Bruno Barbieri, l’Oscar è servito

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Bruno Barbieri e i suoi menu da Oscar - foto tratta dal sito ufficiale di MasterChef e Getty Images

In attesa della Notte degli Oscar (in diretta su Sky Cinema Oscar a partire dalle 22.50 di domenica 24 febbraio ) abbiamo chiesto al giudice di MasterChef un menu per il vincitore e per chi seguirà l’evento cinematografico più atteso dell’anno su Sky

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di Barbara Ferrara

Chi sarà il vincitore dell’85ma edizione degli Academy Awards lo scopriremo in diretta su Sky Cinema Oscar a partire dalle ore 22.50 di domenica 24 febbraio, nell’attesa Sky.it ha incontrato Bruno Barbieri e gli ha chiesto di creare due menu ad hoc sia per il trionfatore che porterà a casa l’ambita statuetta e per tutti coloro che seguiranno l’appassionante sfida. Per entrambi una cosa è certa, il nostro chef opterebbe per una cena di altissimo livello, “straordinaria ma leggera”, che tenga svegli insomma.

Il giudice di MasterChef sarà pure lo chef italiano più stellato del mondo insieme a Gualtiero Marchesi, ma non si è mai montato la testa, tutt’altro, è affabile e parlare con lui, oltre a mettere l’acquolina in bocca, mette a proprio agio: “ Sono  rimasto quello della porta accanto, se capita vado a cucinare per i miei vicini che magari non hanno niente da mangiare. La mia vita è fatta così..." E ricorda ancora la sua prima stella Michelin vinta al Trigabolo di Argenta e le domeniche di bambino trascorse con la nonna a chiudere i tortellini. Un vero e proprio rituale per quei tempi.

Qual è il menu che preparerebbe per il vincitore degli Oscar?
Comincerei da un soufflè di ostriche con uno zabaione di yogurt e caviale come antipasto. Come primo  una zuppa imperiale tipicamente bolognese con un brodo chiaro di fagiano e tartufo. A seguire una beccaccia farcita con fegato grasso e glassa di arrosto come salsa. Come pre-dessert un sorbetto ai fiori di sambuco con elisir di melograno e dulcis in fundo dei cannoli alle mandorle con ricotta profumata alla zagara in un frappé di albicocche.
Per chi le piacerebbe preparare questo menu?
Preferisco non dirlo perché non vorrei portare male. Mi sono già espresso sul Festival di Sanremo: avrei voluto che vincessero i Modà e invece sono arrivati terzi. Passiamo alla prossima domanda.
Il menu per tutti coloro che seguiranno in diretta l’evento cinematografico più atteso dell’anno su Sky Cinema ?
Farei un menu sostanzioso ma leggero: un piatto unico con insalata di mare cotta al vapore e con tutte le alghe dentro  una bella zuppa di pesce. Pesce leggero abbinato al concentrato del sugo, un piatto alla romagnola. Il tutto accompagnato da pane casereccio profumato all’aglio, ai pomodorini e al basilico.
Academy Awards a parte, cosa non dovrebbe mai mancare in frigorifero?
Intanto acqua minerale molto gasata e del vino, io prediligo i bianchi e direi bollicine italiane tutta la vita. Poi olio extravergine di oliva che è la base di ogni buon piatto, pasta e verdure.
Ricorda il primo piatto che ha cucinato?
Certo, era un piatto di gnocchi per mia sorella e io avevo solo undici anni. Ho sbagliato tutti i dosaggi ma c’era già la presentazione e il sugo, c’era già l’idea insomma. A quell’età aiutavo mia nonna a chiudere i tortellini, nelle campagne bolognesi era un rito per tutti i bambini.
Ne è passato del tempo da allora, oggi è considerato una star della televisione.
Sono sempre rimasto quello della porta accanto, vado a cucinare per i miei vicini che magari non hanno niente da mangiare. La mia vita è fatta così, poi alcune cose sono cambiate, con MasterChef la gente ti riconosce, ti ferma per strada.
E tutto questo successo le piace?
Si, io mi do senza problemi, se una fotografia oppure un autografo fa stare bene qualcuno, perché no? Poi certo ciascuno deve stare al proprio posto, ma so difendermi. Non è un problema.
Parliamo del programma che lo ha reso celebre, tra la prima e la seconda edizione cosa c’è di diverso?
Qualcuno mi ha detto che sono diventato più duro, la verità è che abbiamo dovuto dare quel metro di distanza in più per affermare la nostra  autorità, se i concorrenti hanno già un’idea di come sono i giudici…Siamo più consapevoli del ruolo e  tra noi c’è più complicità. Non è comunque facile essere dall’altra parte, quello che facciamo lo facciamo con grande responsabilità. Quest’anno poi le esterne sono di grande prestigio e in generale gli autori hanno avuto la genialità di mettere insieme tre personalità così diverse, quando ci sono tre galli in un pollaio si sa come funziona…
Le litigate con gli altri due giudici Cracco e Bastianich sono vere?
Certo, e poi quando si litiga non è certo per lo show, è perché vogliamo portare il programma a quello che è, alla sua  bellezza straordinaria. La gente e gli showman oggi ci imitano, significa che abbiamo raccontato qualcosa di importante, che abbiamo colpito.
Degli eliminati c’è qualcuno che avrebbe preso a lavorare nel suo ristorante?
Intanto avrei preso tutti e tre i finalisti perché sono bravissimi e degli esclusi direi Nicola, il deejay lavapiatti che si faceva chiamare Nick Mallo, un ragazzo molto interessante, con tanta tanta voglia di cambiare la sua vita.