizia, potrebbe segnare una svolta nella carriera del nostro, in un modo non troppo dissimile da quanto accadde a suo padre ai tempi de "I soliti ignoti".

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