I migliori film di Clint Eastwood

Da "Gran Torino" a "Million Dollar Baby", i film più importnati diretti da Clint Eastwood, vera icona di Hollywood e protagonista di una carriera ricca di successi

Difficile trovare una breve lista di film di Clint Eastwood, difficile capire quali sono i migliori della sua lunga carriera. Del resto si parla di quella che è a tutti gli effetti un'icona di Hollywood. Una varietà di interpretazioni inimmaginabile, straordinari film entrati nella storia e una sfilza di riconoscimenti che non bastano per descrivere un personaggio come Clint Eastwood. Vincitore di cinque premi Oscar, 1 Premio César, 6 Golden Globe e 4 David di Donatello, non si può non citare il legame con l’Italia, patria dove ha trovato il successo mondiale. Scelto da Sergio Leone per la trilogia del dollaro con le pellicole “Per un pugno di dollari”, “Per qualche dollaro in più” e “Il buono, il brutto, il cattivo”, è stato l’interprete principale del genere spaghetti-western. Negli Stati Uniti ha raggiunto la consacrazione con il personaggio dell’ispettore Callaghan, grazie ad una saga che si è districata per ben quattro capitoli. Clint Eastwood ha saputo dare un contributo fondamentale al cinema anche e soprattutto come regista, dimostrando tutto il suo talento anche dietro la macchina da presa. Complicato scegliere i migliori film, ma queste cinque pellicole, dirette da Clint Eastwood, rappresentano l’apice di una carriera lunghissima e ricca di straordinari successi. 

  • Gran Torino 
  • Mystic River
  • Million Dollar Baby
  • Lettere da Iwo Jima
  • Gli spietati

Gran Torino (2008)

Clint Eastwood non ha mai avuto paura di esprimere le sue opinioni repubblicane come responsabilità personale, tolleranza zero contro il crimine violento e la protezione della propria proprietà. “Gran Torino” racconta di un uomo anziano razzista e solitario di Detroit che fa amicizia con una famiglia Hmong e decide di sacrificarsi per proteggerli dalla violenza dilagante delle bande. Si tratta di uno dei film di Eastwood che corrono verso il lato "buono" del suo spettro ideologico. Si può guardare il personaggio di Eastwood in “Gran Torino” come una versione rinnovata di Harry Callaghan. Un solitario scontroso che però decide di concludere il suo film con una soluzione sorprendentemente pacifista.

Mystic River (2003)

“Mystic River” è un thriller ambientato a Boston che racconta il mistero di un improvviso omicidio di un boss della mafia locale. Un dramma cupo su come la disperazione e la paranoia possano trasformarci in mostri. Il legame spezzato tra i tre amici d'infanzia è spinto al limite quando il personaggio di Penn inizia a sospettare di uno dei suoi amici, un sospetto complicato da una scelta traumatica fatta da bambini. Clint Eastwood mantiene un tono coerente, senza mai intralciare le prestazioni dei suoi tre protagonisti che mettono in scena una delle migliori performance di gruppo degli ultimi anni. 

Million Dollar Baby (2004)

Oscar per il miglior film, “Million Dollar Baby” è un melodramma che racconta la storia un pugile donna (Hilary Swank) che vive come cameriera, figlia poverissima dell'America rurale e si iscrive in palestra con l'intento a 32 anni di diventare un pugile professionista e la volontà di affrontare ogni sacrificio. Vuole come allenatore Clint Eastwood, anziano manager di boxe dal carattere scorbutico. Tra i due nasce una forte legame che sfocerà poi un incredibile finale devastante per chiunque abbia amato questo film.

Lettere da Iwo Jima (2006)

Dopo aver vinto il suo secondo Oscar come miglior film, Clint Eastwood ha collaborato con un altro leggendario regista hollywoodiano, Steven Spielberg, per consegnare una lettera d'amore agrodolce alle truppe della Seconda Guerra Mondiale con una storia sulle conseguenze della Battaglia di Iwo Jima. Eastwood decide di raccontare la parte giapponese della storia, per dare al film americano una sorella più piccola, che sembra essere non solo una delle opere più importanti della sua carriera, ma una dei film di guerra mai fatti in Giappone. Presenta uno sguardo non politico sulla guerra, in cui il bilancio umano prende il centro della scena. Coraggiosi patrioti si trasformano in inutili strumenti di distruzione.

Gli spietati (1992)

Il film è il coronamento di Eastwood come regista. Elimina tutte le nozioni romantiche per costruire un crudo e brutale, un chiaro esempio di come possa concludersi una vita guidata dalla violenza. Uomo distrutto che finge di tornare a una vita di uccisioni a causa di semplici motivazioni monetarie, ma è dolorosamente consapevole della maledizione che ha inflitto a se stesso. La sceneggiatura è costruita perfettamente e Clint Eastwood come regista crea un illuminante trattato contro la violenza.