I migliori film di Gene Wilder da vedere su Sky Cinema

A 3 anni dalla scomparsa, giovedì 29 agosto, Sky Cinema Comedy rende omaggio all’attore, sceneggiatore, regista e scrittore statunitense Gene Wilder con due film in prima e seconda serata: la memorabile parodia horror firmata Mel Brooks FRANKENSTEIN JUNIOR e la commedia cult anni 80 LA SIGNORA IN ROSSO , in cui Wilder si innamora della modella Kelly LeBrock. Appuntamento su Sky Cinema Comedy, giovedì 29 agosto in prima e seconda serata

Se un attore, in tutta la sua lunga carriera, ha fatto sempre molto ridere, diventa difficile ricordarlo. Nel caso di Gene Wilder, la sua scomparsa, avvenuta esattamente tre anni fa, ci ha lasciato un vuoto enorme dentro. Questo può, forse, essere allietato riguardando i suoi film.  L’occasione ce la dà Sky Cinema Comedy che rende omaggio al grande all’attore, nonché sceneggiatore, regista e scrittore con due film: la memorabile parodia horror firmata Mel Brooks Frankenstein Junior e la commedia cult anni 80 La Signora In Rosso, in cui Wilder si innamora della modella Kelly LeBrock.

Ma chi era realmente Gene Wilder e quali sono i suoi film più belli? Ecco un personalissimo elenco delle sue pellicole assolutamente da rivedere.

Frankenstein Junior

Esilarante, irresistibile, amato subito da chi lo vede per la prima volta. Frankenstein Junior, diretto nel 1974 da Mel Brooks, rappresenta il punto di svolta della carriera di Gene Wilder che nella pellicola interpreta il dottor Frederick von Frankenstein. Ad affiancarlo altri grandi attori, tra cui il funambolico Marty Feldman, l’enigmatico Peter Boyle e la stralunata Teri Carr. Considerata come una pietra miliare della comicità di sempre, la pellicola è, ad oggi, al tredicesimo posto nella classifica delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi. Con l’incredibile incasso di 86 milioni di dollari (per un costo complessivo di tre), regalò a Mel Brooks e Gene Wilder anche una Nomination all’Oscar per la Miglior Sceneggiatura non originale. La riuscita della pellicola sta soprattutto nella commistione tra horror, gag al limite del surreale e continue citazioni che rimandano ai tanti film di genere che vedono il “mostro” come generatore di paura. L’uso del bianco e nero non fa che accentuare il divertimento. Una pellicola  geniale, oramai diventata iconica e senza tempo.

Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato

Delle volte i film non sono sempre compresi quando escono nelle sale. Né dal pubblico, né tantomeno dalla critica. Prendiamo, per esempio Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, pellicola del 1971 diretta da Mel Stuart. Il film, tratto dal celebre romanzo di Roald Dahl del 1964 e interpretato da un sempre ispirato Gene Wilder, fu un vero flop al botteghino, venendo praticamente stroncato dalla stampa specializzata. Lo stesso autore del romanzo disconobbe l’opera, accusando gli sceneggiatori di aver stravolto completamente la storia. Tuttavia, con il passare degli anni (e dei passaggi televisivi), il film ha conquistato un ruolo sempre più importante nelle preferenze del pubblico fino a essere considerato da alcuni un vero e proprio cult. La storia è conosciuta: Willy Wonka, proprietario della misteriosa e meravigliosa fabbrica di cioccolato, indice un concorso: nelle confezioni delle sue tavolette inserirà dei biglietti d'oro e chi li troverà potrà visitare lo stabilimento. I fortunati sono alcuni ragazzini ricchi e viziati che hanno comprato parecchi dolciumi... e Charlie Bucket, un bambino povero che trova per un colpo di fortuna il biglietto. Ancora una volta, il merito principale del successo di Willy Wonka e da attribuire all'iconica interpretazione consegnataci dal geniale Gene Wilder, che costruisce un personaggio irresistibile, tanto da essere considerato come il suo lascito più memorabile.

La signora in rosso

Era il lontano 1984 quando nelle sale arrivò La Signora in Rosso e fu successo planetario. Merito di Gene Wilder che firma la regia, la sceneggiatura, oltre che esserne il protagonista principale insieme a Kelly LeBrook, bellissima, sensuale e signora divenuta il sogno, neanche troppo nascosto, di molti teenager dell'epoca. Della pellicola impossibile non ricordarsi la danza di Kelly LeBrook col vestito rosso, (da cui il prende spunto il titolo del film), accompagnata dal single I just call to say I love you di Stevie Wonder. Per inciso: il brano di Stevie Wonder fece guadagnare alla pellicola anche un Premio Oscar ed un Golden Globe.

Per favore, non toccate le vecchiette

Uscito in Italia con un titolo a dir poco balzano, The Producers è il film che ha inaugurato la collaborazione cinematografica tra Gene Wilder e Mel Brooks, negli anni in cui il regista era nel pieno della sua forma creativa. Qui Zero Mostel è Max Bialystock, un produttore teatrale sull’orlo del lastrico, che per continuare a lavorare è costretto a sedurre anziane signore in cerca di attenzioni. Un giorno arriva nel suo ufficio il giovane contabile Leo Bloom (Wilder), che si rende conto di un fatto sconcertante: a teatro, un fiasco può far guadagnare più soldi di un successo. I due decidono di approfittarne subito, dedicandosi alla produzione di un flop assicurato (a cominciare dal titolo: Primavera con Hitler).

Mezzogiorno e mezzo di fuoco

Mezzogiorno e mezzo di fuoco (in originale Blazing saddles) è una delle più celebri parodie di Mel Brooks, che come si può ben immaginare dal suo titolo prende di mira il genere western e i suoi luoghi comuni attraverso la satira demenziale che è il marchio di fabbrica del regista (qui anche protagonista). La vicenda si svolge in Colorado nell’anno 1874. Durante la costruzione di una nuova linea ferroviaria, i cantieri incontrano una zona di sabbie mobili, e per questo il tracciato dovrà essere variato e passare vicino alla città di Rock Ridge. Approfittando dell’inettitudine del governatore William de Petomane (Mel Brooks), il giudice Hedley Lamarr (Harvey Korman) spadroneggia in una regione pionieristica ove non perde l’occasione di modificare il tracciato della ferrovia in costruzione per ragioni di speculazione terriera.Volendo indignare gli abitanti di Rock Ridges ed indurli ad abbandonare il villaggio, che piange la morte violenta del proprio sceriffo, Lamarr vi fa pervenire come nuovo tutore dell’ordine pubblico il negro Bart che, giunto pieno di entusiasmo, si trova contro tutta la popolazione. A discapito del colore della sua pelle, che gli causa immediata ed immeritata ostilità, il prode Bart (Cleavon Little) riuscirà a conquistarsi la fiducia e l’ammirazione dei concittadini grazie all’aiuto di Jim detto Waco Kid (Gene Wilder), un ex pistolero dal cuore tenero e dal grilletto facile, e saprà riportare la legge nel paesino.