I Delitti del BarLume, "Mare forza Quattro" tra commedia e giallo si esorcizza la pandemia

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Paolo Nizza

la prima storia de I Delitti del BarLume,  ispirata al mondo dei romanzi di Marco Malvaldi, racconta con garbo e ironia l'arrivo dell'emergenza Coronavirus a Pineta. Il prossimo appuntamento è per lunedì 18 gennaio

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I Delitti del Barlume, la parola al regista Roan Johnson

“Mi sa che stanotte arriva una mareggiata di quelle pese. Sara mica una metafora di questa pandemia in arrivo? Arriva anche da Est“.

Con questa battuta, pronunciata da Massimo Viviani (Filippo Timi) le nuove storie de I Delitti del BarLume  (QUI LO SPECIALE) scoprono subito le carte. L’emergenza Covid arriverà anche a Pineta. D’altronde i riferimenti alla realtà non sono mai mancati in questa produzione ispirata al mondo dei romanzi di Marco Malvaldi, editi da Sellerio Editore. Ma la peculiarità del Barlume è sempre stata quella di alleggerire, stemperare, attenuare anche le situazioni più cupe. Sicché” il barrista” viene subito contraddetto dall’ex suocero Emo (Alessandro Benvenuti). Perché la mareggiata arriva da Nord.

Insomma l’incipit di “Mare Forza Quattro” con Timi e Benvenuti impegnati a pescare ci introduce a quelle che saranno le atmosfere di questo episodio. Pochi personaggi, situazioni surreali, un mix di tragico e comico come in una pièce di Samuel Beckett. Non a caso il drammaturgo diceva: "Non c’è niente di più comico dell’infelicità". Certo i nostri due pescatori non sono Vladimiro ed Estragone e non aspettano Godot. Tuttavia sospesi tra mare e cielo, perduti tra soluzioni e problemi, Massimo ed Emo sembrano due protagonisti del teatro dell’assurdo.  E in fondo l’assurdità si è palesata spesso e volentieri negli scorsi mesi nelle vite di tutti, sconvolte da un’emergenza imprevedibile quanto terribile (QUI TUTTI GLI AGGIORNAMENTI).

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I Delitti del BarLume, il cast e i personaggi delle nuove storie

A prescindere dal luogo di origine la mareggiata è arrivata, parimenti alla celebre bufera cantata da Renato Rasce. In un crescendo rossiniano di saette e fulmini, tanto cari a Giove Pluvio ha divelto. Marchino sentenzia:  “Arriva Marzo Mare Pazzo”. Tuttavia il Cristiano Ronaldo del vodka sour sbagliato viene subito zittito dalla volitiva Tizzi.  Bisogna rimboccarsi le mani e riparare il disastro.

I bimbi, invece, anelano di prepararsi all’epocale torneo interregionale di Carte. La prestigiosa competizione si è svolta pure durante l’occupazione nazista di Pineta. Ma al virus non importa alcunché del tresette. Tocca perciò giocare da remoto. E qui entra a gamba tesa, il mitico Gino. Si sa che il Signor Rimediotti si bulla di capirci assai di internet. E quando il nonnino multimediale storpia termini come” Messenger” o “Whatsapp” la risata è assicurata, tranne quella di Emo che manda, senza filtri, l’aspirante, attempato geek a quel Paese.

 Ça va sans dire, le gag sugli incovenienti delle videochiamate e le mancate connessioni fioccano in questa storia. E il regista Roan Johnson le orchestra con la giusta vis comica.

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I Delitti del Barlume, il cast: Stefano Fresi è Beppe

Se il quartetto uretra si dà al gaming, la Tizzi vorrebbe riverniciare il bar di bianco, mentre la Fusco, con l’aiuto, si fa per dire, di Cioni e Govoni tenta di ripristinare l’antenna del commissariato con esiti, però, disastrosi. Paolo Pasquali, invece si prepara alla quarantena, trasferendosi in una villetta con giardino, grazie al solito truffaldino magheggio. L’assicuratore vorrebbe coinvolgere Beppe nell’inganno. Ma Battaglia tenta di calmare le ansie del coinquilino con una canna. E qui Guzzanti, nei panni dello strafumato è protagonista di una sequenza esilarante, tra forze centrifughe e centripode, allucinazioni e voci distorte.

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I Delitti del BarLume il cast: Lucia Mascino è Vittoria

Oltre ad essere responsabile degli spassosi deliri di Pasquali, l’erba è pure lo spunto che dà il via alla trama gialla di questa storia. Una vicenda criminale leggera parimenti alla droga di cui si parla in “Mare Forza quattro”. Saggiamente, si è scelto di non esasperare le tinte fosche e di non rappresentare niente di troppo cruento o perturbante, dato il clima pesante in cui la puntata è ambientata. A generare ansia, basta e avanza la Pandemia. Peraltro, le indagini ci offrono un delizioso cameo del regista Roan Johnson nei panni dell’avvocato Pascucci, il legale di Pasquali. Il leguleio, viene convocato dalla Fusco, in merito all’omicidio di Giuliano Bottai, un pescatore proprietario di un barchino di un paio di metri. E il motivo dell’assassinio del pescatore sarà davvero imprevedibile e futile.

Prevedibile invece è l’irruzione del riottoso Tassone. In barba alle precauzioni e alle misure di sicurezza il capo della polizia si prodiga in abbracci e baci nei confronti della Fusco.

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I Delitti del BarLume, da lunedì 11 gennaio al via le nuove storie

E non a caso la storia si chiude con il premier Giuseppe Conte che annuncia in diretta tv le  nuove misure del Governo per il contrasto e la prevenzione della diffusione del virus COVID-19, ovvero il lockdown. Insomma, a questo punto,  i problemi ce li abbiamo tutti,  non solo il Viviani, come dice Timi guardando in macchina gli spettatori. 

 Non resta quindi che attendere il prossimo appuntamento con “Tana libera tutti”, previsto per lunedì 18 gennaio per capire cosà accadrà in quel di Pineta.

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