Nomadland, Chloé Zhao a Sky Tg24: "Con il cinema supero la mia timidezza". VIDEO

Cinema

Denise Negri

"Mi dicono che sono "malata di lavoro" ma è il mio modo per uscire dalla mia solitudine". Parole di Chloé Zhao, la regista dei record. Dopo aver vinto due Golden Globe si appresta ora a dominare anche i prossimi Oscar con il suo "Nomadland" che arriva su Star all'interno di Disney + dal prossimo 30 aprile

E’ la donna del momento a Hollywood. La regista che più sta facendo parlare di sé insieme ad Emerald Fennel visto che condividono la candidatura come Miglior Regia ai prossimi Oscar. Lei è Chloé Zhao, nata a Pechino 38 anni fa, ribelle fin dall’adolescenza (si legge così nella sua biografia su IMDB) studentessa di cinema a Londra, fino a quando non decide di fare di Los Angeles e degli Stati Uniti la sua seconda patria. I primi passi li muove nei circuiti del cinema indipendente e in effetti il suo primo film “Songs My Brothers Taught Me” debutta non a caso al Sundance. Sulla sua strada come produttrice, scrittrice, montatrice e regista ci sono poi anche Cannes per il suo secondo film “The rider” e la Mostra del Cinema di Venezia dove vince il Leone d’oro con “Nomadland” ( prossimamente al cinema a dal 30 aprile su Star all’interno di Disney +)

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Da allora, dal premio in laguna nel settembre del 2020, allo scrivere la storia del cinema è stato davvero un attimo. Prima donna asiatica a vincere un Golden Globe come Miglior Regista (Golden Globe vinto anche per il Miglior Film Drammatico) e ora fortissima delle sei candidature ai prossimi Oscar, in cui in prima persona concorrerà sia nella categoria di Miglior Regia che in quella di Miglior Film.

Insomma la donna giusta che arriva al momento giusto, di certo anche grazie al fiuto di Frances McDormand che del film oltre ad essere la protagonista è anche co-produttrice. Il momento giusto, si diceva, quello che vede Hollywood alla spasmodica ricerca di storie raccontate da nuovi punti di vista e che cerca di fare del concetto di “inclusione” il suo nuovo mantra. Una strada che questa minuta donna che si definisce “malata di lavoro” e “molto solitaria” ha intrapreso con timidezza ma determinazione, proponendosi (sembra) lei stessa e ottenendo dalla Marvel l’ok per la regia di “Gli Eterni” il film/seguito di “Avengers: Endgame”.

E probabilmente siamo solo all’inizio.

 

Chloé cosa significa per te essere una regista?  

Per me occuparmi di regia significa "risolvere i problemi". Non è un’abilità come un’altra, come la musica o la pittura, non significa essere padroni di una tecnica ma è un lavoro manageriale. Ogni giorno arrivi sul set e inizi ad affrontare problemi e ogni 5 minuti ne insorgono di nuovi e tu li devi risolvere, devi organizzare una squadra e li devi risolvere. Insomma significa essere disposti ad avere un costante spirito di "sopravvivenza" e questo può comportare un bel pò d’ansia. Quando scrivo mi capita spesso di avere ansia, ma quando dirigo ho la sensazione di dover sopravvivere alla fine della giornata!. Però in effetti si tratta di una specie di processo meditativo perché così dimentico i problemi della mia vita.

 

Come vivi questo momento di eccitazione e attenzione verso le registe donne?

Credo che il fenomeno della regia al femminile sia finalmente un dato di fatto e stiamo raggiungendo questo traguardo che ci siamo imposte, anche se naturalmente la strada è ancora lunga e ci vorrà del tempo.

Sento attorno a me tutta l'emozione del momento e credo che sia sempre più inevitabile che si abbia l'esigenza di "vedere il mondo" attraverso prospettive diverse.

 

Quali parole useresti per descrivere la tua passione per il cinema e un po' anche te stessa?

Mi è stato detto che sono una "malata di lavoro"! Credo che la ragione di ciò sia, qualora mi dovessi giustificare, che sono sempre stata una persona abbastanza solitaria per tutta la mia vita anche quando mi sono ritrovata in grandi città mi sono sempre sentita abbastanza sola. Scrivere una storia, o fare un film o andare ad una proiezione e parlare di lavoro è il mio modo di chiedere: "ehi c'è qualcuno là fuori?" e ogni tanto sento come un eco, una risposta, e allora penso “non sono sola” e questa cosa mi motiva nel profondo.

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