Viggo Mortensen, l’antieroe del cinema americano compie 60 anni

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Viggo Mortensen

Il 20 ottobre l’attore statunitense di origini danesi Viggo Mortensen compie 60 anni . Sky Cinema Cult lo festeggia in prima serata con uno dei film più recenti film che lo vede protagonista: il film che ha visto premiato Matt Ross per la Miglior regia a Cannes 2016, CAPTAIN FANTASTIC , in cui Mortensen è un padre ribelle che ha cresciuto i figli nella foresta finché, morta la moglie, non si troverà a fare i conti con la società dei consumi. Appuntamento sabato 20 ottobre alle 21.00

A 60 anni (li compirà il 20 ottobre), Viggo Mortensen, ovvero il leggendario principe Aragorn è uno strano caso di divo hollywoodiano. Nato da padre danese ma cittadino americano, collezionista d'arte e pittore di qualità a tempo perso, si è divertito a tracciare una carriera da irregolare che segue più le passioni che le regole. Gli esempi non mancano: In Captain Fantastic sembra un pioniere del far west uscito di peso da Sette spose per sette fratelli.  Barba lunga e capelli lunghi, ha cresciuto sei figli secondo le regole della "wilderness": vicinanza alla natura, lealtà e solidarietà, diffidenza per il mondo "civilizzato" che corrompe sentimenti e costumi. Sogna di fare dei figli degli esseri straordinari, quasi dei supereroi senza super poteri. E andando indietro nella sua carriera è un duro dal passato oscuro in A History of Violence (David Cronenberg), lo spiantato sognatore Old Bull Lee di On the Road (Walter Salles), il capitano di ventura senza patria di Alatriste (Agustin Diaz Yanes), il cowboy triste di Appaloosa (Ed Harris).

Insomma si capisce che ci troviamo di fronte ad un attore che non ama ripetersi. Sembrerebbe che in Mortensen ci sia sempre una segreta nostalgia, un distacco dalle cose, una semplicità non atteggiata che conquistano ad ogni film. Nella vita, anche prima di approdare alla carriera d'attore, è sempre stato un giramondo tra Venezuela, Danimarca, Argentina (parla perfettamente lo spagnolo). Cresce in un ranch della pampa e poi in Danimarca dove compie gli studi. Torna poi in America e si appassiona di fotografia, si laurea in scienze politiche e letteratura spagnola, fa il barista, il camionista, il cameriere e perfino il fioraio.

Sbarcato a Los Angeles in cerca di fortuna, cerca in ogni modo di avvicinarsi al mondo del teatro e del cinema ma debutta solo nel 1985 nei panni di un amish in Witness di Peter Weir dove è praticamente irriconoscibile. Manca alcune occasioni cruciali come un ruolo per Woody Allen e un altro per Oliver Stone, ma si fa notare in Lupo solitario di Sean Penn e da quel momento la sua carriera è sempre stata in crescendo.  Ma non ha mai abbandonato le sue vere passioni, la fotografia, la pittura, la poesia e anche la musica, pubblicando ben nove dischi. La sua ultima passione è l'installazione multimediale in cui può finalmente fondere insieme musica, poesia e pittura, ma è anche un buon editore di qualità con la sua casa editrice Perceval Press al servizio di giovani autori e artisti.