I migliori film di Pedro Almodovar

In occasione dell’uscita di “Dolor y gloria”, ripercorriamo la carriera di Pedro Almodovar attraverso i suoi migliori film

È uno dei cineasti più importanti della storia del cinema spagnolo e non solo. Vincitore di due Premi Oscar e di numerosi altri riconoscimenti internazionali, Pedro Almodovar è un regista originale, versatile e creativo, che ha sempre messo al centro dei suoi film la vita reale in tutte le sue sfaccettature. Grande amante delle donne e delle persone ai margini della società, Almodovar ha dedicato la sua produzione a temi come la passione, l’amore in tutte le sue forme, l’ambiguità sessuale e una critica feroce nei confronti della religione. Nel suo ultimo film, il regista si è messo completamente a nudo, realizzando una pellicola intima e semi-autobiografica. “Dolor y gloria” è la storia di un regista ormai avanti con gli anni che avverte la difficoltà di separare la propria vita dal processo creativo. Per un ruolo così intenso, Almodovar ha scelto il suo attore feticcio, Antonio Banderas. Nel cast, un’altra attrice che deve la sua fama al regista: Penelope Cruz. Diamo uno sguardo alla cinematografia di Pedro Almodovar ripercorrendo la sua carriera attraverso i migliori film:

  • Parla con lei
  • Tutto su mia madre
  • Donne sull’orlo di una crisi di nervi
  • Volver
  • Carne tremula
  • La mala educación
  • La pelle che abito

Parla con lei (2002)

Uscito nel 2002, “Parla con lei” è un dramma sentimentale che segue le vicende di Benigno (Javier Cámara), un giovane infermiere, e di Marco (Darío Grandinetti), uno scrittore argentino. Marco è innamorato di una torera che va in coma in seguito a un incidente durante una corrida. Anche Benigno è segretamente innamorato di una ragazza in coma, Alicia, che assiste come infermiere. I due diventano amici ma le vicende prendono una piega insperata. Un film intenso che costringe lo spettatore ad affrontare emozioni contrastanti. Oscar per la miglior sceneggiatura originale a Pedro Almodovar.

Tutto su mia madre (1999)

La pellicola che ha fatto conoscere in tutto il mondo il regista spagnolo, grazie anche all’Oscar come miglior film straniero. Al centro della cinematografia di Pedro Almodovar ci sono le relazioni, soprattutto quella tra madre e figlio e in “Tutto su mia madre” il regista ha voluto ringraziare sua madre per averlo influenzato in maniera così potente nella sua produzione. L’amore incondizionato di un’infermiera (Cecilia Roth) che perde il figlio tragicamente e viaggia alla ricerca del padre del ragazzo, che ha cambiato sesso ed è una donna, Lola. Un film doloroso, sensibile, che fa commuovere e ridere allo stesso tempo. Un piccolo capolavoro. Nel cast, anche Penelope Cruz, nei panni di una suora sedotta da Lola, malata di HIV e incinta.

Donne sull’orlo di una crisi di nervi (1988)

Considerata la miglior commedia della carriera di Pedro Almodovar, “Donne sull’orlo di una crisi di nervi” si svolge nell’appartamento di Pepa (Carmen Maura), una doppiatrice lasciata dal fidanzato Ivan e incinta. Nel corso della giornata vanno a trovarla l’amica Candela, il figlio di Ivan con la sua fidanzata, la moglie di Ivan e una serie di altri personaggi improbabili. Una commedia brillante e folle con un ritmo narrativo di altissimo livello. 5 premi Goya e una candidatura agli Oscar come miglior film straniero.

Volver (2006)

Il film che è valsa la candidatura all’Oscar come miglior attrice a Penelope Cruz è un chiaro omaggio di Pedro Almodovar al neorealismo italiano. “Volver” è un film sulle donne e per le donne: donne abbandonate e bastonate dalla vita, che però si fanno forza e si rialzano da sole. Tre generazioni di donne che sopravvivono e rinascono di fronte alle atrocità della vita. Uno dei film più compatti e armoniosi della carriera del regista spagnolo.

Carne tremula (1997)

“Carne tremula” è probabilmente il meno almodovariano dei film del regista iberico. Adattamento del romanzo “Carne viva” di Ruth Rendell, è un thriller in cui si intrecciano le storie di cinque persone, in una Madrid nel passaggio dalla Spagna franchista ai giorni nostri. Il film sembra voler raccontare proprio la libertà di potersi esprimersi liberamente dopo decenni di dittatura. Nel cast, Javier Bardem, Angela Molina, Liberto Rabal, Francesca Neri e Penelope Cruz.

La mala educación (2004)

La religione è sempre stato un tema molto presente nei film di Almodovar e ne “La mala educación” diventa il fulcro della trama. Una sceneggiatura complessa e contorta, che vede due ragazzini scoprire l’amore in una scuola religiosa nei primi anni ‘60. Il direttore dell’istituto è padre Manolo, che ha una passione per uno dei due ragazzini. I tre si incontreranno molti anni dopo. “La mala educación” è un noir alla maniera di Almodovar che arriva a confondere lo spettatore, che non sa più cosa è reale e cosa è finzione.

La pelle che abito (2011)

“La pelle che abito” è il film che segna il ritorno, dopo molti anni, di Antonio Banderas come protagonista di un film di Almodovar. Adattamento del romanzo “Tarantola” di Thierry Jonquet, è una storia di amore travolgente e ossessivo. Lo sguardo del regista è filtrato attraverso l’estetica di Hitchcock, Buñuel e Fritz Lang, in una pellicola che mescola abilmente thriller, melodramma, fantascienza e horror. La storia è quella di un chirurgo plastico che, dopo la morte della moglie, si dedica alla creazione di una pelle artificiale sensibile alle carezze umane.