Working Title Film Festival: il festival del cinema del lavoro alla 3a edizione

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Dal 27 aprile al maggio Il cinema del lavoro torna a Vicenza. Terza edizione per Working Title Film Festival. Nuova location, 5 giorni, 32 film da 12 Paesi. Focus sul decennale della crisi

Il lavoro attraverso lo sguardo del cinema indipendente: torna dal 27 aprile al 1 maggio 2018 Working Title Film Festival – festival del cinema del lavoro, giunto alla sua terza edizione e promosso dall’associazione LIES – Laboratorio dell’inchiesta economica e sociale, con la direzione artistica di Marina Resta.

La terza edizione porta alcune importanti novità. La nuova “casa” delle proiezioni è la Sala del Ridotto del Teatro Comunale Città di Vicenza, che ospita due sezioni del concorso internazionale, quella dedicata ai lungometraggi e mediometraggi (10 film) e quella dedicata ai cortometraggi (13 film) nei giorni 27, 29, 30 aprile e 1 maggio.

Una nuova sezione, Extraworks (8 film), dedicata ai cortometraggi sperimentali e alla video arte, sarà invece ospitata il 28 aprile (ore 21.00) da Exworks, ex officina riconvertita a spazio artistico e di design, che si conferma partner per il terzo anno di fila.

l festival cresce nei numeri e rafforza il suo profilo internazionale. Su 32 film in programma, due terzi sono di produzione estera: sei dalla Germania; due da Usa, Austria, Svizzera, Francia, Belgio e Olanda; uno rispettivamente da Spagna, Canada, Tailandia e Algeria; 10 gli italiani. Sono 17 le anteprime italiane e 15 gli ospiti che presenteranno i film.

L’apertura, il 27 aprile, è affidata a Non ho l’età di Olmo Cerri (ore 19.00) sulle storie dei migranti italiani nella Svizzera del dopoguerra che scrivevano alla cantante Gigliola Cinquetti lettere colme di speranze e sogni infranti, seguito da The Harvest di Andrea Paco Mariani (ore 21.00), un docu-musical sulla lotta dei braccianti sikh sfruttati dai caporali nelle campagne dell’Agro Pontino.

La chiusura, il 1 maggio alle 21.00, è un evento speciale con la proiezione dell’unico film fuori concorso: Taste of Cement di Ziad Kalthoum (miglior film al festival Visions du Réel di Nyon nel 2017) sugli operai edili siriani che, fuggiti dalla guerra e approdati a Beirut, costruiscono i grattacieli della capitale libanese e vivono sotto un regime di coprifuoco, di fatto esclusi dalla società.

Tre sezioni di concorso e altrettante giurie composte da due membri ciascuna: Alexandra Kaufmann Paolo Chirumbolo per Lungometraggi e mediometraggi) Silvia Jop e Corrado Ceron per i Cortometraggi; Raffaella Rivi e Guglielmo Trupiaper Extraworks. La consegna dei premi, realizzati per il secondo anno consecutivo dal FabLab Dueville, avverrà in due momenti: la premiazione di Extraworks allo spazio Exworks il 28 aprile alle 21.00, quelle delle altre due sezioni al Teatro Comunale il 1 maggio alle 19.00.

La selezione privilegia le produzioni di qualità, per la maggior parte di registi under 35 e già affermati in importanti festival internazionali quali Visions du Réel (Non ho l’età di Olmo Cerri e Taste of Cement di Ziad Kalthoum), Venezia – Orizzonti (Death of the Sound Man di Sorayos Prapapan), Locarno (Il monte delle formiche di Riccardo Palladino), Doc Lisboa (Saule Marceau di Juliette Achard), Berlinale – Perspektive Deutsches Kino (Kineski Zid di Aleksandra Odić), Torino (Talien di Elia Mouatamid e Esseri di Tommaso Donati), Rotterdam (Commodity City di Jessica Kingdon) e New Directors/New Films al Moma di New York (Home Exercises di Sarah Friedland).

Da segnalare anche. il 28 aprile alle 2i1 prima visione italiana di Curtain Calling, una video performance nata da una ricerca sul tema dell’After Utopia nell’ex cittadina mineraria di Trbvolje e realizzata con i lavoratori culturali del luogo. Il video, girato nel centro culturale Delavsky Dom, sul palco rotante più grande della nazione, intende raccontare in modo simbolico la relazione tra l’industria culturale, a cui la cittadina aspira ad accedere, e la sua forza lavoro, tra precarietà e esplosione di soggettività. Il video è stato realizzato dal Museo Wunderkammer, collettivo artistico fondato a Trento nel 2014 da Giusi Campisi e Luca Bertoldi.