1917, le interviste esclusive al cast del film

Il 23 gennaio giunge in sala 1917, ecco le interviste a Sam Mendes, Dean-Charles Chapman e George MacKay

Il 23 gennaio 2020 giunge in sala 1917, nuovo film dell'acclamato regista Sam Mendes, ambientato al tempo della Prima Guerra Mondiale. Pellicola destinata a far parlare di sé, girata interamente come se si trattasse di un lunghissimo piano sequenza. Un'esperienza incredibile per lo spettatore, per una pellicola in costante movimento, adrenalinica a dir poco.

1917, intervista al cast

Intervistati da Sky Tg24, il regista e alcuni membri del cast hanno parlato nel dettaglio di questo incredibile progetto. Sam Mendes ha tratto ispirazione dai racconti di suo nonno, che era sul campo di battaglia tra il 1916 e il 1918. Si ritrovò a vivere quelle esperienze atroci alla tenera età di 17 anni. L’intero mondo era in guerra, così chiunque non fosse un infante doveva imbracciare un fucile.

Era solito raccontare delle storie al piccolo Sam, tutte terrificanti. Nessuna di quelle ruotava intorno a casi di incredibile eroismo. Si trattava di storie comuni, di vita quotidiana al fronte, dunque di fortuna. La fortuna d’essere ancora vivi.

Il film racconta di un lungo viaggio, di una corsa contro il tempo da parte di due soldati, chiamati a correre oltre le linee nemiche. Ne va della vita di 1600 soldati, tra i quali il fratello del protagonista, che stanno per finire in una trappola. Mendes spiega d’aver scelto questo stile registico per consentire allo spettatore di restare insieme ai protagonisti per tutta la durata del film. In sala si avrà dunque modo di vivere pienamente questo viaggio, senza tagli, senza rimandi ad altre scene.

Abbattute dunque tutte le barriere possibili tra chi recita e chi osserva. Girare in piano sequenza ha però avuto degli effetti anche sul cast. I due protagonisti hanno infatti spiegato come siano arrivati a girare scene lunghe anche 9 minuti, senza alcun taglio. Se è vero infatti che la pellicola ha sfruttato alcuni trucchi di montaggio, è inevitabile che di fatto in scena si tentasse di ricreare quanti più piani sequenza reali possibile. Scene così lunghe, ha spiegato Dean-Charles Chapman (Blake), ti consentono di perderti del tutto nel personaggio.

Una prova alquanto dura, come spiegato da George Mackay (Schofield), dal momento che non si trattava soltanto dei 9-10 minuti di riprese continuative, bensì anche delle prove precedenti. Un test probante ma, trattandosi di episodi di guerra, tutto è stato rapidamente messo in prospettiva dagli attori. Il loro sforzo fisico non era paragonabile a quello dei veri soldati, il che li ha aiutati ad andare avanti.

Un progetto che, come sottolinea Mendes, riesce a metterti in contatto con quei ragazzi, con cosa si siano ritrovati a vivere. Lo spettatore viene dunque catapultato in maniera cruda su di un campo di battaglia, che di fatto non viene mai abbandonato, fino alla fine. Un modo, spiega il regista, per trasmettere dei concetti universali, per analizzare l’animo umano in situazioni estreme, ma purtroppo non così distanti.

1917, la trama

Un anno cruciale per la Prima Guerra Mondiale, il 1917, viene raccontato dal punto di vista di due giovani soldati britannici, i caporali Schofield e Blake. Due amici scelti per un compito delicatissimo, attraversare il territorio nemico per consegnare un messaggio a un battaglione che rischia di finire in una trappola ed essere sterminato. È una corsa contro il tempo, che vede Blake particolarmente coinvolto. In quel battaglione, infatti, c’è anche suo fratello.