Share, l’intervista alla regista del film Pippa Bianco

Share il film HBO diretto da Pippa Bianco con la giovane attrice Rhianne Barretto, viene presentato in anteprima italiana al Festival del Cinema di Roma. Il film, già acclamato al Sundance Film Festival e al Festival di Cannes, arriva in Italia e in tv su Sky Cinema dal 6 novembre. L’intervista alla regista di Share.

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In anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma, arriva in Italia e in tv su Sky Cinema dal 6 novembre Share, il film prodotto dalla stessa società di produzione della serie tv HBO Euphoria (di cui Pippa Bianco ha diretto un episodio) già acclamato quest’anno al Sundance Film Festival e al Festival di Cannes. Diretto da Pippa Bianco, che ha girato il corto premiato a Cannes su cui è basato il film, vede come protagonista la giovane Rhianne Barreto, al suo primo lungometraggio. 

Al centro della storia c’è Mandy (Rhianne Barreto), una giovane atleta di 16 anni, e la sua vita apparentemente normale. Fino a quando una mattina non si risveglia sul prato di fronte la casa dei suoi genitori, senza ricordare nulla della sera precedente. Quel giorno la vita di Mandy cambierà per sempre: un video scioccante di quella notte inizia a diffondersi sui telefonini di tutta la sua scuola. La giovane affronta l’unico ragazzo che lei ha riconosciuto dal video che nega ci siano stati atti di violenza. Mentre il video continua a diventare ancora più virale, Mandy tenta disperatamente di ricordare gli eventi di quella notte e si trova a fronteggiare un dibattito pubblico invadente. L’intervista a Pippa Bianco

 

Il film mette bene in evidenzia il senso di estraniamento. Come ha lavorato su questo aspetto?

Ho intervistato per lo più i giovani, ragazzi e ragazze rimaste coinvolte in situazioni simili. Da queste interviste è emerso che entrambi hanno dovuto sopravvivere a questa realtà nei modi che vediamo nel film.

 

Perché ha sentito il bisogno di proseguire su questo tema e ampliare una storia che aveva raccontato in maniera più breve?

Dopo il successo riscontrato a Cannes ho voluto proseguire con questa storia. L’intento era quello di approfondirla facendo delle ricerche con le persone che hanno avuto storie simili. Questo è stato il lavoro che ho fatto. Ho parlato con tutte le persone coinvolte in situazione simili per avere informazioni rilevanti.

 

Che significato da alla parola vittima? In questo caso a Mandy nel film?

Penso che la parte più interessante di Mandy sia il suo comportamento. Non il suo essere vittima ma il suo atteggiamento dopo l’accaduto. Le persone vogliono poter sempre affrontare le situazioni della vita nel modo giusto. Questo insieme di aspettative in realtà danneggiano le persone che come Mandy vivono un’esperienza del genere.

 

Come descrivere Share?

Un thriller. Ma alla fine spero sia solo il ritratto di un essere umano che fa scelte personali incredibilmente difficili e attraversa una crisi.

 

Ha avuto ad oggi riscontri positivi?

Abbiamo ricevuto molte recensioni internazionali positive. Indiewire lo ha descritto come un mistero stilisticamente perfetto e avvincente, mentre l’Hollywood Reporter ne ha parlato come un lungometraggio maturo e penetrante dalla linea cinematografica avvincente.