I migliori film di Pupi Avati

Oltre 50 anni di carriera per Pupi Avati, regista, scrittore e sceneggiatore bolognese: i suoi migliori film

Nato a Bologna nel 1938, dopo un tentativo fallito di intraprendere la carriera di clarinettista jazz, Pupi Avati “ripiega” sul cinema, dopo aver visto “8 e ½” di Federico Fellini. I primi film “Balsamus, l’uomo di Satana” e “Thomas e gli indemoniati”, rispettivamente del 1968 e del 1970, hanno dato il via a una carriera cinquantennale, che ha visto il regista bolognese dirigere una quarantina di film, alcuni entrati nella storia del cinema italiano. Dal 22 agosto Pupi Avati torna nelle sale con un horror, tratto da un romanzo scritto dallo stesso cineasta, “Il signor Diavolo”. Per celebrare uno dei registi italiani più apprezzati dal pubblico e dalla critica, abbiamo selezionato i suoi migliori film

  • La casa dalle finestre che ridono
  • Aiutami a sognare
  • Impiegati
  • Noi tre
  • Regalo di Natale
  • La rivincita di Natale
  • Magnificat
  • Storia di ragazzi e ragazze
  • Il cuore altrove
  • Il papà di Giovanna

La casa dalle finestre che ridono (1976)

Cominciamo questa panoramica sui migliori film di Pupi Avati con una pellicola del 1976 che è diventata un cult movie per gli appassionati del genere horror: “La casa dalle finestre che ridono”. Vincitore del Premio della critica al Festival du Film Fantastique di Parigi, è la storia di Stefano, giovane pittore che si trova a restaurare un affresco opera di un folle morto suicida. Episodi strani e inquietanti e morti strane rendono il lavoro molto più complicato del previsto. Nel cast, Gianni Cavina e Lino Capolicchio. Ancora oggi è considerato uno dei capolavori del cinema horror italiano e uno dei film più riusciti di Pupi Avati.

Aiutami a sognare (1981)

Nel 1943 Francesca, vedova bolognese, lascia la città per andare a vivere in campagna con le figlie e sfuggire ai bombardamenti. Nella villa d’infanzia ritrova parenti e amici e anche un vecchio fidanzato. Quando atterra un pilota americano per un guasto al motore, nasce una simpatia, incoraggiata dalla passione per la musica jazz di entrambi. Ma arriva il giorno in cui il pilota deve andar via. Francesca è interpretata da Mariangela Melato, che ottiene il David di Donatello e il Nastro d’argento. Del film fu realizzato anche un adattamento per la televisione.

Impiegati (1984)

Con “Impiegati” Pupi Avati tratteggia uno spaccato della vita di alcuni impiegati. Luigi Stanziani è uno di questi, arrivato a Modena da Bologna per lavorare in banca, fatica a inserirsi in un contesto che non gli appartiene. La morte del suo migliore amico in un incidente stradale lo segna profondamente. Molto lodato dalla critica, fu candidato ai David di Donatello per la regia. Nel cast, Luca Barbareschi, Elena Sofia Ricci, Claudio Botosso, Dario Parisini. Pupi Avati aveva proposto il film anche a Roberto Benigni e Francesco Nuti.

Noi tre (1984)

Lo stesso anno, il regista bolognese gira “Noi tre”, un film minore in cui Avati celebra la musica. Siamo nel 1770, il protagonista è un Mozart quattordicenne che compie un viaggio verso Bologna per sostenere un esame all’Accademia dei Filarmonici. Qui scoprirà uno stile di vita molto più libero e scevro da condizionamenti a cui era abituato. Nel cast, Gianni Cavina e Ida di Benedetto. Premio speciale per i valori tecnici al Festival di Venezia e sceneggiatura candidata ai David di Donatello.

Regalo di Natale (1986)

Nella notte di Natale, tre amici si ritrovano per giocare una partita a poker. Con loro, un ricco imprenditore amante del gioco che diventa subito il “pollo da spennare”. Durante la partita, ognuno di loro fa un bilancio sulla propria vita e sui propri fallimenti. Un film amaro e lucido, tra i più apprezzati di Pupi Avati, con un cast eccezionale: Diego Abatantuono, al suo primo ruolo drammatico, Carlo Delle Piane, vincitore della Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, Gianni Cavina e Alessandro Haber.

La rivincita di Natale (2004)

Sequel del film del 1986, vede come protagonisti gli stessi personaggi presenti in “Regalo di Natale”. 18 anni dopo, l’imprenditore truffato vuole prendersi la sua rivincita sugli altri tre. I quattro portano addosso il peso del tempo che passa, le sconfitte e i calci della vita. Ognuno porta in scena il proprio dramma personale e, alla fine, nessuno esce completamente vincente dalla partita della vita. Interpretazioni sublimi per un sequel assolutamente all’altezza del primo film.

Magnificat (1993)

Alcuni critici considerano “Magnificat” il miglior film di Pupi Avati. Presentato in concorso al Festival di Cannes, è ambientato nell’Alto Medioevo, nella settimana santa. Cinque episodi che hanno come temi la ricerca di Dio, la superstizione, l’ignoranza. “Magnificat” è un film dedicato al bisogno umano di fede e richiama alla memoria il cinema di Pasolini e Rossellini, grandi ispiratori del regista bolognese.

Storia di ragazzi e ragazze (1989)

Siamo ancora una volta nella provincia bolognese, a Porretta Terme, nel 1936. La figlia di due contadini si fidanza con un ragazzo proveniente da una famiglia di antiquari. Le differenze culturali e sociali tra le due famiglie sono molto evidenti e si accentuano maggiormente durante la festa di fidanzamento. Nel cast, Felice Andreasi, Lucrezia Lante della Rovere, Alessandro Haber, Anna Bonaiuto. Il film vinse il Nastro d’argento per la regia e la sceneggiatura, il David di Donatello e il Ciak d’oro per la sceneggiatura.

Il cuore altrove (2003)

Presentato in concorso al Festival di Cannes, “Il cuore altrove” è ambientato ancora una volta a Bologna, negli anni 20. Nello è un trentacinquenne timido e impacciato che viene mandato dal padre - sarto pontificio - a Bologna a insegnare latino e greco. Qui si innamora di Angela, una ragazza non vedente con cui inizia una relazione. Film dall’epilogo malinconico con un cast composto da Neri Marcorè, Giancarlo Giannini, Vanessa Incontrada e Sandra Milo. David di Donatello a Pupi Avati per la regia e Nastro d’argento per Neri Marcorè come miglior attore protagonista.

Il papà di Giovanna (2008)

Bologna, 1938. Michele Casali è un professore di disegno e ha una figlia diciassettenne, Giovanna, che frequenta lo stesso istituto. La ragazza è oggettivamente bruttina e il padre fa di tutto per convincerla del contrario. Presentato al Festival del cinema di Venezia, il film è valso la Coppa Volpi come miglior attore a Silvio Orlando, il David di Donatello e il Globo d’oro come miglior attrice ad Alba Rohrwacher, il Nastro d’argento a Francesca Neri e a Ezio Greggio, al suo primo ruolo drammatico.